«A rit­mi bas­si sia­mo scon­ta­ti: dob­bia­mo gio­ca­re con in­ten­si­tà»

Il Gazzetino (Venezia) - - Calcio -

Né la di­fe­sa, che per la pri­ma vol­ta ha con­ces­so due re­ti agli av­ver­sa­ri, né gli at­tac­can­ti che han­no nuo­va­men­te rin­via­to l'ap­pun­ta­men­to con il gol. E tan­to­me­no le po­le­mi­che con­tro l'ar­bi­tro sol­le­va­te dai di­ri­gen­ti av­ver­sa­ri. Do­po il 2-2 in dop­pia ri­mon­ta con la Sam­be­ne­det­te­se al ds Gior­gio Perinetti in­te­res­sa so­lo ca­pi­re il per­ché dell'ap­proc­cio soft del Ve­ne­zia (an­che) con­tro i mar­chi­gia­ni. Il di­ri­gen­te la­gu­na­re è as­so­lu­ta­men­te se­re­no nel­la sua ana­li­si, ma la vo­lon­tà di con­fron­tar­si su­bi­to con il pre­si­den­te Ta­co­pi­na, mi­ster In­za­ghi e i gio­ca­to­ri l'ha spin­to a de­cli­na­re (per ora) l'in­vi­to del­la Fe­de­ra­zio­ne al­ba­ne­se ad as­si­ste­re dal vi­vo al­la con­ti­nua cre­sci­ta del­la Na­zio­na­le al­le­na­ta dal tre­vi­gia­no De Bia­si. «A rit­mi bas­si sia­mo più scon­ta­ti e pre­ve­di­bi­li, i pic­chi che in­ve­ce pos­sia­mo rag­giun­ge­re met­ten­do­ci tan­ta in­ten­si­tà l'ab­bia­mo vi­sto nel se­con­do tem­po. A quel­la velocità po­che squa­dre pos­so­no te­ne­re il pas­so del Ve­ne­zia, per que­sto non c'è mo­ti­vo di ave­re trop­pa pau­ra o ti­mo­ri re­ve­ren­zia­li. L'ap­proc­cio era sta­to mi­glio­re a Por­de­no­ne, sta­vol­ta sia­mo tor­na­ti in noi sot­to di due gol. Ep­pu­re la de­ter­mi­na­zio­ne c'è ad ogni al­le­na­men­to, ba­sta ve­de­re che ab­bia­mo per­so Ma­lo­mo e Fa­bia­no in par­ti­tel­la». La Sam­be­ne­det­te­se ha pro­te­sta­to per i due ri­go­ri e per il 2-2 con ma­no ga­leot­ta di Ben­ti­vo­glio. «Ben­ti­vo­glio si è but­ta­to den­tro e se toc­co c'è sta­to cre­do che l'in­vo­lon­ta­rie­tà sa­ni il di­fet­to. I pri­mi ri­go­ri ci so­no ar­ri­va­ti so­lo all'ot­ta­va gior­na­ta, quel­lo su Mar­su­ra è sa­cro­san­to, quel­lo su Gei­jo si può di­scu­te­re, ma da qui a gri­da­re al­lo scan­da­lo ce ne pas­sa. Il cal­cio to­glie e dà, l'ab­bia­mo vi­sto noi ad Ancona e co­mun­que dal­la D al­la Le­ga Pro il sal­to di qua­li­tà de­gli arbitri è evi­den­te». Nel fi­na­le Fac­chin ha sal­va­to al­me­no il 2-2. «Bra­vo lui che d'al­tra par­te è lì per quel­lo, po­te­va­no vin­ce­re en­tram­be le squa­dre ma il Ve­ne­zia ha fat­to più del­la Samb col­pen­do tre pa­li e una tra­ver­sa. Con Do­miz­zi non avrem­mo pre­so due gol co­sì ma suc­ce­de, ora ab­bia­mo tro­va­to un as­set­to a due pun­te che se­gne­ran­no senz'al­tro. Gei­jo, non scher­zia­mo, è un gran­de gio­ca­to­re, ci man­che­rà Fa­bia­no ma ab­bia­mo Tor­to­ri e Ede­ra. Fi­no a gen­na­io la ro­sa è que­sta, e do­po gen­na­io sa­rà an­co­ra que­sta». Ve­ner­dì la squa­dra ha re­ga­la­to agli ul­tras lo stri­scio­ne "Ve­ne­ziame­stre 1987", espo­sto al Pen­zo. «Un ge­sto sim­bo­li­co per­ché con i ti­fo­si si sta in­stau­ran­do una bel­la unio­ne. Que­sta squa­dra si fa ama­re per ca­rat­te­re e at­tac­ca­men­to sen­za ti­rar­si mai in­die­tro. Una com­pat­tez­za fon­da­men­ta­le».

Mar­co De Laz­za­ri

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