LA MA­TER­NI­TÀ DEL­LA GIORNALAIA

Il Gazzetino (Venezia) - - Lettere -

non si go­ver­na, si sgo­ver­na e dal­le si­ni­stre fu ac­cu­sa­to di pa­tro­ci­na­re una leg­ge truf­fa. Og­gi si pre­sen­ta l’op­por­tu­ni­tà di un cam­bia­men­to e si ac­cu­sa Ren­zi di di­spo­ti­smo. La ri­for­ma non è per Ren­zi, è per la Na­zio­ne. Le Re­gio­ni non pos­so­no es­se­re cen­tri di spe­sa in­con­trol­la­ti con un’am­pia con­flit­tua­li­tà de­ter­mi­na­ta dal­la le­gi­sla­zio­ne con­cor­ren­te. La ri­for­ma è un piccolo pas­so a fa­vo­re del­la Na­zio­ne. Cer­ta­men­te si po­te­va fa­re me­glio e di più, pe­rò se le am­muc­chia­te ri­fiu­ta­no il po­co e il piccolo, im­ma­gi­na­te voi co­sa avreb­be­ro fat­to se si fos­se pre­sen­ta­ta una ve­ra ri­for­ma ma­ga­ri con pi­glio pre­si­den­zia­le. Vo­ta­re Sì è ne­ces­sa­rio e op­por­tu­no, per non ri­ma­ne­re sta­ti­ci e sot­to sa­le co­me le mum­mie per l’eternità. Mi­che­le D’ad­de­rio

Scor­zé (Ve­ne­zia) La mia giornalaia ha po­sto un car­tel­lo nel­la sua edicola di Ca­vi­no: sa­rà “as­sen­te” qual­che gior­no per ma­ter­ni­tà. Con pia­ce­re gli au­gu­ri per la sua ma­ter­ni­tà im­mi­nen­te. “Qual­che gior­no” … e al­lo­ra il pen­sie­ro va al­le al­tre don­ne dal la­vo­ro non au­to­no­mo che “stac­ca­no” me­si pri­ma del par­to e si ri­ve­do­no me­si do­po, sem­pre­chè tut­to va­da be­ne e sia­no pu­re di­spo­ni­bi­li a tor­na­re al la­vo­ro, il tut­to con un buon pa­ra­ca­du­te eco­no­mi­co a ca­ri­co de­gli en­ti di previdenza e da­to­ri di la­vo­ro. La mia giornalaia non è ric­ca, è qui da so­la tut­ti i gior­ni, con so­le, che pio­va o ti­ri ven­to e com­pre­si i fe­sti­vi. I sin­da­ca­ti dei sa­la­ria­ti non ci de­gna­no, per lo­ro gli au­to­no­mi lo fan­no per “gua­da­gna­re di più”, que­sto se­con­do i lo­ro dog­mi set­ta­ri. Lo han­no pu­re in­se­gna­to agli im­mi­gra­ti il­le­ga­li con tut­ti i diritti im­ma­gi­na­bi­li pos­si­bi­li e che pu­re si la­men­ta­no di tut­to e sono man­te­nu­ti al­le spal­le del­la co­mu­ni­tà in at­te­sa di di­ven­ta­re dei vo­tan­ti di un par­ti­to di si­ni­stra che li re­clu­ta già sul­le spiag­ge di Li­bia. Sa­rei clas­si­sta? Cer­ta­men­te sì, per­ché gli au­to­no­mi sono da sem­pre di­scri­mi­na­ti nell’eco­no­mia del Pae­se, la­dri per il fi­sco, men­tre in­ve­ce “gli al­tri sono sem­pre dei san­ti” an­che quan­do do­po il “cartellino” van­no a spas­so, o vo­glio­no la “cat­te­dra” sot­to ca­sa. Per­ciò un ri­co­no­sci­men­to gran­dis­si­mo al­la mia giornalaia, stre­nua eroi­na del­la de­di­zio­ne al la­vo­ro. Spia­cen­te per le al­tre, al suo co­spet­to es­se sva­ni­sco­no, om­bre nel bai­lam­me del­le pre­te­se e del­le con­te­sta­zio­ni per “i diritti”, ivi com­pre­si i ma­schiet­ti, ov­via­men­te.

Al­ber­to Ste­va­nin San Gior­gio del­le Per­ti­che

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