Il tu­ri­sta de­ve es­se­re pro­tet­to la Ca­pi­ta­le non è più quel­la di Va­can­ze ro­ma­ne

Il Gazzetino (Venezia) - - Borsa Mercati - DI MA­RIA LA­TEL­LA

Mol­ti ma­nua­li, nel­le più di­ver­se lin­gue, in­vi­ta­no le don­ne a viag­gia­re da so­le. È un’espe­rien­za che ar­ric­chi­sce, so­sten­go­no. Ed è ve­ro. Con­tri­bui­sce al­la self-confidence: mi­su­rar­si con il viag­gio e la so­li­tu­di­ne del­le se­re in cit­tà stra­nie­re, for­ti­fi­ca. An­che que­sto è ve­ro. Poi uno leg­ge del­la qua­ran­ta­no­ven­ne tu­ri­sta au­stra­lia­na che ave­va cre­du­to a quel che ci rac­con­ta­no, al­la fa­vo­la che ci sia­mo ri­pre­se la not­te. Co­me gli uo­mi­ni. Pos­sia­mo an­da­re a bal­la­re da so­le. Co­me gli uo­mi­ni. Pos­sia­mo an­da­re a be­re una bir­ra da so­le. In un pub. Co­me gli uo­mi­ni. E fi­dar­ci di chi ci pro­po­ne di riac­com­pa­gnar­ci in ho­tel. Se un uo­mo vie­ne riac­com­pa­gna­to ver­so il suo al­ber­go da una don­na, non si aspet­ta di es­se­re di lì a po­co ag­gre­di­to, de­ru­ba­to e vio­len­ta­to. In­ve­ce, al­le don­ne suc­ce­de. Ed è suc­ces­so a Ro­ma, l’al­tra not­te. Lei è da so­la, in un pub. Chie­de in­for­ma­zio­ni su co­me tor­na­re in al­ber­go. Ac­cet­ta di es­se­re ac­com­pa­gna­ta fin lì. Ma in al­ber­go non ci ar­ri­ve­rà. Una cin­quan­ten­ne in­ge­nua, di­ran­no quel­li che co­no­sco­no Ro­ma. Il pun­to è pro­prio que­sto: i tu­ri­sti di con­ti­nen­ti lon­ta­ni non co­no­sco­no la Ro­ma de­gli ul­ti­mi de­cen­ni. Han­no di Ro­ma, e dell’eu­ro­pa, no­zio­ni va­ghe, da car­to­li­na, da film con Gre­go­ry Peck e Au­drey He­p­burn. Nel mi­glio­re dei ca­si Woo­dy Al­len. Quan­do suc­ce­de quel che è suc­ces­so a Co­lo­nia, il Ca­po­dan­no scor­so, for­se an­che ad Ade­lai­de, Au­stra­lia, o nel­la pro­vin­cia di Auc­k­burn, Nuo­va Ze­lan­da, ca­pi­sco­no che l’eu­ro­pa non è più il con­ti­nen­te do­ve gli uo­mi­ni san­no cor­teg­gia­re e san­no ve­stir­si. Non è più ve­ra, né l’una né l’al­tra co­sa. Pro­via­mo a fa­re qual­che sup­po­si­zio­ne. La tu­ri­sta vio­len­ta­ta l’al­tra se­ra ar­ri­va da un’area del pia­ne­ta, il con­ti­nen­te au­stra­le, do­ve la con­vi­ven­za è an­co­ra mol­to ci­vi­le. I rap­por­ti tra uma­ni, ri­las­sa­ti. In Nuo­va Ze­lan­da, mi di­co­no, nei pic­co­li cen­tri non si ha l’abi­tu­di­ne di chiu­de­re la por­ta a chia­ve. Per­fi­no a Sid­ney, che è me­ga­lo­po­li dell’au­stra­lia più co­smo­po­li­ta, la por­ta di ca­sa non si chiu­de, o al­me­no co­sì mi rac­con­ta un ami­co. In­som­ma, la tu­ri­sta vit­ti­ma di un’or­ri­bi­le e trau­ma­ti­ca espe­rien­za ar­ri­va da una so­cie­tà me­no aspra e si­cu­ra­men­te me­no vio­len­ta del­la no­stra. Mi chie­do: se fos­se an­da­ta in va­can­za a New York, o a Chi­ca­go, si sa­reb­be ab­ban­do­na­ta con la stes­sa fi­du­cio­sa aspet­ta­ti­va a una not­te con uno sco­no­sciu­to? For­se no. Cer­to, Ro­ma non è Chi­ca­go, pu­re, nei due me­si che ho di re­cen­te pas­sa­to nel­la cit­tà di Oba­ma, ogni stra­nie­ro ve­ni­va ac­cu­ra­ta­men­te in­for­ma­to dei ri­schi che cor­re­va al­lon­ta­nan­do­si da cer­te zo­ne. Ro­ma non è Chi­ca­go, ri­pe­to, ma sta af­fron­tan­do con un ec­ces­so di fa­ta­li­smo le ag­gres­sio­ni ai tu­ri­sti che co­sti­tui­sco­no fon­te prin­ci­pa­le del suo red­di­to. I ca­si di vio­len­za, fi­no all’estre­mo dell’omi­ci­dio, lo stu­den­te ame­ri­ca­no fi­ni­to nel Te­ve­re po­chi me­si fa, ren­do­no ur­gen­te un cam­bio di strategia. Cer­to, ser­vi­reb­be una mag­gio­re pre­sen­za del­le for­ze dell’or­di­ne. Di not­te, e nel­le zo­ne del cen­tro che si san­no in­si­cu­re e che pe­rò con­ti­nua­no a es­se­re fre­quen­ta­te dai tu­ri­sti. Ma ser­vi­reb­be an­che una mi­no­re in­dif­fe­ren­za dei ro­ma­ni. Di quel­li che col tu­ri­smo vi­vo­no e pro­spe­ra­no. E di tut­ti noi. Ogni ho­tel, per pic­co­lo che sia, do­vreb­be for­ni­re, in­sie­me al­le in­for­ma­zio­ni sui tour del­la cit­tà, an­che un de­ca­lo­go del­le die­ci co­se che a Ro­ma è me­glio evi­ta­re. Il tu­ri­sta va pro­tet­to, an­che da se stes­so, se è il ca­so. Non la­scia­to all’in­ge­nui­tà di chi cre­de che la Ro­ma 2016 sia an­co­ra quel­la di Va­can­ze ro­ma­ne.

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