TROP­PO ISTRUITI

Il Gazzetino (Venezia) - - Borsa Mercati -

(...) il 6% in più ri­spet­to al 2014. La net­ta mag­gio­ran­za di que­sti “nuo­vi emi­gran­ti” si so­no sta­bi­li­ti in un pae­se eu­ro­peo, spe­cial­men­te in Ger­ma­nia (17 mi­la), Re­gno Uni­to (16 mi­la), Sviz­ze­ra (11 mi­la) e Fran­cia (11 mi­la). Il 56% so­no uo­mi­ni, il 63% han­no fra 18 e 49 an­ni. Mol­ti di lo­ro ven­go­no dal Sud, ma le due re­gio­ni con il mag­gior nu­me­ro di nuo­vi emi­gran­ti so­no la Lom­bar­dia e il Ve­ne­to.

Qua­li so­no le tra­sfor­ma­zio­ni so­cia­li che stan­no die­tro a que­sti nu­me­ri? In­nan­zi­tut­to, le emi­gra­zio­ni di gio­va­ni so­no au­men­ta­te per una ra­gio­ne – di­cia­mo co­sì – de­mo­gra­fi­ca. I gio­va­ni che si af­fac­cia­no ora al mer­ca­to del la­vo­ro so­no mol­ti di me­no ri­spet­to a quan­ti si ap­pre­sta­no ad an­da­re in pen­sio­ne: nel 2015 in Ita­lia han­no com­piu­to 20 an­ni 567 mi­la gio­va­ni, men­tre han­no com­piu­to 65 an­ni 732 mi­la gio­va­ni “di una vol­ta”. Que­sto squi­li­brio do­vreb­be fa­vo­ri­re i gio­va­ni ita­lia­ni, che do­vreb­be­ro tro­va­re le por­te spa­lan­ca­te per la­vo­ra­re … In real­tà que­sto non suc­ce­de, per­ché il ca­pi­ta­le uma­no (co­me lo chia­ma­no gli eco­no­mi­sti) dei nuo­vi aspi­ran­ti la­vo­ra­to­ri è mol­to di­ver­so ri­spet­to a quel­lo dei nuo­vi pen­sio­na­ti. Fra que­sti ul­ti­mi, na­ti nel 1950, ap­pe­na il 30% ha stu­dia­to ol­tre le scuo­le me­die in­fe­rio­ri, pro­por­zio­ne che su­pe­ra in­ve­ce l’80% fra i gio­va­ni ven­ten­ni, na­ti nel 1995. Du­ran­te la cri­si è cam­bia­to il mix “qua­li­ta­ti­vo” de­gli studenti, che og­gi si iscri­vo­no più di fre­quen­te a scuo­le e fa­col­tà che per­met­to­no di tro­va­re la­vo­ro.

Na­tu­ral­men­te que­sti nu­me­ri so­no trop­po sti­liz­za­ti. Mol­ti gio­va­ni di­plo­ma­ti fa­reb­be­ro car­te fal­se per tro­va­re un po­sto da ope­ra­io spe­cia­liz­za­to; inol­tre, spes­so (ma non sem­pre) un gio­va­ne ope­ra­io di og­gi de­ve ave­re com­pe­ten­ze ben di­ver­se ri­spet­to a un gio­va­ne ope­ra­io di 45 an­ni fa. An­che le im­pre­se so­no cam­bia­te, co­sì co­me è cam­bia­ta tut­ta la strut­tu­ra pro­dut­ti­va. In­fi­ne, nel con­fron­ta­re i 65en­ni del 2015 con i 20en­ni del 2015 bi­so­gne­reb­be ri­cor­da­re che l'ob­bli­go sco­la­sti­co/for­ma­ti­vo è sta­to al­za­to. In sin­te­si, in Ita­lia per ogni cin­que nuo­vi pen­sio­na­ti po­co istruiti, so­lo un gio­va­ne po­co istrui­to si af­fac­cia sul mer­ca­to del la­vo­ro. Per con­tro, per ogni nuo­vo pen­sio­na­to istrui­to, due gio­va­ni sgo­mi­ta­no per pren­de­re il suo po­sto. Ec­co per­ché l’ita­lia con­ti­nua ad at­trar­re nuo­vi im­mi­gra­ti dai pae­si po­ve­ri, men­tre mol­ti gio­va­ni ita­lia­ni di­plo­ma­ti e

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