Hil­la­ry si ag­giu­di­ca il pri­mo duel­lo in tv Trump si ar­rab­bia

Il mi­liar­da­rio ap­pa­re ner­vo­so e pre­pa­ra la ri­vin­ci­ta: «Por­te­rò a gal­la le re­la­zio­ni ex­tra­co­niu­ga­li del ma­ri­to»

Il Gazzetino (Venezia) - - Primo Piano -

spet­ta­to­ri so­lo nei net­work, a cui van­no ag­giun­ti va­ri mi­lio­ni via strea­ming nei so­cial net­work e nei ca­na­li di no­ti­zie via ca­vo. Di tutt’al­tro te­no­re sono sta­te le rea­zio­ni di Trump. Il suo vi­ce, Mi­ke Pen­ce ha cer­ca­to di so­ste­ne­re che la ma­ni­fe­sta ir­ri­ta­zio­ne e la con­fu­sio­ne di Trump (il New York Ti­mes ha iro­niz­za­to sul fat­to che i di­scor­si del tycoon sem­bra­va­no “un’in­sa­la­ta di pa­ro­le”) con­fer­ma­va­no la “gran­de ener­gia” del can­di­da­to. Se­non­ché Trump ha rea­gi­to al­la sua scon­fit­ta di lu­ne­dì se­ra con evi­den­te rab­bia, e ha ten­ta­to di dar­ne la col­pa ad al­tri: al mo­de­ra­to­re, Le­ster Holt e al mi­cro­fo­no che non fun­zio­na­va be­ne. Di fat­to si è da­to la zap­pa sui pie­di: uno dei te­mi più di­bat­tu­ti nei so­cial net­work du­ran­te e do­po il di­bat­ti­to era sta­to il com­pia­ci­men­to di Trump sul pro­prio “tem­pe­ra­men­to”, che ave­va de­fi­ni­to “vin­cen­te”, an­zi la sua “do­te mi­glio­re”. Pec­ca­to che lo aves­se det­to men­tre al­za­va la vo­ce e ap­pa­ri­va mol­to agi­ta­to, e con­ti­nua­va a in­ter­rom­pe­re Hil­la­ry (51 vol­te in 90 mi­nu­ti). Ie­ri in un’intervista tv ha det­to che al pros­si­mo di­bat­ti­to in­ten­de at­tac­ca­re Hil­la­ry an­cor più du­ra­men­te e por­ta­re a gal­la le re­la­zio­ni ex­tra­co­niu­ga­li del ma­ri­to. Ma la co­sa che più ha stu­pi­to è che ab­bia con­ti­nua­to ad at­tac­ca­re due don­ne di cui ave­va par­la­to ma­le nei me­si scor­si e di nuo­vo nel di­bat­ti­to, l’at­tri­ce Ro­sie O’don­nell e la ex miss uni­ver­so Ali­cia Ma­cha­do, l’una og­get­to del­le sue cri­ti­che per­ché una li­be­ral le­sbi­ca, l’al­tra per­ché era in­gras­sa­ta do­po aver vin­to la co­ro­na. Te­nu­to pre­sen­te che l’at­teg­gia­men­to di Trump con­tro le don­ne è il pun­to più de­bo­le del­la sua cam­pa­gna, e che il 60% de­gli ame­ri­ca­ni pen­sa che lui sia scor­ret­to ver­so le don­ne, non si ca­pi­sce per­ché non ab­bia sor­vo­la­to. A me­no che, co­me han­no com­men­ta­to al­cu­ni ana­li­sti, non sia pro­prio il suo “tem­pe­ra­men­to” ad aver par­la­to, e la sua in­ca­pa­ci­tà di pas­sa­re ol­tre e non rac­co­glie­re una sfi­da. Nel di­bat­ti­to, si è ca­pi­to che non si era al­le­na­to pro­prio per­ché avreb­be avu­to mo­men­ti in cui po­te­va at­tac­ca­re Hil­la­ry, ma – tut­to pre­so dal­la pro­pria ir­ri­ta­zio­ne – non ha sa­pu­to co­glie­re al vo­lo l’oc­ca­sio­ne. Un esem­pio: Hil­la­ry lo ave­va cri­ti­ca­to per non aver re­so no­ta la sua de­nun­cia del­le tas­se, e poi ave­va par­la­to mol­to su­per­fi­cial­men­te del pro­prio scan­da­lo, quel­lo del­le e-mail scom­par­se quan­do era se­gre­ta­rio di Sta­to. Eb­be­ne, Trump avreb­be do­vu­to at­tac­car­la su quel­lo, in­ve­ce si è but­ta­to­sul­la que­stio­ne del­le pro­prie tas­se, di fat­to fa­cen­do ca­pi­re di es­se­re or­go­glio­so per­ché rie­sce a ag­gi­ra­re il si­ste­ma e a non pa­ga­re le im­po­ste sul red­di­to.

RE­CORD Il fac­cia a fac­cia tra Hil­la­ry Clin­ton e Do­nald Trump: l’au­dien­ce è sta­ta da re­cord

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