QUA­LE LA REA­LE DI­STRI­BU­ZIO­NE?

Il Gazzetino (Venezia) - - Borsa Mercati -

in at­te­sa del­la dea ben­da­ta, per stra­da, ma an­che nel­le agen­zie di scommesse, a but­tar via quel po­co che han­no in ta­sca col so­gno di una vin­ci­ta tan­to vi­sto­sa, quan­to im­pos­si­bi­le, fa un cer­to ef­fet­to. Per­ché non or­ga­niz­za­re cor­si di lin­gua e di edu­ca­zio­ne ci­vi­ca, met­ten­do in pa­lio la stes­sa lo­ro per­ma­nen­za in Ita­lia, in ca­so di rei­te­ra­ta bocciatura all'esa­me? A dif­fe­ren­za dei Fa­rao­ni che si spo­sa­va­no in fa­mi­glia, per non do­ver di­vi­de­re il pro­prio pa­tri­mo­nio, noi gior­nal­men­te di­vi­dia­mo quel po­co di wel­fa­re ri­ma­sto­ci, dal­la si­cu­rez­za, ai trasporti pub­bli­ci, al­le strut­tu­re sa­ni­ta­rie. Pre­ve­di­bi­le che pri­ma o poi l'ita­lia in­te­ra sa­rà con­cla­ma­to "Me­ri­dio­ne", coi no­stri gio­va­ni co­stret­ti ad emi­gra­re.

Al­do Mar­to­ra­no Da un pa­io d'an­ni spen­do le mie fe­rie in Ita­lia cen­tra­le. Um­bria e Toscana non han­no bi­so­gno di pro­mo­zio­ne. E pe­rò, tra bor­ghi, cit­tà d'ar­te e pae­sag­gi una co­sa sal­ta all'oc­chio. Il fe­no­me­no "mi­gran­ti" là non è vi­si­bi­le. O, quan­to­me­no, non lo è co­me av­vie­ne fre­quen­tan­do una qual­sia­si del­le cit­tà, ma or­mai an­che i più pic­co­li pae­si, del Ve­ne­to. Leg­go i numeri dell'ac­co­glien­za in Ve­ne­to e non pos­so non fa­re il con­fron­to. Qual­che co­sa, a mio av­vi­so, non tor­na. O in Ita­lia cen­tra­le so­no mol­to più or­ga­niz­za­ti (di­ver­sa­men­te or­ga­niz­za­ti) per l'ac­co­glien­za o i numeri tra le re­gio­ni so­no squi­li­bra­ti. Qua­li so­no i da­ti rea­li dell'ac­co­glien­za nel­le va­rie re­gio­ni? L'ac­co­glien­za, e le sue dif­fi­col­tà, non pos­so­no venire per­ce­pi­te in zo­ne do­ve il fe­no­me­no non è "vi­si­bi­le" per­chè il tes­su­to so­cia­le del­le co­mu­ni­tà non ne vie­ne toc­ca­to, e non lo re­gi­stra. Non sor­pren­de che poi, da al­cu­ne aree o schie­ra­men­ti, ar­ri­vi­no ac­cu­se di egoi­smo ai cit­ta­di­ni che pro­te­sta­no e al­le isti­tu­zio­ni che si di­chia­ra­no al col­las­so. Se in al­tre re­gio­ni han­no for­mu­le e or­ga­niz­za­zio­ne mi­glio­ri per ri­spon­de­re a que­sta emer­gen­za mon­dia­le, for­se sa­reb­be il ca­so di met­ter­le il re­te. Le chiu­su­re che si re­gi­stra­no, le pro­te­ste per scel­te sen­za "vi­sio­ne", so­no do­vu­te al fat­to che i cit­ta­di­ni han­no chia­ra l'im­pre­pa­ra­zio­ne del­la po­li­ti­ca a ge­sti­re la si­tua­zio­ne e la cor­sa con­ti­nua a sca­ri­ca­re re­spon­sa­bi­li­tà, one­ri e de­ci­sio­ni.

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