«Ac­com­pa­gna­re non in­dot­tri­na­re»

Il San­to Pa­dre tor­na sul­le teo­rie gen­der e con­ver­san­do con i gior­na­li­sti con­dan­na la «co­lo­niz­za­zio­ne ideo­lo­gi­ca»

Il Gazzetino (Venezia) - - Esteri - Fran­ca Gian­sol­da­ti da bor­do del vo­lo pa­pa­le

«Pe­ri­co­lo­se le ten­den­ze dif­fu­se tra­mi­te i li­bri»

Ac­co­glie­re tran­ses­sua­li e tran­sgen­der con mi­se­ri­cor­dia e amo­re ma con­dan­na­re (e bloc­ca­re) nel­le scuo­le la dif­fu­sio­ne del­le teo­rie del gen­der. Dot­tri­ne pe­ri­co­lo­se. «Le per­so­ne non van­no ab­ban­do­na­te ma ac­com­pa­gna­te». Ciò che va im­pe­di­to, in­ve­ce, è l’in­dot­tri­na­men­to, la dif­fu­sio­ne dell’ideo­lo­gia di ge­ne­re at­tra­ver­so i li­bri di te­sto, l’in­se­gna­men­to ai ra­gaz­zi. La ci­fra del pon­ti­fi­ca­to di Ber­go­glio so­no le pe­ri­fe­rie. Pos­so­no es­se­re geo­gra­fi­che, co­me l’azer­bai­jan o la Geor­gia, me­te di tre gior­ni nel cuo­re del Cau­ca­so. Ma le pe­ri­fe­rie per Fran­ce­sco pos­so­no an­che si­gni­fi­ca­re con­di­zio­ni esi­sten­zia­li dif­fi­ci­li, la­ce­ran­ti, bor­der­li­ne, co­me chi ar­ri­va a cam­bia­re ses­so per­ché pri­gio­nie­ro del­la sua iden­ti­tà ses­sua­le.

Con i gior­na­li­sti in vo­lo il Pa­pa af­fron­ta a cuo­re aper­to di­ver­se que­stio­ni, il di­vor­zio, i pros­si­mi viag­gi, le ele­zio­ni ame­ri­ca­ne e il vo­to dei cat­to­li­ci. Poi ad un trat­to scher­za (ma non trop­po): «Ave­te ca­pi­to be­ne la dif­fe­ren­za tra in­dot­tri­na­men­to del gen­der e la si­tua­zio­ne mo­ra­le dei sin­go­li? Mi rac­co­man­do, non vor­rei tro­va­re ti­to­li del ti­po: «Il Pa­pa be­ne­di­ce i trans».

Lei ha det­to che la teo­ria del gen­der è il gran­de ne­mi­co del ma­tri­mo­nio. Co­sa può di­re a una per­so­na che ha un aspet­to fi­si­co che non cor­ri­spon­de al­la sua iden­ti­tà ses­sua­le?

«Nel­la mia vi­ta di sa­cer­do­te, di ve­sco­vo e an­che di Pa­pa ho ac­com­pa­gna­to di­ver­se per­so­ne omo­ses­sua­li e le ho av­vi­ci­na­te al Si­gno­re. Non ho mai ab­ban­do­na­to le per­so­ne. Lui non di­reb­be mai: vat­te­ne per­ché sei omo­ses­sua­le. Al­tra co­sa, in­ve­ce, ri­guar­da l’in­dot­tri­na­men­to del­la dot­tri­na del Gen­der. Un si­gno­re fran­ce­se mi rac­con­ta­va che a ta­vo­la par­lan­do con i fi­gli – una fa­mi­glia di cat­to­li­ci ma all’ac­qua di ro­se - do­man­dò al ra­gaz­zo di die­ci an­ni. Tu che co­sa vuoi fa­re da gran­de? Lui ha ri­spo­sto: La ra­gaz­za. I ge­ni­to­ri si ac­cor­se­ro co­sì che in col­le­gio sta­va­no in­se­gnan­do la teo­ria del gen­der. È con­tro le co­se na­tu­ra­li. Un con­to è che una per­so­na ab­bia que­sta ten­den­za, que­sta op­zio­ne, e che poi, di con­se­guen­za ar­ri­vi a cam­bia­re il ses­so, un’al­tra è l’in­se­gna­men­to nel­le scuo­le per in­dur­re a cam­bia­re la men­ta­li­tà. Io la chia­mo co­lo­niz­za­zio­ne ideo­lo­gi­ca».

Con­dan­na­re il pec­ca­to, per­do­na­re il pec­ca­to­re...

«L’an­no scor­so ho ri­ce­vu­to una let­te­ra: era uno spa­gno­lo che mi rac­con­ta­va la sua sto­ria. Da pic­co­la ave­va sof­fer­to tan­to. Era na­ta fem­mi­na, fi­si­ca­men­te ta­le, ma si sen­ti­va ra­gaz­zo. Cre­scen­do ha co­mu­ni­ca­to al­la mam­ma di vo­ler­si sot­to­por­re a un in­ter­ven­to chi­rur­gi­co. La mam­ma chie­se di non far­lo fin­ché fos­se vi­va. Al­cu­ni an­ni do­po la mam­ma mo­rì e lei fe­ce l’in­ter­ven­to. Ora è un im­pie­ga­to di un mi­ni­ste­ro di una cit­tà in Spa­gna, si è spo­sa­to, ha cam­bia­to ge­ne­ra­li­tà all’ana­gra­fe. Un gior­no è an­da­to dal ve­sco­vo, il qua­le lo ha ac­com­pa­gna­to in un lun­go per­cor­so spi­ri­tua­le. Mi ha scrit­to di­cen­do che per lui sa­reb­be sta­ta una con­so­la­zio­ne gran­de es­se­re ri­ce­vu­to con la sua spo­sa. Li ho ri­ce­vu­ti. Mi ha rac­con­ta­to an­che che nel suo quar­tie­re c’è un vec­chio par­ro­co che lo ha sem­pre aiu­ta­to, men­tre il nuo­vo par­ro­co, quan­do lo in­con­tra an­co­ra og­gi, gli ur­la per stra­da: an­drai all’in­fer­no. La vi­ta è la vi­ta e le co­se si de­vo­no pren­de­re co­me ven­go­no. Il pec­ca­to è il pec­ca­to e va con­dan­na­to. E le ten­den­ze dif­fu­se tra­mi­te i li­bri so­no pe­ri­co­lo­se e dob­bia­mo sta­re at­ten­ti. Ogni ca­so uma­no pe­rò va ac­col­to, ac­com­pa­gna­to, stu­dia­to. È quel­lo che fa­reb­be Ge­sù og­gi. Ma per fa­vo­re non di­te che il Pa­pa san­ti­fi­ca i trans. Io te­mo i ti­to­li dei gior­na­li. Que­sto è un pro­ble­ma di mo­ra­le. E si de­ve ri­sol­ve­re con la mi­se­ri­cor­dia di Dio. Sem­pre con il cuo­re aper­to».

Un po’ di tem­po fa ha pub­bli­ca­to un do­cu­men­to che apre ai di­vor­zia­ti ri­spo­sa­ti. Ie­ri, in­ve­ce, ha usa­to pa­ro­le du­re con­tro il di­vor­zio e ha par­la­to di una guer­ra mon­dia­le con­tro il ma­tri­mo­nio. Co­me stan­no le co­se?

«È tut­to con­te­nu­to nell’amo­ris Lae­ti­tia, sia quan­do si par­la del ma­tri­mo­nio co­me unio­ne di un uo­mo e di una don­na, im­ma­gi­ni di Dio per­ché una so­la car­ne, sia quan­do si par­la di fa­mi­glie fe­ri­te. Que­sto do­cu­men­to va let­to tut­to, non so­lo un ca­pi­to­lo. E que­sta è la ve­ri­tà. Quan­do si par­la di que­sta cul­tu­ra (di­vor­zi­sta, ndr) mi vie­ne da di­re che è una guer­ra mon­dia­le con­tro il ma­tri­mo­nio, dob­bia­mo cer­ca­re di non fa­re at­tec­chi­re que­ste idee. Il ma­tri­mo­nio (che è im­ma­gi­ne di Dio) si spor­ca quan­do si in­fran­ge. Si sfi­gu­ra Dio. Il do­cu­men­to che ho scrit­to par­la an­che di co­me trat­ta­re i ca­si sin­go­li, le fa­mi­glie fe­ri­te, la mi­se­ri­cor­dia. A me pia­ce ri­cor­da­re che nel­la chie­sa di san­ta Ma­ria Ma­de­lei­ne, c’è un ca­pi­tel­lo in cui è raf­fi­gu­ra­to Giu­da im­pic­ca­to da una par­te men­tre, dall’al­tra par­te c’è il buon pa­sto­re che lo por­ta con lui. La fac­cia di Ge­sù è in­cre­di­bi­le: le lab­bra so­no tri­sti da una par­te, e dall’al­tra ha un sor­ri­so di com­pli­ci­tà».

A giu­gno è sta­to in Ar­me­nia e ie­ri in Azer­bai­jan: co­sa può fa­re per aiu­ta­re la pa­ce?

«Nel mio di­scor­so ho par­la­to del ruo­lo del­le re­li­gio­ni. Cre­do che l’uni­co cam­mi­no sia il dia­lo­go, sin­ce­ro e sen­za sot­ter­fu­gi. Se non si può ar­ri­va­re a un ne­go­zia­to au­ten­ti­co, al­lo­ra si de­ve ave­re il co­rag­gio di sot­to­por­re l’ar­bi­tra­to a un tri­bu­na­le in­ter­na­zio­na­le, co­me quel­lo dell’aja, e sot­to­met­ter­si al giu­di­zio in­ter­na­zio­na­le, non ve­do al­tro».

LA MES­SA Il Pon­te­fi­ce

ce­le­bra la mes­sa nel­la chie­sa del­la Im­ma­co­la­ta Con­ce­zio­ne a

Ba­ku. Nel­la fo­to pic­co­la, a bor­do dell’ae­reo ver­so

l’ita­lia

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