Reyer, ro­dag­gio fi­ni­to Ades­so si fa sul se­rio

Il Gazzetino (Venezia) - - Veneziasport - Gia­co­mo Gar­bi­sa

Fi­ni­to il ro­dag­gio, si fa sul se­rio. E do­me­ni­ca con­tro Can­tù, Pa­lade­sio ore 18.15 in di­ret­ta su Te­le­ve­ne­zia, l'uma­na Reyer vuo­le lan­cia­re il pri­mo se­gna­le al cam­pio­na­to, per­ché par­ti­re be­ne è im­por­tan­te an­che con­tro la ca­ba­la. Nei precedenti cin­que esor­di dal ri­tor­no in A, gli oro­gra­na­ta han­no vin­to so­lo nel 2014-2015 ad Avel­li­no (76-71); gli al­tri de­but­ti, sem­pre in tra­sfer­ta, sono sta­ti ba­gna­ti da scon­fit­te a Sie­na (86-76), Can­tù al Pia­nel­la (81-61), Ca­ser­ta (84-65) e l'an­no scor­so a Bo­lo­gna (69-65). Sta­ti­sti­che che non pe­sa­no sul mo­ra­le de­gli oro­gra­na­ta ed an­cor me­no sui nuo­vi, chia­ma­ti a far com­pie­re un ul­te­rio­re sal­to di qua­li­tà a una Reyer re­du­ce da due se­mi­fi­na­li scu­det­to. «Fi­nal­men­te ar­ri­va la pri­ma par­ti­ta, è il mo­men­to che tut­ti aspet­ta­no do­po un me­se e mez­zo di la­vo­ro in pre sea­son. Quel­lo fat­to fin qui va­le fi­no a un cer­to pun­to, ora con­ta­no le vit­to­rie» sot­to­li­nea Ariel Fil­loy, uno dei quat­tro nuo­vi del­la Reyer di coa­ch De Raffaele con Mar­quez Hay­nes, Ja­mel­le Ha­gins e Ty­rus Mcgee. Par­lan­do del 29en­ne play-guar­dia di Cor­do­ba, il tec­ni­co li­vor­ne­se ha det­to che «dei nuo­vi è quel­lo più in­se­ri­to gra­zie al ruo­lo e all'espe­rien­za in Ita­lia». «In ef­fet­ti il mio in­se­ri­men­to pro­ce­de mol­to be­ne, poi non so se sono quel­lo in­se­ri­to me­glio. An­che per­ché tut­ti ab­bia­mo espe­rien­za in Ita­lia, a par­te Ha­gins che co­mun­que non è un roo­kie in Europa aven­do gio­ca­to in Gre­cia. Può es­se­re un van­tag­gio ri­spet­to ad al­tre squa­dre, ma da do­me­ni­ca dob­bia­mo far­lo va­le­re sul cam­po», spie­ga l'ex ca­pi­ta­no di Pistoia. La tra­sfer­ta di Can­tù non è del­le più age­vo­li ma è im­pos­si­bi­le ora sti­la­re una gra­dua­to­ria. «Tut­te le squa­dre sono da sco­pri­re, non si può par­la­re di fa­vo­ri­ti. I va­lo­ri si ca­pi­ran­no più avan­ti, tut­te le squa­dre de­vo­no an­co­ra tro­va­re i giu­sti equi­li­bri. Di si­cu­ro de­but­tia­mo su un cam­po dif­fi­ci­le, an­che se gio­ca­re a De­sio può es­se­re me­no in­fluen­te ri­spet­to al Pia­nel­la». Più che guar­da­re in ca­sa d'al­tri, Fil­loy si con­cen­tra sul­le po­ten­zia­li­tà del­la Reyer: «Sia­mo una squa­dra che gio­che­rà ab­ba­stan­za ve­lo­ce, un grup­po al­trui­sta nel qua­le tut­ti cer­ca­no so­lu­zio­ni per far fun­zio­na­re la squa­dra sen­za egoi­smi. E poi c'è sem­pre gran­de vo­lon­tà in tut­ti gli al­le­na­men­ti».

A CAN­TÙ PER VIN­CE­RE Nel­la fo­to un mat­ch tra Reyer e Can­tù nel­la scor­sa sta­gio­ne

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