UNA QUE­STIO­NE PER­SO­NA­LE

Il Gazzetino (Venezia) - - Economia Finanza -

Già. Pec­ca­to so­lo che, co­sì fa­cen­do, egli ab­bia bril­lan­te­men­te com­mes­so il rea­to di omis­sio­ne d’at­ti d’uf­fi­cio, un il­le­ci­to al­quan­to gra­ve, e non cer­to per­se­gui­bi­le a que­re­la. In un Pae­se ci­vi­le, de­gno di que­sta qua­li­fi­ca, ci sa­reb­be sta­to da at­ten­der­si che il con­trol­lo­re fos­se sta­to im­me­dia­ta­men­te in­cri­mi­na­to da un di­li­gen­te e ri­spet­to­so pub­bli­co mi­ni­ste­ro, con con­tem­po­ra­nea so­spen­sio­ne del di­pen­den­te da par­te di Tre­ni­ta­lia, dal­le fun­zio­ni e dal­lo sti­pen­dio, si­no a tan­to che la sen­ten­za nei suoi con­fron­ti, se as­so­lu­to­ria, non fos­se di­ve­nu­ta de­fi­ni­ti­va. E in­ve­ce no: va tut­to ben, Ma­da­ma la Mar­che­sa. For­se al ca­po­tre­no ver­rà pro­po­sto un en­co­mio, con ade­gua­te lo­di in no­me dell’ac­co­glien­za di chi fa uso di­sin­vol­to a sba­fo dei ser­vi­zi pub­bli­ci in un Pae­se ove si sa be­ne di ave­re so­lo di­rit­ti, ma non cer­to al­cun do­ve­re. Po­ve­ra Ita­lia, po­ve­ra de­mo­cra­zia, e po­ve­ri cit­ta­di­ni, so­prat­tut­to quan­do, en­tran­do in un’au­la di giu­sti­zia, sia­mo co­stret­ti Nel Pd ed al­tro­ve, la que­stio­ne sul re­fe­ren­dum di­ven­ta sem­pre più di ca­rat­te­re per­so­na­le e mo­ti­vo di sfi­du­cia tra le per­so­ne. Ren­zi per gli av­ver­sa­ri de­ve an­dar­se­ne e a nul­la va­le il suo ten­ta­ti­vo di pro­met­te­re cam­bia­men­ti sul­la leg­ge elet­to­ra­le. An­zi il ri­sul­ta­to è op­po­sto, cioè l'ac­cu­sa di in­coe­ren­za e di in­gan­no. Spie­ga­re le ra­gio­ni del­la ri­for­ma co­sti­tu­zio­na­le, di­fen­de­re una de­ci­sio­ne del Par­la­men­to ri­sul­ta tem­po per­so. An­che per­ché si può vo­ta­re due, tre vol­te a fa­vo­re di un prov­ve­di­men­to e poi ri­man­giar­si il tut­to ap­pe­na pos­si­bi­le. La stes­sa con­di­vi­sio­ne, a suo tem­po, di Ber­lu­sco­ni ed ora la sua av­ver­sio­ne

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