In Ger­ma­nia ta­glia­ti i sus­si­di agli stra­nie­ri

Il Gazzetino (Venezia) - - Primo Piano -

te ma an­che di un idea­le con­di­vi­so». Ma a giu­di­ca­re dal cli­ma in au­la le chan­ce per un la­vo­ro co­mu­ne so­no dav­ve­ro po­che. I to­ni si al­za­no so­prat­tut­to du­ran­te la re­pli­ca, quan­do il pre­mier sot­to­li­nea che il di­bat­ti­to è «di­sar­ti­co­la­to», si è par­la­to di tut­to men­tre il te­ma era l'eu­ro­pa. Ma poi ri­spon­de ai gril­li­ni su Ro­ma («si sap­pia che qui c'è un go­ver­no che ha vo­glia di la­vo­ra­re per Ro­ma e per com­bat­te­re tut­ti i fe­no­me­ni di il­le­ga­li­tà»). Ri­spon­de sul­le ban­che («i correntisti so­no sta­ti sal­va­ti tut­ti») e an­che sul­la bro­chu­re mi­ni­ste­ria­le fi­ni­ta al cen­tro del­le po­le­mi­che. «Il fat­to che gli in­ge­gne­ri in Ita­lia co­sti­no me­no che al­tro­ve è un fat­to di com­pe­ti­ti­vi­tà», di­ce. Ma ad ogni ri­spo­sta i to­ni si al­za­no. Lo scon­tro più du­ro è con Bru­net­ta: «Ha det­to che ho par­la­to del nul­la. No, non sta­vo par­lan­do di lei...», gli di­ce Ren­zi. Il ca­po­grup­po di FI gli dà dell'im­bro­glio­ne e la ten­sio­ne sa­le al pun­to che la Bol­dri­ni è co­stret­ta ad in­ter­ve­ni­re più vol­te. La stra­da per ri­tro­va­re «lo spi­ri­to dei pa­dri fon­da­to­ri», au­spi­ca­ta da Ren­zi, sem­bra de­ci­sa­men­te in sa­li­ta. BER­LI­NO – Il go­ver­no te­de­sco ha de­ci­so di met­te­re uno stop al "tu­ri­smo so­cia­le" nell’ue, ov­ve­ro quei cit­ta­di­ni eu­ro­pei che ar­ri­va­no in Ger­ma­nia e be­ne­fi­cia­no dei sus­si­di di di­soc­cu­pa­zio­ne e so­cia­li del­lo Sta­to te­de­sco. Una sen­ten­za del tri­bu­na­le fe­de­ra­le so­cia­le del 2015 sta­bi­li­va il di­rit­to dei cit­ta­di­ni Ue a ri­ce­ve­re aiu­ti eco­no­mi­ci se re­si­den­ti da al­me­no sei me­si. Ades­so, con un di­se­gno di leg­ge del­la mi­ni­stra so­cial­de­mo­cra­ti­ca An­drea Na­hles, ap­pro­va­to ie­ri dal go­ver­no, le co­se cam­bie­ran­no. Per ma­tu­ra­re il di­rit­to ai sus­si­di, i cit­ta­di­ni Ue do­vran­no aspet­ta­re cin­que an­ni, a me­no che non ab­bia­mo già la­vo­ra­to in Ger­ma­nia, sia­no la­vo­ra­to­ri au­to­no­mi o ab­bia­no ac­qui­si­to il di­rit­to al­le pre­sta­zio­ni con un la­vo­ro pre­ce­den­te. La nuo­va leg­ge con­ce­de pe­rò il di­rit­to di go­de­re una tan­tum di sus­si­di-pon­te per ci­bo e al­log­gio per un me­se. Inol­tre è pre­vi­sto un pre­sti­to per pa­gar­si le spe­se del viag­gio di rien­tro in pa­tria. «Chi vi­ve qui, la­vo­ra e pa­ga i con­tri­bu­ti ha an­che un le­git­ti­mo di­rit­to al­le no­stre pre­sta­zio­ni so­cia­li», ha det­to la Na­hles, pre­ci­san­do: «Per chi in­ve­ce non ha mai la­vo­ra­to qui e per il suo man­te­ni­men­to di­pen­de da­gli aiu­ti fi­nan­zia­ri sta­ta­li di ba­se al­lo­ra va­le il prin­ci­pio che le pre­sta­zio­ni per la sus­si­sten­za mi­ni­ma de­vo­no es­se­re ri­chie­ste in pa­tria».

BAT­TA­GLIE­RO Il pre­mier Mat­teo

Ren­zi at­tac­ca «l’imm­bo­li­smo» dell’eu­ro­pa:

«Non ha pro­dot­to qua­si nien­te in tut­ti

que­sti este­nuan­ti ver­ti­ci. Su bi­lan­cio e im­mi­gra­ti

sa­re­mo du­ris­si­mi»

GIAN­NI MION Pre­si­den­te Pop. Vi­cen­za

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