L’ad­dio stra­zian­te su Fa­ce­book, poi si uc­ci­de spa­ran­do­si al­la te­sta

Tra­gi­ca sto­ria di un mu­si­ci­sta di 48 an­ni

Il Gazzetino (Venezia) - - Da Prima Pagina - Luc­chin

Si è spa­ra­to un col­po al­la te­sta den­tro la sua au­to. Ma pri­ma di to­glier­si la vi­ta un mu­si­ci­sta po­le­sa­no di 48 an­ni ha mes­so un po­st su Fa­ce­book an­nun­cian­do di vo­ler­si uc­ci­de­re per i di­spia­ce­ri per­so­na­li. Su­bi­to so­no scat­ta­te le ri­cer­che e gli ap­pel­li. Inu­til­men­te.

«Ho de­ci­so di ren­der­ti li­be­ra. Non mi avrai più tra i pie­di». Con un ag­ghiac­cian­te ad­dio al­la mo­glie scrit­to su Fa­ce­book, un mu­si­ci­sta di 48 an­ni ha an­nun­cia­to la de­ci­sio­ne di far­la fi­ni­ta. Ha po­sta­to il mes­sag­gio, è sa­li­to in au­to e do­po aver rag­giun­to la zo­na in­du­stria­le di Rovigo si è spa­ra­to al­la te­sta. Let­to il po­st sul web, pa­ren­ti e ami­ci han­no da­to l’al­lar­me e an­che il sin­da­co di Rovigo ha con­di­vi­so il mes­sag­gio per ac­ce­le­ra­re le ri­cer­che, tan­to che le for­ze dell’or­di­ne nel pri­mo po­me­rig­gio si so­no al­ler­ta­te. Tut­to inu­ti­le.

L’uo­mo, un 48en­ne al­to­po­le­sa­no, ori­gi­na­rio di una fra­zio­ne del ca­po­luo­go, era con­su­ma­to dal tar­lo del­la ge­lo­sia, di­strut­to dall'idea di aver per­so l'amo­re del­la sua vi­ta, pre­oc­cu­pa­to per il fu­tu­ro di uno dei suoi fi­gli. Fa­ce­va l’ope­ra­io spe­cia­liz­za­to, ma era no­to so­prat­tut­to per es­se­re il can­tan­te di una co­ver band ap­prez­za­ta non so­lo nel Po­le­si­ne, ma an­che fuo­ri pro­vin­cia.

Pri­ma di sa­li­re sul­la sua au­to e di rag­giun­ge­re la zo­na in­du­stria­le di Rovigo, ha la­scia­to un lun­go mes­sag­gio sul­la sua pa­gi­na Fa­ce­book ri­vol­to al­la mo­glie. «Ciao, quel­lo che sto per fa­re è l'at­to d'amo­re più gran­de. Qual­cu­no ha det­to che si de­vo­no sce­glie­re del­le prio­ri­tà e io l'ho fat­to. Ma quel­la che ho scel­to, non mi ap­par­tie­ne più. Già per­ché per la mia bim­ba (la mo­glie, ndr), per lei non so­no al­tro che un pe­so, un in­tral­cio. Ho lot­ta­to con­tro tuo­ni e ful­mi­ni per lei. Ho fat­to ogni co­sa per far­la sen­ti­re sem­pre al pri­mo po­sto, ma non non mi è ba­sta­to. Co­sì ho de­ci­so di ren­der­ti li­be­ra. Non mi avrai più tra i pie­di. Puoi ven­de­re la mia Har­ley e i miei stru­men­ti per am­mor­tiz­za­re i co­sti del fu­ne­ra­le. E ti avan­za pu­re qual­che co­sa per an­da­re a tro­va­re quel tuo ami­co, che nem­me­no co­no­sco, che ha pen­sa­to be­ne di por­tar­ti via da me. Ai miei fi­gli fac­cio le mie scu­se, ma non reg­go più que­sto pe­so».

Di re­cen­te, poi, si era spar­sa una vo­ce che l'ave­va col­pi­to: una per­so­na si la­men­ta­va di­cen­do che il 48en­ne l'ave­va «fre­ga­to con la ven­di­ta del­la mo­to». Per l'ope­ra­io «è sta­ta la goc­cia che ha fat­to tra­boc­ca­re il va­so» co­me scri­ve nel suo mes­sag­gio d'ad­dio, do­ve sa­lu­ta gli ami­ci e chie­de scu­sa ai fi­gli. No­no­stan­te la ge­lo­sia e la fi­ne del­la re­la­zio­ne, non man­ca una fra­se d'amo­re ver­so la mo­glie: «Nes­su­no sa co­sa ci aspet­ta dall'al­tra par­te, ma se sa­rà pos­si­bi­le, cer­che­rò di ri­ma­ner­ti sem­pre ac­can­to».

L’AL­LAR­ME Pa­ren­ti, ami­ci e sin­da­co fan­no scat­ta­re le ri­cer­che ma è trop­po tar­di

L’AD­DIO Il po­st su Fa­ce­book in cui il qua­ran­tot­ten­ne an­nun­cia di far­la fi­ni­ta

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