IL CON­TRAT­TO M5S

Il Gazzetino (Venezia) - - Borsa Mercati -

Cre­do che l’ul­ti­mo a cre­der­ci fos­se pro­prio il Ca­va­lie­re. Si trat­tò di una del­le sue tan­te ge­nia­li ed ef­fi­ca­ci com­me­die per con­qui­sta­re vo­ti.

Que­sta com­me­dia si sta ora ri­pe­ten­do, sot­to for­ma di far­sa, nel­la de­ci­sio­ne dei pen­ta­stel­la­ti di ap­pli­ca­re una gros­sa mul­ta ai pro­pri elet­ti in ca­so di vio­la­zio­ne del co­di­ce di com­por­ta­men­to: una sor­ta di ca­sti­go esem­pla­re con fun­zio­ne di de­ter­ren­za per even­tua­li ten­ta­zio­ni “de­via­zio­ni­sti­che”. Che si trat­ti di una far­sa si com­pren­de da due ra­gio­ni. La pri­ma, che ta­le san­zio­ne con­flig­ge con il pre­cet­to co­sti­tu­zio­na­le: co­me be­ne ha spie­ga­to qui ie­ri l’ex pre­si­den­te del­la Con­sul­ta, Mi­ra­bel­li, gli elet­ti non han­no vin­co­lo di man­da­to, e quin­di non so­no te­nu­ti, giu­ri­di­ca­men­te, a un ren­di­con­to nei con­fron­ti de­gli elet­to­ri.

La se­con­da, e con­se­quen­zia­le, è che que­sta pu­ni­zio­ne è pu­ra­men­te pla­to­ni­ca e astrat­ta, per­ché nes­sun giu­di­ce si so­gne­reb­be mai di ir­ro­gar­la. Il con­trat­to di Gril­lo, in­fat­ti, è ra­di­cal­men­te nul­lo per cau­sa il­le­ci­ta: e chi l’ha pro­po­sto lo sa­pe­va per­fet­ta­men­te.

Tut­ta­via dal­la far­sa al­la tra­ge­dia, co­me in­se­gna­va il fi­lo­so­fo, il pas­so è bre­ve. E qui la tra­ge­dia ri­schia di pre­sen­tar­si sot­to due aspet­ti. Pri­mo: può un mo­vi­men­to con aspi­ra­zio­ni go­ver­na­ti­ve sur­ro­ga­re la re­spon­sa­bi­li­tà po­li­ti­ca dei suoi ap­par­te­nen­ti con stru­men­ti

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