Pro­du­zio­ne in­du­stria­le, bal­zo re­cord

L’in­di­ce in ago­sto sa­le del 4,1% sul 2015 ma le pre­vi­sio­ni di set­tem­bre ge­la­no gli en­tu­sia­smi

Il Gazzetino (Venezia) - - Economia - Um­ber­to Man­ci­ni

È sa­li­ta a sor­pre­sa la pro­du­zio­ne in­du­stria­le ad ago­sto. Se­con­do i da­ti Istat, de­sta­gio­na­liz­za­ti e cor­ret­ti per gli ef­fet­ti del ca­len­da­rio, il bal­zo è sta­to dell’1,7% ri­spet­to a lu­glio 2016 e del 4,1% su ago­sto 2015. Il raf­fron­to ten­den­zia­le, cioè la va­ria­zio­ne an­nua­le, è il mi­glio­re da cin­que an­ni a que­sta par­te. Ma il boom non de­ve la­sciar an­da­re a fa­ci­li en­tu­sia­smi: que­sta cre­sci­ta, si leg­ge nel­la no­ta dell’istat, de­ri­va «da va­ria­zio­ni rea­liz­za­te in un me­se ca­rat­te­riz­za­to da li­vel­li di pro­du­zio­ne mol­to bas­si» e por­ta a un in­cre­men­to del­lo 0,4% nel tri­me­stre giu­gno-ago­sto 2016 ri­spet­to al tri­me­stre pre­ce­den­te. Nei pri­mi ot­to me­si l’au­men­to è quin­di so­lo dell’1% ri­spet­to al 2015. In­som­ma, un fuo­co di pa­glia o qua­si, vi­sto che il cen­tro stu­di di Con­fin­du­stria sti­ma per set­tem­bre una ge­la­ta dell’1,8% ri­spet­to al me­se pre­ce­den­te.

Se si guar­da al det­ta­glio dei da­ti Istat, emer­ge co­me la si­tua­zio­ne sia an­co­ra ete­ro­ge­nea. Nell’ago­sto scor­so, i com­par­ti che han­no re­gi­stra­to la mag­gio­re cre­sci­ta ten­den­zia­le so­no quel­li del­la fab­bri­ca­zio­ne di mez­zi di tra­spor­to (+19,2%), del­la me­tal­lur­gia e fab­bri­ca­zio­ne di pro­dot­ti in me­tal­lo, esclu­si mac­chi­ne e im­pian­ti (+13,6%) e del­la fab­bri­ca­zio­ne di mac­chi­na­ri (+11,7%). A ti­ra­re è sem­pre l’au­to con un +41,9% sul 2015. Re­sta pe­rò de­bo­le la do­man­da in­ter­na. Nel com­ples­so, co­mun­que, que­sti da­ti raf­for­za­no le chan­ce di ve­de­re una cre­sci­ta del Pil nel cor­so del ter­zo tri­me­stre dell’an­no, che se­con­do l’ana­li­si di Uni­cre­dit do­vreb­be far re­gi­stra­re un +0,1% sul tri­me­stre pre­ce­den­te. Per Pao­lo Ma­me­li, eco­no­mi­sta di In­te­sa San­pao­lo, «il bal­zo di ago­sto è co­mu­ne ad al­tri Pae­si eu­ro­pei, tra cui Ger­ma­nia (+3,3% me­se su me­se) e Fran­cia (+2,1%) e, co­me al­tro­ve, ha ri­guar­da­to i be­ni ca­pi­ta­li, il ma­cro-set­to­re più vo­la­ti­le». Per set­tem­bre, co­me pre­ve­de Con­fin­du­stria, si at­ten­de ora una cor­re­zio­ne. Chi in­ve­ce cor­re è la Ger­ma­nia. L’isti­tu­to fe­de­ra­le di Sta­ti­sti­ca ha cal­co­la­to che il sur­plus com­mer­cia­le è au­men­ta­to a 22,2 mi­liar­di nel me­se di ago­sto. Co­sì le espor­ta­zio­ni han­no rag­giun­to i 102,3 mi­liar­di (+5,4%). Que­sto da­to se­gna un’in­ver­sio­ne di rot­ta ri­spet­to a lu­glio, quan­do si era re­gi­stra­to un ca­lo del 2,6%. Il sur­plus te­de­sco rap­pre­sen­ta l’en­ne­si­mo cam­pa­nel­lo d’al­lar­me per gli al­tri Pae­si eu­ro­pei che scom­met­to­no sul­le espor­ta­zio­ni per ria­ni­ma­re le lo­ro eco­no­mie. Ma Ber­li­no, in­ve­ce di com­pra­re, sem­bra in­ten­zio­na­ta a ven­de­re all’este­ro. Del re­sto, si di­fen­do­no i te­de­schi, an­che le im­por­ta­zio­ni, sem­pre ad ago­sto, so­no an­da­te be­ne: 80,1 mi­liar­di (+3%).

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