L’ad­dio all’uo­mo del­la pa­ce: una sto­ri­ca stret­ta di ma­no

Il Gazzetino (Venezia) - - Esteri - Si­mo­na Ver­raz­zo

Ca­pi di Sta­to e pri­mi mi­ni­stri, re e prin­ci­pi, ol­tre 70 lea­der da tut­to il mon­do han­no par­te­ci­pa­to ie­ri a Ge­ru­sa­lem­me ai fu­ne­ra­li di Shi­mon Pe­res, ex pre­si­den­te israe­lia­no e pre­mio No­bel per la Pa­ce nel 1994, ul­ti­mo tra i pa­dri fon­da­to­ri del­lo Sta­to ebrai­co, mor­to mer­co­le­dì all’età di 93 an­ni.

LA SI­CU­REZ­ZA - Ec­ce­zio­na­li le mi­su­re di si­cu­rez­za, con ol­tre 8.000 uo­mi­ni schie­ra­ti a di­fe­sa dei gran­di del­la ter­ra. In pri­ma fi­la, ac­can­to al com­mos­so pre­mier israe­lia­no, Be­n­ja­min Ne­ta­nya­hu, il pre­si­den­te de­gli Sta­ti Uni­ti, Ba­rack Oba­ma. E an­co­ra Fi­lip­po, re di Spa­gna, e il prin­ci­pe Car­lo d’in­ghil­ter­ra, il pre­si­den­te fran­ce­se Fra­nçois Hol­lan­de («Pa­ce an­co­ra pos­si­bi­le tra Israe­le e Pa­le­sti­na») e quel­lo te­de­sco Joa­chim Gauck (as­sen­te la can­cel­lie­ra An­ge­la Mer­kel) e il pre­mier ita­lia­no Mat­teo Ren­zi, che su Twit­ter ha scrit­to: «A Ge­ru­sa­lem­me per da­re l’ul­ti­mo sa­lu­to a un gran­de del no­stro tem­po».

LA DISTENSIONELa de­le­ga­zio­ne del­la San­ta Se­de era gui­da­ta da mon­si­gnor An­to­nio Fran­co, già nun­zio apo­sto­li­co in Israe­le e ami­co di Pe­res. Tra gli al­tri pre­mier i me­dia israe­lia­ni han­no sot­to­li­nea­to la pre­sen­za di quel­lo sve­de­se, Ste­fan Lö­f­ven. Il go­ver­no di Stoc­col­ma, nel 2014, ave­va uf­fi­cial­men­te ri­co­no­sciu­to la Pa­le­sti­na e il pri­mo mi­ni­stro sve­de­se ai fu­ne­ra­li di Pe­res è sta­to vi­sto co­me un se­gna­le di di­sten­sio­ne tra i due pae­si. Tut­ti gli oc­chi era­no per il pre­si­den­te dell’au­to­ri­tà na­zio­na­le pa­le­sti­ne­se, Mah­moud Ab­bas (Abu Ma­zen). Lui e Ne­ta­nya­hu che si strin­go­no la ma­no è l’im­ma­gi­ne sim­bo­lo di que­sti sto­ri­ci fu­ne­ra­li: quel­la di Abu Ma­zen è sta­ta la pri­ma vi­si­ta a Ge­ru­sa­lem­me dal 2010, per que­sto si è par­la­to di ul­ti­mo “re­ga­lo” di Pe­res in so­ste­gno del­la pa­ce. I due lea­der si in­con­tra­ro­no sei an­ni fa per col­lo­qui di­ret­ti, poi nau­fra­ga­ti po­che set­ti­ma­ne do­po. «La pre­sen­za di Mah­moud Ab­bas – ha di­chia­ra­to Oba­ma – te­sti­mo­nia che il pro­ces­so di pa­ce non è con­clu­so». E pro­iet­ta­to ver­so la ri­pre­sa del dia­lo­go è sta­to il suo intervento. «Per il suo sen­ti­men­to di giu­sti­zia, la sua ana­li­si per la si­cu­rez­za di Israe­le e per la sua idea del si­gni­fi­ca­to di Israe­le – ha det­to il pre­si­den­te Usa – lui ri­te­ne­va che l’idea sio­ni­sta sa­reb­be me­glio pro­tet­ta se ci fos­se an­che uno Sta­to pa­le­sti­ne­se».

L’AMI­CI­ZIA - Du­ran­te la fun­zio­ne si sono al­ter­na­ti gli in­ter­ven­ti di lea­der po­li­ti­ci e quel­li più in­ti­mi di tut­ti e tre i fi­gli di Pe­res (Tsvia, l’uni­ca fem­mi­na, Yo­ni e Che­mi), a cui si è ag­giun­to lo scrit­to­re Amos Oz, che ha sot­to­li­nea­to co­me Pe­res cre­des­se nel­la so­lu­zio­ne di due po­po­li due Sta­ti. Con­ci­lian­te an­che l’intervento di Ne­ta­nya­hu. Pe­res, ha di­chia­ra­to il pre­mier israe­lia­no, «ha fat­to quel­lo che ha po­tu­to, in ogni mo­men­to del­la sua vi­ta adul­ta, per la pa­ce con i no­stri vi­ci­ni». Ma il di­scor­so for­se più toc­can­te è sta­to dell’ex pre­si­den­te ame­ri­ca­no, Bill Clin­ton, che ha ri­cor­da­to i lo­ro 25 an­ni di ami­ci­zia: «I suoi cri­ti­ci di­ce­va­no spes­so che era in­ge­nuo, un so­gna­to­re ot­ti­mi­sta in mo­do ec­ces­si­vo. Si sba­glia­va­no so­lo sul­la par­te dell’in­ge­nui­tà», con un chia­ro ri­fe­ri­men­to al­la can­zo­ne di Ima­gi­ne di John Len­non. La pre­sen­za o l’as­sen­za dei lea­der mon­dia­li, co­me il pre­si­den­te rus­so, Vla­di­mir Pu­tin, è sta­to og­get­to di ana­li­si. Da più par­ti è sta­ta sot­to­li­nea­ta quel­la del­le de­le­ga­zio­ni dal­la Gior­da­nia e dall’egit­to, gli uni­ci due pae­si ara­bi ad ave­re pie­ne re­la­zio­ni di­plo­ma­ti­che con Israe­le.

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