LE DI­VI­SIO­NI TRA I DE­MO­CRA­TI­CI

Il Gazzetino (Venezia) - - Nordest -

L'evo­lu­zio­ne del­la re­cen­te sto­ria del Par­ti­to de­mo­cra­ti­co ita­lia­no di­mo­stra che per "il po­po­lo" (quel­lo in­te­so dai ve­ri co­mu­ni­sti) non c'è più spe­ran­za. Il par­ti­to che da de­cen­ni in­car­na la tu­te­la dei de­bo­li e dei cit­ta­di­ni dai "po­te­ri for­ti" è an­ch'es­so di­ven­ta­to un po­te­re for­te, prin­ci­pal­men­te da quan­do e per col­pa c'è sta­to l'av­ven­to del fio­ren­ti­no. As­si­stia­mo al na­sce­re dei "co­mi­ta­ti in­ter­ni" per il no al­le riforme che so­no più ag­guer­ri­ti dei par­ti­ti dell'area di cen­tro­de­stra, ma non per con­vin­zio­ne po­li­ti­ca o per "il po­po­lo": sem­pli­ce­men­te per ven­det­ta o astio ver­so il fio­ren­ti­no. Sia­mo ar­ri­va­ti al pun­to che per­si­no i co­sid­det­ti par­ti­ti del po­po­lo se ne fre­ga­no di co­sa è giu­sto, di co­sa è me­glio per il pae­se, ma usa­no le lo­ro pre­ro­ga­ti­ve per far­si le guer­re per­so­na­li, per far­si i di­spet­ti, in­fi­schian­do­se­ne di chi ne pa­ghe­rà le con­se­guen­ze. Che squal­li­di e igno­bi­li pro­ta­go­ni­sti po­li­ti­ci ab­bia­mo? Co­sa pos­sia­mo fa­re per li­be­rar­ce­ne per sem­pre? Chie­dia­mo aiu­to a chiun­que ab­bia un'idea.

Clau­dio Scan­do­la

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