Crescita, sba­glia­to guar­da­re so­lo ai numeri del Pil

Il Gazzetino (Venezia) - - Borsa Mercati - Lui­gi Pa­gan

Egre­gio di­ret­to­re,

sto se­guen­do il bot­ta e ri­spo­sta tra il go­ver­no e va­rie isti­tu­zio­ni sul Pro­dot­to in­ter­no lor­do dell'ita­lia nel 2017. Mi chie­do: ma fa mol­ta dif­fe­ren­za se il no­stro Pae­se il pros­si­mo an­no cre­sce­rà del­lo 0,1 o del­lo 0,2 in più? Fac­cio fa­ti­ca a cre­der­lo.

San Do­nà di Pia­ve (Ve) Ca­ro let­to­re, fran­ca­men­te rie­sce dif­fi­ci­le ap­pas­sio­nar­si al di­bat­ti­to sul­le per­cen­tua­li del Pil che ver­rà. Che l'ita­lia il pros­si­mo an­no cre­sca del­lo 0,8 per cen­to o dell'1 per cen­to non fa pur­trop­po mol­ta dif­fe­ren­za: è co­mun­que trop­po po­co per ri­met­te­re dav­ve­ro in mo­to il si­ste­ma Ita­lia. Inol­tre oc­cor­re­reb­be in­ter­ro­gar­si non so­lo sul­la quan­ti­tà, ma an­che sul­la qua­li­tà del­la crescita. Un au­men­to del Pil che non si tra­du­ca an­che in un mi­glio­ra­men­to del be­nes­se­re ge­ne­ra­le e in un chia­ro in­nal­za­men­to dei li­vel­li oc­cu­pa­zio­na­li ri­schia in­fat­ti di non in­ci­de­re sui con­su­mi in­ter­ni e nep­pu­re sul­la fi­du­cia che, co­me no­to, è un pro­pel­len­te fon­da­men­ta­le dell'eco­no­mia.

La crescita eco­no­mi­ca di cui ab­bia­mo bi­so­gno e' una crescita non so­lo ro­bu­sta, ma che sia per­ce­pi­ta co­me ta­le da tut­ti i ce­ti so­cia­li e in par­ti­co­la­re dal co­sid­det­to ce­to me­dio. Ed è com­pi­to del­la po­li­ti­ca fa­re in mo­do che ciò ac­ca­da. Un in­cre­men­to del Pil che av­van­tag­gi so­lo al­cu­ni set­to­ri, ot­ter­reb­be, al con­tra­rio, il ri­sul­ta­to di am­plia­re le dif­fe­ren­ze so­cia­li a tut­to svan­tag­gio dei ce­ti me­no ab­bien­ti, cioè di co­lo­ro che già han­no pa­ga­to al­la crisi il prez­zo più al­to.

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