I DI­RIT­TI DEI DI­SA­BI­LI

Il Gazzetino (Venezia) - - Borsa Mercati -

La scuo­la se­con­do un det­to co­mu­ne, do­vreb­be es­se­re la mae­stra di vi­ta. L'isti­tu­zio­ne sco­la­sti­ca non de­ve es­se­re il luo­go do­ve il bam­bi­no pri­ma e lo stu­den­te poi , vi ac­ce­de per im­pa­ra­re a leg­ge­re, scri­ve­re, con­ta­re. Es­sa do­vreb­be co­sti­tui­re il com­ple­ta­men­to dell'edu­ca­zio­ne so­cia­le ol­tre­ché cul­tu­ra­le del­la per­so­na. Da trop­po tem­po , pur­trop­po , la scuo­la è " ma­la­ta " Ho usa­to que­sto ag­get­ti­vo per il fat­to che si tra­sci­na­no all'in­ter­no del­la stes­sa ve­re si­tua­zio­ni di emer­gen­za. Bul­li­smo, di­scri­mi­na­zio­ni e quant'al­tro che fan­no met­te­re in for­te dub­bio il fat­to che esi­sta an­co­ra la "buo­na scuo­la " co­me isti­tu­zio­ne aper­ta a tut­ti. Qual­che gior­no fa , in Emilia Ro­ma­gna, han­no ri­fiu­ta­to in una scuo­la uno stu­den­te per­ché di­sa­bi­le. Che mo­do di aper­tu­ra è que­sto? Tut­ti han­no di­rit­to ad ac­ce­de­re al­la scuo­la sen­za ca­de­re vit­ti­ma di un si­ste­ma che ha co­me com­pi­to quel­lo di met­te­re al mu­ro una per­so­na per­ché di­ver­sa­men­te abi­le e/o aven­te al­tre pro­ble­ma­ti­che. Mi au­gu­ro che in fu­tu­ro non ab­bia­no più a ri­pe­ter­si epi­so­di co­si ver­go­gno­si.

Igor Mo­ret­to

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