Più gran­de co­me poe­ta che co­me mu­si­ci­sta

Il Gazzetino (Venezia) - - Cultura Spettacoli - DI NI­CO­LA PIO­VA­NI

Con­fes­so che la lo­gi­ca del­le giu­rie e dei pre­mi spes­so mi sfug­ge. Ma tro­vo comunque inu­ti­le cer­ca­re le spie­ga­zio­ni di un ver­det­to, sor­pren­der­si per l’im­pre­ve­di­bi­le as­se­gna­zio­ne di un pre­mio. Ven­go a sa­pe­re ora che è sta­to as­se­gna­to il No­bel per la let­te­ra­tu­ra a Bob Dy­lan, e so­no con­ten­to che si ri­co­no­sca il va­lo­re poe­ti­co di un can­tau­to­re.

Il va­lo­re di un poe­ta in mu­si­ca. Nel ca­so di Dy­lan, per il mio sem­pli­ce pa­re­re, par­lia­mo di un ar­ti­sta più gran­de co­me poe­ta che co­me mu­si­ci­sta, per cui l’as­se­gna­zio­ne di que­sto No­bel let­te­ra­rio non mi sem­bra in­con­grua. Che poi ci fos­se­ro in con­cor­ren­za scrit­to­ri più me­ri­te­vo­li non sa­prei pro­prio dir­lo, non ho com­pe­ten­za in ma­te­ria. I pre­mi, an­che i gran­di pre­mi in­ter­na­zio­na­li, con­ten­go­no un’im­per­scru­ta­bi­le do­se di ca­sua­li­tà

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