Pa­doan al Fmi: ban­che so­li­de

«In Ita­lia non ci sa­rà nes­sun bail in. E i cre­di­ti de­te­rio­ra­ti so­no me­no di quan­to si di­ce»

Il Gazzetino (Venezia) - - Economia - An­drea Bas­si

Pier Car­lo Pa­doan si di­ce fi­du­cio­so sull’esi­to del re­fe­ren­dum co­sti­tu­zio­na­le. Ma da Wa­shing­ton, do­ve è vo­la­to per i la­vo­ri au­tun­na­li del Fon­do Mo­ne­ta­rio In­ter­na­zio­na­le, il mi­ni­stro av­ver­te che an­che in ca­so di esi­to ne­ga­ti­vo, os­sia di una vit­to­ria del No, le ri­for­me del go­ver­no (e dun­que an­che il go­ver­no) an­dran­no avan­ti. La vit­to­ria del Sì, se­con­do il mi­ni­stro, sa­reb­be co­mun­que una «op­por­tu­ni­tà» che per­met­te­reb­be al Pae­se di ac­ce­le­ra­re il pro­ces­so. Par­lan­do ai mi­cro­fo­ni di Bloom­berg, Pa­doan si è an­che det­to «con­vin­to» che la cre­sci­ta «ri­pren­de­rà ve­lo­ci­tà in Ita­lia». An­zi. Ha spie­ga­to che og­gi l’ita­lia è un va­go­ne in mez­zo al tre­no del­la cre­sci­ta in Eu­ro­pa, ma, se­con­do il mi­ni­stro, può ar­ri­va­re in te­sta. Un con­cet­to che qual­che tem­po fa ave­va espres­so an­che il Pre­si­den­te del con­si­glio Mat­teo Ren­zi. La pro­fes­sio­ne di fe­de nei con­fron­ti dell’an­da­men­to dell’eco­no­mia, ar­ri­va del re­sto nel gior­no in cui il Te­so­ro ha in­via­to all’uf­fi­cio Par­la­men­ta­re di bi­lan­cio un do­cu­men­to con in­for­ma­zio­ni ag­giun­ti­ve che do­vreb­be­ro ser­vi­re a con­vin­ce­re l’au­tho­ri­ty gui­da­ta da Giu­sep­pe Pi­sau­ro che, ef­fet­ti­va­men­te, il pros­si­mo an­no il Pro­dot­to in­ter­no lor­do ita­lia­no po­trà cre­sce­re dell’1% no­no­stan­te il pa­re­re (con­tra­rio) di mol­ti pre­vi­so­ri in­ter­na­zio­na­li. Un do­cu­men­to nel qua­le ven­go­no in­di­ca­ti più nel det­ta­glio gli in­ve­sti­men­ti pub­bli­ci che il go­ver­no in­ten­de met­te­re in cam­po e i mec­ca­ni­smi con i qua­li vuo­le at­ti­va­re quel­li pri­va­ti: dai su­per am­mor­ta­men­ti, al­la ri­co­stru­zio­ne po­st ter­re­mo­to, agli eco in­cen­ti­vi. In­tan­to da Bru­xel­les ar­ri­va qual­che fre­na­ta sull’aper­tu­ra sul­la fles­si­bi­li­tà da par­te del­la Com­mis­sio­ne da­ta per ac­qui­si­ta do­po le pa­ro­le del com­mis­sa­rio Pier­re Mo­sco­vi­ci. Fon­ti Ue fan­no sa­pe­re che le de­ci­sio­ni sa­ran­no pre­se do­po il 17 ot­to­bre, quan­do l’ita­lia avrà pre­sen­ta­to il suo pro­get­to di bi­lan­cio. E la stra­da non è in di­sce­sa, vi­sto che Bru­xel­les chie­de il ri­spet­to dell’im­pe­gno as­sun­to da Pa­doan so­lo qual­che me­se fa, di un de­fi­cit per il 2017 all’1,8% con­tro il 2% in­di­ca­to nel­la No­ta di ag­gior­na­men­to del Def. L’al­tro te­ma di ri­lie­vo af­fron­ta­to Ol­treo­cea­no dal mi­ni­stro, è quel­lo del­lo sta­to di sa­lu­te del­le ban­che ita­lia­ne. Ma an­che di quel­le eu­ro­pee, a par­ti­re da Deu­tsche. «Non ri­ten­go ci sa­ran­no ul­te­rio­ri dif­fi­col­tà» per il si­ste­ma ban­ca­rio ita­lia­no, ha spie­ga­to il mi­ni­stro. «È so­li­do», ha det­to, «ci so­no po­chi ca­si cri­ti­ci». Non so­lo. Par­lan­do dei cre­di­ti in sof­fe­ren­za, i co­sid­det­ti «Npl», i non per­for­ming loans, Pa­doan ha vo­lu­to sot­to­li­nea­re ope­ra­zio­ne di bail in nel­le ban­che ita­lia­ne».

In­tan­to qual­che buo­na no­ti­zia dall’ue ar­ri­va. Bru­xel­les ha det­to sì a un’esten­sio­ne del pro­ces­so di ven­di­ta del­le quat­tro ban­che do­po che la sca­den­za 30 set­tem­bre è sta­ta su­pe­ra­ta sen­za ar­ri­va­re ad una so­lu­zio­ne. Una de­ci­sio­ne che era am­pia­men­te at­te­sa e che, in qual­che mo­do, ten­ta di su­pe­ra­re lo stal­lo in at­to sul­le trat­ta­ti­ve in cor­so.

Il go­ver­na­to­re del­la Bce Ma­rio Dra­ghi, in­tan­to, ha ri­ba­di­to che il quan­ti­ta­ti­ve ea­sing an­drà avan­ti fi­no al­la fi­ne di mar­zo 2017 e ol­tre se lo ri­ter­rà op­por­tu­no. Con­fer­ma in­fi­ne del ra­ting da par­te di Moo­dy’s per l’ita­lia.

Moo­dy’s con­fer­ma il ra­ting ita­lia­no

-0,73% 0,63% -0,23% -0,15%

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