Cin­zia, Sa­ra e Va­len­ti­na: una la­pi­de sen­za da­ta

Il Gazzetino (Venezia) - - Attualità - G. P.

SCHIO – Non ci so­no da­te, sul­la pa­gi­na di mar­mo bian­co, nel li­bro aper­to so­pra la tom­ba con la fo­to­gra­fia del­le bam­bi­ne. Non c'è la da­ta del­la lo­ro mor­te e nep­pu­re quel­le del­la lo­ro na­sci­ta. Sol­tan­to i no­mi: Cin­zia, Sa­ra e Va­len­ti­na. I lo­ro sor­ri­si in­no­cen­ti, men­tre si strin­go­no con al­le­gria una all'al­tra. E ac­can­to, su un'al­tra pa­gi­na bian­ca, al­cu­ne sem­pli­ci pa­ro­le fat­te scol­pi­re da “mam­ma e pa­pà”: “Ri­cor­dia­mo il vo­stro sor­ri­so cre­den­do nel­la pro­mes­sa di Ge­sù”. Chi po­treb­be pen­sa­re che lì sot­to ri­po­sa­no da 32 an­ni i re­sti del­le fi­glie uc­ci­se dal pa­dre ad ap­pe­na un iso­la­to di di­stan­za dal cam­po­san­to di San­ta Cro­ce a Schio? Nul­la lo la­scia tra­spa­ri­re, sol­tan­to un mes­sag­gio di spe­ran­za e di amo­re. Sul­la nu­da ter­ra al­cu­ni maz­zi di fiori in pla­sti­ca. La tom­ba è pu­li­ta, qua­si luc­ci­can­te nel pal­li­do so­le di ot­to­bre.

«Cer­to che mi ri­cor­do quel­lo che ac­cad­de, fui io ad en­tra­re in ca­sa quel mat­ti­no per re­cu­pe­ra­re due dei cor­pi. Una del­le pic­co­le era sta­ta por­ta­ta all'ospe­da­le di Thie­ne, per­ché era an­co­ra vi­va quan­do l'han­no tro­va­ta». Un ad­det­to al­le se­pol­tu­re del ci­mi­te­ro è an­co­ra scos­so, non po­trà di­men­ti­ca­re quel­lo che vi­de. «All'epo­ca il re­cu­pe­ro era com­pi­to del Co­mu­ne, per que­sto an­dai io. Ave­vo 25 an­ni e, co­me ve­de, so­no an­co­ra qui che fac­cio lo stes­so la­vo­ro».

Vit­to­rio Vi­sen­tin non ave­va di­men­ti­ca­to le fi­glie. «Ve­ni­va­no a tro­var­le, sem­pre as­sie­me, lui e la mo­glie. Qual­che vol­ta por­ta­va­no dei fiori. Ma era da tem­po che non li ve­de­vo. Pro­ba­bil­men­te per­ché lui si era am­ma­la­to».

Se Vit­to­rio Vi­sen­tin e Va­le­ria Dal Sas­so so­no riu­sci­ti a ri­pren­de­re il fi­lo di un'esi­sten­za che sem­bra­va ir­ri­me­dia­bil­men­te spezzato, lo de­vo­no an­che all'aiu­to che han­no ri­ce­vu­to dai Te­sti­mo­ni di Geo­va. So­no en­tra­ti nel­la co­mu­ni­tà, che nel Vi­cen­ti­no con­ta cir­ca tre­mi­la adep­ti, han­no fre­quen­ta­to i ri­ti nel­la Sa­la del Re­gno, han­no col­ti­va­to la pre­ghie­ra e la let­tu­ra del­la Bib­bia. «Si so­no av­vi­ci­na­ti a noi mol­ti an­ni fa – spie­ga Da­nie­le Straz­za­bo­sco, che tie­ne i rap­por­ti con la stam­pa – Ave­va­no tro­va­to un ap­pog­gio mo­ra­le e spi­ri­tua­le. Era­no sta­ti ac­com­pa­gna­ti nel­la co­no­scen­za del­la Bib­bia, nel­la let­tu­ra del­la pa­ro­la di Dio e nel­la co­no­scen­za del­la sua vo­lon­tà. E co­sì ave­va­no tro­va­to e im­pa­ra­to a man­te­ne­re un equi­li­brio men­ta­le».

La tra­ge­dia av­ve­nu­ta nel 1984 se­gnò pro­fon­da­men­te la co­mu­ni­tà di Schio. Enor­me fu il cla­mo­re in tut­ta Ita­lia. An­che per­ché Vit­to­rio Vi­sen­tin fu ri­cer­ca­to per una set­ti­ma­na. In pas­sa­to era un uf­fi­cia­le di Ma­ri­na, ma era sta­to con­ge­da­to do­po un'ag­gres­sio­ne con ra­pi­na che gli ave­va cau­sa­to am­ne­sie e vuo­ti di co­scien­za. Era tor­na­to a Schio e ave­va tro­va­to la­vo­ro in un di­stri­bu­to­re di ben­zi­na. Poi la na­sci­ta del­le fi­glie. E quel ma­le oscu­ro che lo sta­va mi­nan­do. Inat­te­sa, l'esplo­sio­ne era av­ve­nu­ta il 7 mar­zo 1984, al­le 5 e mez­zo del mat­ti­no. Era fug­gi­to, ave­va rag­giun­to Ro­ma in au­to. Da lì, in tre­no, era ap­pro­da­to nei prin­ci­pa­li por­ti ita­lia­ni, do­ve era sbar­ca­to. La Spe­zia, Genova, Reg­gio Ca­la­bria, Si­ra­cu­sa, Ca­ta­nia, Mes­si­na e Ta­ran­to, so­no sta­te le sta­zio­ni del pel­le­gri­nag­gio nel suo pas­sa­to fe­li­ce. Poi era tor­na­to a ca­sa, ma al­la vi­sta dei ca­ra­bi­nie­ri, ave­va ten­ta­to l'ul­ti­ma, im­pro­ba­bi­le fu­ga. L'ar­re­sto, il mu­ti­smo, le spie­ga­zio­ni con­fu­se: “Lo ri­fa­rei an­co­ra, l'ho fat­to per amo­re, ero in dif­fi­col­tà... vo­glio mo­ri­re an­ch'io”. Quin­di il car­ce­re e il ma­ni­co­mio giu­di­zia­rio. E do­po qual­che an­no la mo­glie, or­mai gua­ri­ta, che ha avu­to la for­za di riab­brac­ciar­lo.

«Sem­pre as­sie­me lui e la mo­glie

ve­ni­va­no a tro­var­le»

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