Ue in al­ler­ta per la cri­si: «La si­tua­zio­ne è se­ria ma non dram­ma­ti­ca»

Il Gazzetino (Venezia) - - Primo Piano -

«La si­tua­zio­ne è se­ria, ma non dram­ma­ti­ca». Una fon­te co­mu­ni­ta­ria rias­su­me co­sì la cri­si che sta at­tra­ver­san­do Deu­tsche Bank sui mer­ca­ti, nel mo­men­to in cui l’unio­ne Eu­ro­pea sco­pre che i suoi pro­ble­mi ban­ca­ri non sono an­co­ra sta­ti ri­sol­ti e An­ge­la Mer­kel si tro­va di fron­te a scel­te sul­la prin­ci­pa­le ban­ca te­de­sca che po­treb­be­ro met­te­re in di­scus­sio­ne la sua per­ma­nen­za co­me can­cel­lie­ra. La Com­mis­sio­ne è «in con­tat­to» con Deu­tsche Bank e i re­go­la­to­ri, spie­ga la fon­te: «At­ten­dia­mo di ave­re in­for­ma­zio­ni per ve­de­re co­sa pos­sia­mo o dob­bia­mo fa­re». In pri­ma li­nea ci sono il vi­ce-pre­si­den­te del­la Com­mis­sio­ne, Val­dis Dom­bro­v­skis, re­spon­sa­bi­le per l’unio­ne ban­ca­ria, e la com­mis­sa­ria al­la con­cor­ren­za, Mar­gre­the Ve­sta­ger, che po­treb­be in­ter­ve­ni­re in ca­so di aiu­ti di Sta­to. An­che Pier­re Moscovici è coin­vol­to, per va­lu­ta­re se nel ca­so di Deu­tsche Bank ci sia un «ri­schio si­ste­mi­co», di­ce la fon­te. In ca­so di sal­va­tag­gio pub­bli­co, per ora esclu­so dal go­ver­no di Ber­li­no, la Com­mis­sio­ne do­vrà de­ci­de­re se trat­ta­re la ban­ca te­de­sca in mo­do di­ver­so da­gli isti­tu­ti ita­lia­ni per i ri­schi le­ga­ti al­la sta­bi­li­tà del­la zo­na eu­ro. Per ora la li­nea uf­fi­cia­le del­la Com­mis­sio­ne è di mi­ni­miz­za­re per il ti­mo­re di una pro­fe­zia che si au­to-av­ve­ra. Di­ver­si por­ta­vo­ce han­no smen­ti­to le in­di­scre­zio­ni del 28 set­tem­bre di Die Zeit sul go­ver­no te­de­sco e le au­to­ri­tà fi­nan­zia­rie di Fran­co­for­te e Bru­xel­les al la­vo­ro su un pia­no di sal­va­tag­gio. «I re­go­la­to­ri pre­pa­ra­no co­stan­te­men­te pia­ni di risoluzione per le ban­che. E’ la lo­ro fun­zio­ne», di­ce un al­tro fun­zio­na­rio. «Per noi sono va­li­di gli ul­ti­mi stress te­st con­dot­ti dal­la Bce». Il li­vel­lo di ca­pi­ta­liz­za­zio­ne era sta­to giu­di­ca­to ade­gua­to nel­lo sce­na­rio av­ver­so, an­che se la ban­ca è sta­ta mes­sa sot­to os­ser­va­zio­ne. Non si sono re­gi­stra­ti pro­ble­mi di li­qui­di­tà, co­me quel­li che ave­va­no por­ta­to al fal­li­men­to di Leg­man Bro­thers nel 2008. Ma l’ipo­te­si di un tra­col­lo di Deu­tsche Bank al­lar­ma. Il suo bi­lan­cio su­pe­ra il 10% del Pil del­la zo­na eu­ro e le in­ter­con­nes­sio­ni con gli al­tri isti­tu­ti di cre­di­to del con­ti­nen­te fan­no te­me­re un ef­fet­to Leh­man sul si­ste­ma ban­ca­rio eu­ro­peo. Con le ele­zio­ni al­le por­te, Mer­kel e Wol­fang Schaeu­ble han­no un mar­gi­ne di ma­no­vra li­mi­ta­to. La can­cel­lie­ra e il suo mi­ni­stro del­le Fi­nan­ze han­no esclu­so di usa­re i sol­di dei con­tri­buen­ti per sal­va­re le ban­che. Se­con­do un son­dag­gio, il 68% dei te­de­schi è con­tra­rio ad un sal­va­tag­gio. Ma, se Deu­tsche Bank non re­cu­pe­re­rà ra­pi­da­men­te la fi­du­cia de­gli in­ve­sti­to­ri, un intervento pub­bli­co po­treb­be ri­ve­lar­si ne­ces­sa­rio per sal­va­re l’eco­no­mia del­la Ger­ma­nia e, più in ge­ne­ra­le, del­la zo­na eu­ro. «Con i suoi ri­lie­vi sul­le ban­che te­de­sche Mat­teo Ren­zi ha se­gna­to un pun­to», di­ce la fon­te. La Ger­ma­nia, con Deu­tsche Bank e Com­merz­bank, di­ven­ta il ter­zo pae­se con Ita­lia e

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