Ca­so scon­tri­ni, Ma­ri­no as­sol­to «Pron­to a tor­na­re in po­li­ti­ca»

Per le ac­cu­se ave­va do­vu­to di­met­ter­si da sin­da­co: al ver­det­to, ha pian­to

Il Gazzetino (Venezia) - - Primo Piano - Mi­che­la Al­le­gri Cri­stia­na Man­ga­ni

As­sol­to in pri­mo gra­do e su­bi­to pron­to a tor­na­re in po­li­ti­ca per Ro­ma. E’ sta­to il gior­no di Igna­zio Ma­ri­no, quel­lo di ie­ri. Un gior­no ini­zia­to con dub­bi e pre­oc­cu­pa­zio­ni su co­me sa­reb­be an­da­ta, tan­to che per rag­giun­ge­re l’au­la do­ve si svol­ge­va il pro­ces­so a por­te chiu­se con ri­to ab­bre­via­to, l’ex sin­da­co ha scel­to un per­cor­so de­fi­la­to, lon­ta­no da te­le­ca­me­re e gior­na­li­sti. Nes­su­no sa­pe­va che fos­se già den­tro ad ascol­ta­re le pa­ro­le del giu­di­ce che lo ha as­sol­to, do­po so­li 15 mi­nu­ti di Ca­me­ra di con­si­glio. Nien­te fal­so, pe­cu­la­to, né truf­fa. Ac­cu­se per le qua­li ave­va do­vu­to di­met­ter­si da pri­mo cit­ta­di­no del­la Ca­pi­ta­le. Tan­to che al­la let­tu­ra del ver­det­to, la ten­sio­ne si è sciol­ta e, al “mar­zia­no” so­no sce­se an­che le la­cri­me.

La pro­cu­ra ave­va chie­sto per lui una con­dan­na a tre an­ni e quat­tro me­si. In­ve­ce, ri­guar­do al­le ce­ne con­su­ma­te a spe­se dei ro­ma­ni e pa­ga­te con la car­ta di cre­di­to del Cam­pi­do­glio per 12.700 eu­ro, è sta­to as­sol­to con la for­mu­la «per­ché il fat­to non sus­si­ste»; per l’al­tro fi­lo­ne di in­da­gi­ne, in­ve­ce, quel­lo ri­guar­dan­te la On­lus, «per­ché il fat­to non co­sti­tui­sce rea­to». Su­bi­to do­po che il Tri­bu­na­le ave­va sta­bi­li­to che non c’era­no rea­ti, il chi­rur­go dem era già pron­to a to­glier­si più di un sas­so­li­no dal­le scar­pe. «So­no fe­li­ce, me lo aspet­ta­vo - ha esul­ta­to per i cor­ri­doi di piaz­za­le Clo­dio Sa­pe­vo di es­se­re in­no­cen­te. Di fron­te ad ac­cu­se co­sì in­fa­man­ti, di me­dia e po­li­ti­ca, è sta­ta fi­nal­men­te ri­sta­bi­li­ta la ve­ri­tà. Il Pd si scu­si». Bru­cia an­co­ra il ri­cor­do di quei «26 ac­col­tel­la­to­ri e un uni­co man­dan­te», ov­ve­ro i con­si­glie­ri del Pd che lo de­sti­tui­ro­no da­van­ti a un no­ta­io. Ma ora c’è spa­zio per le stret­te di ma­no, per il ri­scat­to, per i sor­ri­si. Men­tre ac­can­to a lui, uno dei so­ste­ni­to­ri più ac­ca­ni­ti az­zar­da: «Ades­so Ro­ma ha due sin­da­ci e due Pa­pi».

A for­mu­la­re le ri­chie­ste di con­dan­na era­no sta­ti i pm Ro­ber­to Fe­li­ci e Pan­ta­leo Po­li­fe­mo che sem­bra­no orien­ta­ti a fa­re ri­cor­so in Ap­pel­lo. Bi­so­gne­rà, co­mun­que, aspet­ta­re 90 gior­ni per ca­pi­re qua­li sia­no sta­te le ra­gio­ni dell’as­so­lu­zio­ne. Nel­la de­ci­sio­ne del gup Pier­lui­gi Ba­le­strie­ri po­treb­be aver pe­sa­to la con­dot­ta te­nu­ta da Ma­ri­no che ha scel­to di ri­sar­ci­re i ven­ti­mi­la eu­ro del­le ce­ne. Il giu­di­ce po­treb­be aver ri­scon­tra­to an­che la man­can­za di do­lo. Co­me se all’ex sin­da­co non fos­se del tut­to chia­ro l’uso che do­ve­va fa­re del de­na­ro pub­bli­co. E co­mun­que che non ci fos­se fi­no in fon­do la vo­lon­tà di dan­neg­gia­re le cas­se del Cam­pi­do­glio.

Ri­sal­go­no agli an­ni che van­no da lu­glio del 2013 a giu­gno del 2015, le ce­ne con­te­sta­te. Ma­ri­no le ave­va pa­ga­te con la car­ta di cre­di­to che ave­va in do­ta­zio­ne co­me pri­mo cit­ta­di­no. Ma so­prat­tut­to lo ave­va fat­to - se­con­do quan­to ave­va­no ri­co­strui­to gli in­qui­ren­ti - «ge­ne­ral­men­te nei gior­ni fe­sti­vi e pre­fe­sti­vi, con com­men­sa­li di sua ele­zio­ne, co­mun­que dif­for­mi del­la fun­zio­ne di rap­pre­sen­tan­za dell’en­te». Sem­pre se­con­do l’ac­cu­sa, re­spin­ta pe­rò ie­ri dal Tri­bu­na­le, il chi­rur­go ave­va da­to di­spo­si­zio­ni al­la sua se­gre­te­ria af­fin­ché «in­se­ris­se­ro in­di­ca­zio­ni non ve­ri­di­che».

AS­SOL­TO Fe­steg­gia­men­ti sot­to ca­sa dell’ex sin­da­co Igna­zio Ma­ri­no

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