L’ita­lia vac­ci­na­ta dal ri­schio di dit­ta­tu­re

Il Gazzetino (Venezia) - - Borsa Mercati - En­zo Fu­so

Caro di­ret­to­re,

da "La na­sci­ta di una dit­ta­tu­ra"...

Fi­nal­men­te il ca­po. Le ma­ni sui fian­chi e lo sguar­do du­ro ver­so i gior­na­li­sti. "Co­man­do io", dis­se guar­dan­do ne­gli oc­chi la pla­tea dei fe­de­lis­si­mi. Fu un tri­pu­dio, ma­ni al cie­lo e oc­chi im­plo­ran­ti. "Du­ce, Du­ce", ri­suo­nò forte il gri­do del­la fol­la che lo ac­cla­ma­va. La se­con­da mar­cia su Ro­ma era ini­zia­ta.

Len­di­na­ra (Rovigo) Caro let­to­re, ap­prez­zo la sua iro­nia ma vor­rei an­che pro­va­re a tran­quil­liz­zar­la: non cre­do ci sa­rà nes­su­na se­con­da mar­cia su Ro­ma. E tan­to­me­no al­cu­na dit­ta­tu­ra.

Gli ita­lia­ni han­no mol­to di­fet­ti e spes­so un'idea un po' ap­pros­si­ma­ti­va del­la de­mo­cra­zia, ma sono La vi­ta uma­na è un di­rit­to non un qual­co­sa da gio­stra­re a pia­ci­men­to. Pen­so sia giun­to il mo­men­to, e con­clu­do, di pren­de­re se­ria­men­te in con­si­de­ra­zio­ne l'ap­pel­lo ri­vol­to dal­le or­ga­niz­za­zio­ni uma­ni­ta­rie: quel­lo, cioè, di strap­pa­re al­la morte quanti sono schiac­cia­ti dal­la fol­lia uma­na per­ché più de­bo­li ed in­di­fe­si.

Igor Mo­ret­to vac­ci­na­ti con­tro le de­ri­ve au­to­ri­ta­rie. Han­no già pro­va­to sul­la lo­ro pel­le l'espe­rien­za "dell'uo­mo so­lo al co­man­do" e non han­no mol­te in­ten­zio­ni di ri­pe­ter­la. For­se qual­cu­no mi con­si­de­re­rà ec­ces­si­va­men­te ot­ti­mi­sta, ma cre­do che, no­no­stan­te la lun­ga cri­si dell'eco­no­mia e il vuo­to del­la po­li­ti­ca, il po­po­lo ita­lia­no ab­bia gli an­ti­cor­pi ne­ces­sa­ri per re­spin­ge­re i por­ta­to­ri di vi­rus au­to­ri­ta­ri. An­che quel­li ma­sche­ra­ti. ca­na­le in­fra­strut­tu­ra­le uni­co do­ve far cor­re­re l'ener­gia elet­tri­ca, la ban­da lar­ga, il gas e tut­te le in­fra­strut­tu­re pos­si­bi­li per ma­glia­re il Ve­ne­to con il re­sto d'europa. Un ca­na­le in­ter­ra­to che nel­la par­te su­pe­rio­re può es­se­re co­per­to con l'asfal­to. Ri­sul­ta­to: un'uni­ca ope­ra, pre­pa­ra­ta con sta­zio­ni ad idro­ge­no e ri­ca­ri­che per au­to elet­tri­che, pro­get­tan­do ope­re d'ar­te (ponti, via­dot­ti, gal­le­rie) mi­ran­ti ad ele­va­re l'in­fra­strut­tu­ra ad ele­men­to qua­li­fi­can­te per il pae­sag­gio. Se a que­sto le­ghia­mo il traf­fi­co via ma­re, che in­ve­sti­rà il Me­di­ter­ra­neo gra­zie al rad­dop­pio del ca­na­le di Suez, col­le­ga­re l'area por­tua­le di Ve­ne­zia al cen­tro Europa ri­tor­na di gran­dis­si­ma at­tua­li­tà. Ab­bia­mo pre­sen­ta­to de­gli stu­di stra­te­gi­ci a tut­te le for­ze eco­no­mi­che e po­li­ti­che lo­ca­li, il più con­vin­to è sta­to l'ono­re­vo­le Ser­na­giot­to e con lui ab­bia­mo col­la­bo­ra­to per la ste­su­ra de­gli emen­da­men­ti vo­ta­ti in Europa. Stu­dian­do la sto­ria e le va­rie boc­cia­tu­re del pas­sa­to ab­bia­mo cam­bia­to me­to­do par­ten­do al con­tra­rio cioè dal Par­la­men­to eu­ro­peo. E se gli am­bien­ta­li­sti non vo­glio­no mez­zi elet­tri­ci e tu­te­la pae­sag­gi­sti­ca, al­lo­ra vuol di­re che le mo­ti­va­zio­ni per con­tra­sta­re un si­mi­le pro­get­to sono al­tre. Noi par­ti­ti da un piccolo bar del­la pe­ri­fe­ria bel­lu­ne­se sia­mo ar­ri­va­ti in Europa, ora ab­bia­mo bi­so­gno del so­ste­gno di tut­ti per rea­liz­za­re quel­lo che noi ri­te­nia­mo fon­da­men­ta­le per il fu­tu­ro del­le no­stre ter­re e di forte in­te­res­se per il Ve­ne­to e l'ita­lia La que­stio­ne eco­no­mi­ca può av­va­ler­si dei fon­di eu­ro­pei di­spo­ni­bi­li per ca­na­li tec­no­lo­gi­ci di que­sto ti­po. Chiu­do con una fra­se di un vec­chio film: "Si può fa­re.

Gian­ni Pa­stel­la (Vi­va­io Do­lo­mi­ti)

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