Trent’an­ni di abu­si? A giu­di­zio

Il Gazzetino (Venezia) - - Mestre - Gian­lu­ca Ama­do­ri

È ac­cu­sa­to di aver abu­sa­to di una don­na og­gi qua­ran­ten­ne, fi­glia di una cop­pia di ami­ci, ap­pro­fit­tan­do del­le sue con­di­zio­ni di ri­tar­do men­ta­le.

Un set­tan­ten­ne di Mar­ghe­ra è sta­to rin­via­to a giu­di­zio per vio­len­za ses­sua­le dal giudice per l’udien­za pre­li­mi­na­re Da­vid Ca­la­bria: il pro­ces­so si apri­rà il pros­si­mo 7 di­cem­bre di fron­te al­la pri­ma se­zio­ne del Tri­bu­na­le di Ve­ne­zia, pre­sie­du­to da Ire­ne Ca­sol.

La vi­cen­da di­scus­sa ie­ri mat­ti­na, in ca­me­ra di con­si­glio, ha i con­tor­ni tut­ti an­co­ra da chia­ri­re, tant’è che in un pri­mo mo­men­to il pm Mas­si­mo Mi­che­loz­zi ave­va chie­sto l’ar­chi­via­zio­ne dell’in­chie­sta. Ma l’av­vo­ca­to del­la par­te of­fe­sa, Enrico Cor­ne­lio, si è op­po­sto e il gip ha im­po­sto al­la Pro­cu­ra di for­mu­la­re il ca­po d’im­pu­ta­zio­ne nei con­fron­ti dell’an­zia­no, al qua­le ven­go­no con­te­sta­ti due me­si di pre­sun­ti rap­por­ti ses­sua­li con la fi­glia dei due ami­ci, col­lo­ca­ti nel 2012. Il rac­con­to del­la don­na, rac­col­to con la col­la­bo­ra­zio­ne di psi­co­lo­gi e as­si­sten­ti so­cia­li, è ben più ar­ti­co­la­to e col­lo­ca i pri­mi epi­so­di di vio­len­za qua­si trent’an­ni pri­ma, all’età di 11 an­ni. Agli in­qui­ren­ti la qua­ran­ten­ne ha ri­fe­ri­to che al­cu­ni at­ti ses­sua­li sa­reb­be­ro av­ve­nu­ti men­tre sua ma­dre e la mo­glie dell’an­zia­no sta­va­no gio­can­do a car­te in una stan­za at­ti­gua. Pos­si­bi­le?

Il di­fen­so­re dell’im­pu­ta­to, l’av­vo­ca­tes­sa Ele­na Sor­ga­to, si è bat­tu­ta per il pro­scio­gli­men­to del pro­prio as­si­sti­ti­to evi­den­zian­do in­nan­zi­tut­to la net­ta di­ver­gen­za tra il rac­con­to del­la par­te of­fe­sa e il ca­po d’im­pu­ta­zio­ne: co­me mai la Pro­cu­ra ha fo­ca­liz­za­to il ca­po d’im­pu­ta­zio­ne su so­li due me­si dei trent’an­ni di abu­si ri­fe­ri­ti dal­la don­na? Se non è sta­ta ri­te­nu­ta cre­di­bi­le per gli epi­so­di pas­sa­ti, co­me può es­ser­lo in re­la­zio­ne ai fat­ti del 2012? In se­de di udien­za pre­li­mi­na­re il giudice ha mar­gi­ni mol­to mi­ni­mi di va­lu­ta­zio­ne e può pro­scio­glie­re so­lo in ca­so di pro­va evi­den­te di in­no­cen­za. Nel ca­so spe­ci­fi­co, in­ve­ce, la vi­cen­da me­ri­ta un ap­pro­fon­di­men­to nel cor­so del di­bat­ti­men­to e, per que­sto mo­ti­vo, il set­tan­ten­ne è sta­to rin­via­to a giu­di­zio. L’av­vo­ca­to Cor­ne­lio si è co­sti­tui­to par­te ci­vi­le per la vit­ti­ma del­le pre­sun­te vio­len­ze, con l’obiet­ti­vo di ot­te­ne­re per lei il ri­sar­ci­men­to dei dan­ni sof­fer­ti.

Gli epi­so­di di pre­sun­ta vio­len­za sono ve­nu­ti al­la lu­ce ca­sual­men­te, quan­do la qua­ran­ten­ne si am­ma­lò e fu co­stret­ta a sot­to­por­si a cu­re gi­ne­co­lo­gi­che. A que­sto pun­to i ge­ni­to­ri pre­sen­ta­ro­no de­nun­cia e la fi­glia fu ascol­ta­ta da­gli in­ve­sti­ga­to­ri: uno spe­cia­li­sta ha ac­cer­ta­to la sua ca­pa­ci­tà di de­por­re, no­no­stan­te il ri­tar­do men­ta­le di cui sof­fre. Ora la pa­ro­la pas­sa al Tri­bu­na­le.

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