"Ra­gaz­zo del 99", sì al­la pen­sio­ne ma lui è scom­par­so da 43 an­ni

La Cor­te dei Con­ti di Napoli ha ri­co­no­sciu­to il di­rit­to all’as­se­gno Gli ere­di del sol­da­to ri­ce­ve­ran­no un in­den­niz­zo di 30mi­la eu­ro

Il Gazzetino (Venezia) - - Da Prima Pagina - Fio­ret­ti

Il "ra­gaz­zo del’99", il tre­vi­gia­no Gio­van­ni De Mar­tin, ha vin­to la sua guerra: ha di­rit­to al­la pen­sio­ne. Peccato che il ri­co­no­sci­men­to sia ar­ri­va­to 60 an­ni do­po la pre­sen­ta­zio­ne del­la do­man­da 43 an­ni do­po la mor­te. Agli ere­di an­dran­no i 30mi­la eu­ro che spet­ta­va­no al sol­da­to.

Si chia­ma­va Gio­van­ni De Mar­tin, clas­se 1899. Si fe­ce tut­ta la Gran­de Guerra, fu no­mi­na­to Ca­va­lie­re di Vit­to­rio Ve­ne­to. Du­ran­te il se­con­do con­flit­to mon­dia­le fu cat­tu­ra­to e de­por­ta­to in Bel­gio con per col­la­bo­ra­zio­ne con il ne­mi­co (ac­cu­sa da cui fu as­sol­to). Con­tras­se la Tbc, tor­na­to in Ita­lia non riu­scì più a la­vo­ra­re per la ma­lat­tia che se lo por­tò via nel 1973.

Ora a 43 an­ni dal­la sua scom­par­sa e do­po 60 di pro­ce­di­men­ti, ri­cor­si, tra­sfe­ri­men­ti di com­pe­ten­za e ca­vil­li, la Cor­te dei Con­ti di Napoli, ha ri­co­no­sciu­to -agli ere­di de­gli ere­di- il di­rit­to al­la pen­sio­ne di guerra, an­che sen­za po­ter­la go­der­la.

È la vi­cen­da in­cre­di­bi­le di un vit­to­rie­se, ini­zia­ta nel 1956: tut­to il pro­ce­di­men­to da lui stes­so in­ten­ta­to si è con­clu­so po­chi gior­ni fa con una sen­ten­za del­la Cor­te d'ap­pel­lo di Pe­ru­gia con il ri­co­no­sci­men­to del ri­sar­ci­men­to di 30mi­la eu­ro per la lun­ga tra­fi­la giu­di­zia­ria.

I lun­ghi tem­pi del­la giu­sti­zia di cui si par­la sem­pre so­no dav­ve­ro po­ca co­sa di fron­te al ca­so che ha vi­sto coin­vol­to De Mar­tin. Quan­do tor­nò dall’in­ter­na­men­to, an­co­ra con i po­stu­mi del­la ma­lat­tia, cor­re­va l'an­no 1953, pre­sen­tò la do­man­da di pen­sio­ne di guerra, ri­get­ta­ta per­ché ri­te­nu­ta tar­di­va. Pe­rò lui pri­ma era im­pos­si­bi­li­ta­to, in prigione e ma­la­to. Dal 1956 una se­rie di ri­cor­si, pri­ma am­mi­ni­stra­ti­vi e poi giu­di­zia­ri fi­no ad ar­ri­va­re nel 1969 da­van­ti al­la Cor­te dei Con­ti. La cau­sa è du­ra­ta si­no al 2010, quan­do la cor­te dei Con­ti di Napoli, do­po una se­rie di udien­ze av­via­te dal 2007, gli die­de fi­nal­men­te ra­gio­ne, ri­co­no­scen­do­gli il di­rit­to a per­ce­pi­re gli emo­lu­men­ti del­la pen­sio­ne di guerra, dal 1953 al gior­no del­la mor­te. Per in­ci­so, ad og­gi, an­co­ra da cal­co­la­re e ac­cre­di­ta­re agli ere­di.

So­lo che il "ra­gaz­zo del '99" era nel frat­tem­po mor­to, quat­tro an­ni do­po il pri­mo ri­cor­so al­la Cor­te dei Con­ti. An­che per que­sto gli ere­di non han­no la­scia­to cor­re­re. As­si­sti­ti da­gli av­vo­ca­ti Ste­fa­no Tru­bian, Gian­lui­gi Flo­rian e Cri­sti­na Da Sol­ler del Fo­ro di Tre­vi­so, do­po il pro­ces­so pen­sio­ni­sti­co, han­no in­ten­ta­to an­che la cau­sa con­tro il mi­ni­ste­ro per il ri­co­no­sci­men­to dell'in­den­niz­zo de­ri­van­te dal­la ab­nor­me du­ra­ta del giu­di­zio di­nan­zi al­la Cor­te dei Con­ti na­po­le­ta­na. Ini­zia­ta a Ro­ma, le udien­ze, con al­tri sei an­ni, so­no poi pas­sa­te al­la Cor­te d'ap­pel­lo di Pe­ru­gia. Que­sta ha ri­co­no­sciu­to nei gior­ni scor­si che il pro­ces­so è du­ra­to al­me­no 37 an­ni più del ne­ces­sa­rio. Di con­se­guen­za gli ere­di han­no di­rit­to pu­re a un ri­sar­ci­men­to quan­ti­fi­ca­to in 30 mi­la eu­ro, a ca­ri­co del mi­ni­ste­ro dell'eco­no­mia e del­le Fi­nan­ze. Più in­te­res­si e spe­se le­ga­li. In pratica 750 eu­ro per ogni an­no di ri­tar­do.

Com­men­to ama­ro di Fran­ce­sco In­tro­vi­gne, pre­si­den­te del­la se­zio­ne di Vit­to­rio Ve­ne­to dell'as­so­cia­zio­ne Na­zio­na­le Al­pi­ni «Non ave­vo mai sen­ti­to un ca­so si­mi­le - sot­to­li­nea In­tro­vi­gne -. In pas­sa­to, a par­ti­re da­gli an­ni 70, ad esem­pio con l'isti­tu­zio­ne dei Ca­va­lie­ri di Vit­to­rio Ve­ne­to, chi ave­va com­bat­tu­to ave­va tro­va­to un cer­to ri­co­no­sci­men­to. Pur­trop­po in­ve­ce que­sta per­so­na non ha cer­to avu­to un buon trat­ta­men­to da par­te del­lo Sta­to. Pur­trop­po do­po così tan­ti an­ni, non si rende più giu­sti­zia a nes­su­no».

IN TRIN­CEA

Gio­van­ni De Mar­tin com­bat­tè nel­la Gran­de Guerra

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