La Ry­der Cup tor­na in Usa

L’eu­ro­pa, do­po aver do­mi­na­to le ul­ti­me tre edi­zio­ni, de­ve ce­de­re il tro­feo

Il Gazzetino (Venezia) - - Sport -

CHASKA - Do­po 8 an­ni e tre edi­zio­ni di do­mi­nio del Vec­chio Con­ti­nen­te, la Ry­der Cup - il più pre­sti­gio­so tro­feo di golf del mon­do - si tin­ge di nuo­vo a stel­le e stri­sce. Sul per­cor­so dell'ha­zel­ti­ne Na­tio­nal, a Chaska, nel Min­ne­so­ta, gli Sta­ti Uni­ti han­no vin­to, e con lar­go mar­gi­ne (17-11), sull'eu­ro­pa la 41ma edi­zio­ne del tor­neo che dal 1927 ve­de con­fron­tar­si, ogni due an­ni, una se­le­zio­ne di gio­ca­to­ri sta­tu­ni­ten­si ed eu­ro­pei. Con que­sto suc­ces­so, ar­ri­va­to nel­la not­te ita­lia­na, gli Sta­ti Uni­ti por­ta­no a 26 le vit­to­rie com­ples­si­ve, con­tro le 13 del Vec­chio Con­ti­nen­te.

Il ri­sul­ta­to ha pre­mia­to la squa­dra più me­ri­te­vo­le, ar­ri­va­to al ter­mi­ne di tre gior­ni di gran­de spet­ta­co­lo, tec­ni­co ed ago­ni­sti­co, con al­cu­ni in­con­tri di golf dav­ve­ro stel­la­re, co­me quel­lo, pro­prio nel­la gior­na­ta con­clu­si­va, tra gli straor­di­na­ri Pa­trick Reed e Ro­ry Mcil­roy (1 up per l'ame­ri­ca­no) e tra Phil Mic­kel­son e Sergio Gar­cia (pa­ri). Sul­la for­ma­zio­ne af­fi­da­ta al nor­dir­lan­de­se Dar­ren Clar­ke ha pe­sa­to il de­va­stan­te 0-4 nei four­so­mes d'aper­tu­ra, e che ha pe­sa­to sen­za dub­bio an­che dal pun­to di vi­sta mo­ra­le e ner­vo­so. La rea­zio­ne de­gli eu­ro­pei nel­le due suc­ces­si­ve fra­zio­ni (6,5-5,5 do­po un 3-1 nei four­balls e un 2,5-1,5 nei four­so­mes) ha ri­mes­so in pie­di il pun­teg­gio, ma il par­zia­le fa­vo­re­vo­le agli ame­ri­ca­ni ne­gli ul­ti­mi four­balls (3-1 e 9,5-6,5) ha di nuo­vo chiu­so il con­to. Pri­ma de­gli ul­ti­mi sin­go­li, qual­cu­no ha evo­ca­to il mi­ra­co­lo del Me­di­nah del 2012 in Il­li­nois, quan­do gli eu­ro­pei si por­ta­ro­no via il tro­feo par­ten­do da un 6-10, ma quel­la era un'al­tra for­ma­zio­ne, mol­to più forte, e tro­vò an­che un team av­ver­sa­rio più de­bo­le. Que­sta vol­ta non c'è sta­to dav­ve­ro nien­te da fa­re ed è an­da­ta co­me si pen­sa­va al­la vi­gi­lia, con gli ame­ri­ca­ni a go­der­si il suc­ces­so e i con­ti­nen­ta­li a pen­sa­re al­la rivincita di Pa­ri­gi nel 2018.

Tra gli eu­ro­pei i mi­glio­ri so­no An­dy Sul­li­vam Dan­ny Wil­lett e Mat­thew Fi­tz­pa­trick (nes­sun pun­to con­qui­sta­to). Un po’ me­glio Ch­ris Wood (una vit­to­ria in dop­pio e scon­fit­ta nel sin­go­lo). Gli sta­tu­ni­ten­si han­no avu­to in Pa­trick Reed il tra­sci­na­to­re, im­pla­ca­bi­le nel gio­co cor­to e au­to­re di una se­rie di putt al li­mi­te dell'in­cre­di­bi­le. Tut­ti, co­mun­que, si so­no espres­si ad al­tis­si­mo li­vel­lo e, in par­ti­co­la­re, han­no vin­to per di­stac­co il con­fron­to nel put­ting con gli eu­ro­pei.

For­se per la pri­ma vol­ta nel­la sto­ria gli Usa, in­di­vi­dua­li­sti per na­tu­ra, han­no fat­to squa­dra. Nes­su­no è ri­ma­sto a ze­ro nel­la ca­sel­la dei pun­ti con­qui­sta­ti e so­lo Brandt Sne­de­ker ha ter­mi­na­to da im­bat­tu­to con tre vit­to­rie su tre mat­ch.

Rag­gian­te Da­vis Lo­ve che ha co­sì po­tu­to ri­scat­ta­re il ro­ve­scio del Me­di­nah, do­ve era sta­to ca­pi­ta­no: «So­no or­go­glio­so di que­sti ra­gaz­zi. Su di lo­ro c'era tan­ta pres­sio­ne, ma han­no sa­pu­to sop­por­tar­la e han­no gio­ca­to be­nis­si­mo. Sia­mo sta­ti sem­pre com­pat­ti, uni­ti ed è sta­to ese­gui­to un gran­de la­vo­ro di squa­dra». Ben di­ver­so l'umo­re di Dar­ren Clar­ke che si è det­to «ama­reg­gia­to e de­lu­so. Ma non po­te­vo chie­de­re di più ai miei, tut­ti si so­no bat­tu­ti al mas­si­mo del­le lo­ro pos­si­bi­li­tà, han­no fat­to quan­to ave­vo chie­sto, ma la com­pa­gi­ne di Da­vis Lo­ve è sta­ta im­pec­ca­bi­le».

La Ry­der Cup si gio­che­rà nel 2018 in Fran­cia, nel 2020 nel Whi­stling Strai­ts Ko­hler, in Wi­scon­sin, e nel 2022 sa­rà ospi­ta­ta dall'ita­lia.

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