L’ira di Ma­ri­no: il pre­mier do­ve­va in­con­trar­mi, sa­reb­be sta­to mio so­ste­ni­to­re

Il Gazzetino (Venezia) - - Primo Piano - Si­mo­ne Ca­net­tie­ri

Con­ti­nua il Ma­ri­no con­tro tut­ti. O me­glio l’ira fu­ne­sta con­tro quel pez­zo di Pd che, se­con­do il pro­fes­so­re, lo cac­ciò con la scu­sa dell’in­chie­sta su­gli scon­tri­ni, da cui poi è usci­to in­den­ne l’al­tro gior­no («Ero sco­mo­do»). Nel mi­ri­no c’è lo stes­so Pd che ades­so si schie­ra per il sì al re­fe­ren­dum in con­tra­sto con la mi­no­ran­za dem e ap­pun­to con Ma­ri­no, pron­to a gi­ra­re l’ita­lia (la pros­si­ma set­ti­ma­na sa­rà in Pie­mon­te) per af­fos­sa­re la ri­for­ma. Do­po «un an­no do­lo­ro­so in cui han­no ten­ta­to di le­de­re la mia ono­ra­bi­li­tà», l’ex sin­da­co va all’at­tac­co. E dal­la tra­smis­sio­ne In 1/2 ora se la pren­de con il com­mis­sa­rio del Pd ro­ma­no Mat­teo Or­fi­ni, «che do­vreb­be di­met­ter­si». Per­ché «ha chiu­so i cir­co­li, ha la­scia­to i de­bi­ti de­gli af­fit­ti ed ha por­ta­to il par­ti­to al­la più gra­ve di­sfat­ta nel­la Ca­pi­ta­le ne­gli ul­ti­mi 30 an­ni». Let­tu­ra che non tro­va spon­de nel­la mag­gio­ran­za dei dem. Il se­na­to­re Ste­fa­no Espo­si­to gli ri­bat­te co­sì: «So­no sta­ti chiu­si i cir­co­li fin­ti e i de­bi­ti li han­no fat­ti quel­li che ti so­sten­go­no». Ri­spet­to all’in­te­me­ra­ta di ve­ner­dì que­sta vol­ta «Igna­zio» usa pa­ro­le più lif­ta­te, an­che se al­tret­tan­to se­ve­re, nei con­fron­ti del pre­mier-se­gre­ta­rio Mat­teo Ren­zi, ri­te­nu­to scal­tro, «che è sta­to mal­con­si­glia­to per­ché se mi aves­se in­con­tra­to sa­reb­be sta­to uno dei miei più gran­di so­ste­ni­to­ri». Ma­ri­no non sve­la le car­te: se sa­rà si gio­che­rà una pro­ie­zio­ne na­zio­na­le den­tro a cui pe­rò non si è iscrit­to nel 2016. «Igna­zio po­treb­be es­se­re ani­ma­re un’area den­tro il Pd», ri­ve­la una stret­ta col­la­bo­ra­tri­ce. An­che se pri­ma di qual­sia­si po­si­zio­na­men­to nel­lo scac­chie­re dem c’è di mez­zo il re­fe­ren­dum. Il mi­ni­stro Da­rio Fran­ce­schi­ni, che è an­che pun­to di ri­fe­ri­men­to di un’area im­por­tan­te tra i dem, è la­pi­da­rio: «Bi­so­gna ave­re l’one­stà di ve­de­re il film co­me si sa­reb­be svol­to. Ma­ri­no era sin­da­co di Ro­ma e per un an­no è sta­to sot­to­po­sto ad un pro­ces­so in cui la ri­chie­sta del pm era pa­ri a 3 an­ni». Te­ner­lo co­me sin­da­co del­la Ca­pi­ta­le «avreb­be vo­lu­to di­re espor­re Ro­ma a un an­no de­va­stan­te». Il di­bat­ti­to, si fa per di­re, è aper­to. E le squa­dre che si fron­teg­gia­no sul ca­so

CON­TRO L’ex sin­da­co di Ro­ma Igna­zio Ma­ri­no

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