La Ue scet­ti­ca chie­de un sa­cri­fi­cio in più

Crescono i dub­bi di Bru­xel­les sul­le sti­me del Def pos­si­bi­le una ri­chie­sta su­pe­rio­re ai 3 mi­liar­di

Il Gazzetino (Venezia) - - Primo Piano -

Do­po i dub­bi espres­si da Ban­ki­ta­lia e dall’uf­fi­cio Par­la­men­ta­re di Bi­lan­cio, an­che den­tro la Com­mis­sio­ne eu­ro­pea si guar­da con scet­ti­ci­smo agli obiet­ti­vi fis­sa­ti dal go­ver­no nel­la no­ta di ag­gior­na­men­to del Do­cu­men­to di Eco­no­mia e Fi­nan­za. Ma, a dif­fe­ren­za dei giu­di­zi espres­si dal­le isti­tu­zio­ni ita­lia­ne, le nuo­ve sti­me che l’ese­cu­ti­vo co­mu­ni­ta­rio pub­bli­che­rà a no­vem­bre po­treb­be­ro co­strin­ge­re l’ita­lia a com­pie­re uno sfor­zo mol­to più am­pio di quel­lo pro­gram­ma­to dal pre­si­den­te del Con­si­glio, Mat­teo Ren­zi, e dal suo mi­ni­stro dell’eco­no­mia, Pier Car­lo Pa­doan.

I numeri con­te­nu­ti nel Def so­no at­tual­men­te ana­liz­za­ti dai tec­ni­ci del­la di­re­zio­ne ge­ne­ra­le Ec­fin e ser­vi­ran­no da ba­se per il giu­di­zio che sa­rà espres­so da Bru­xel­les sul­la leg­ge di bi­lan­cio en­tro fi­ne no­vem­bre. Lo sco­sta­men­to tra le pre­vi­sio­ni del go­ver­no e quel­li del­la Com­mis­sio­ne sull’an­da­men­to del­la crescita il pros­si­mo an­no do­vreb­be es­se­re mi­ni­mo. Ma il da­to sul de­fi­cit no­mi­na­le ri­schia di schiz­za­re ver­so l’al­to. «La ci­fra di Ec­fin è più al­ta. Si va ver­so il 2,2 o 2,3% di de­fi­cit no­mi­na­le» con­tro il 2% con­te­nu­to dal Def, al net­to del­lo 0,4% per le cir­co­stan­ze ec­ce­zio­na­li in­vo­ca­te su ter­re­mo­to e mi­gran­ti, spie­ga una fon­te co­mu­ni­ta­ria. Di con­se­guen­za, lo sfor­zo strut­tu­ra­le ri­chie­sto all’ita­lia per il 2017 po­treb­be es­se­re an­co­ra più al­to del­lo 0,2% di Pil su cui già ora la Com­mis­sio­ne in­si­ste.

Lo sco­sta­men­to tra le sti­me del go­ver­no e quel­le dell’ese­cu­ti­vo co­mu­ni­ta­rie ven­go­no spie­ga­te con di­ver­se ragioni. «Nel­la me­to­do­lo­gia di Ec­fin non si tie­ne con­to del­le en­tra­te che non so­no an­co­ra ap­pro­va­te», di­ce la fon­te. Ma non so­lo: «I pae­si del Sud han­no la ten­den­za ad ab­bel­li­re le cifre».

La Com­mis­sio­ne è spac­ca­ta sull’at­ti­tu­di­ne da te­ne­re nei con­fron­ti dell’ita­lia. Il suo pre­si­den­te, Jean Clau­de Junc­ker, è de­ter­mi­na­to ad «aiu­ta­re Ren­zi» in par­ti­co­la­re in vi­sta del re­fe­ren­dum del 4 di­cem­bre, spie­ga un al­tro fun­zio­na­rio. Ma i tec­ni­ci di Ec­fin han­no «dub­bi sul­la pos­si­bi­li­tà che tut­te que­ste ec­ce­zio­ni» per­met­ta­no all’ita­lia di ri­spet­ta­re gli im­pe­gni, spie­ga la pri­ma fon­te. Inol­tre, den­tro la Com­mis­sio­ne, il fron­te del ri­go­re non ha al­za­to ban­die­ra bian­ca. «In al­cu­ni Sta­ti mem­bri, tra gli al­tri l’ita­lia, il de­bi­to è già mol­to al­to», ha det­to la com­mis­sa­ria agli Af­fa­ri so­cia­li, Ma­rian­ne Thys­sen: «Il Pat­to di Sta­bi­li­tà c’è per evi­ta­re che il de­bi­to non cre­sca an­co­ra e an­co­ra».

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