The­re­se Jo­haug po­si­ti­va Choc per la Norvegia

La cam­pio­nes­sa di sci di fon­do non su­pe­ra un test in Ita­lia: «È tut­ta col­pa di una cre­ma so­la­re»

Il Gazzetino (Venezia) - - Sport - Bru­no Ta­vo­sa­nis

A po­co più di un me­se dall'ini­zio del­la nuo­va sta­gio­ne, il mondo del­lo sci di fon­do vie­ne scon­vol­to dal­la no­ti­zia del­la po­si­ti­vi­tà di The­re­se Jo­haug, vin­ci­tri­ce dell'ultima Cop­pa del Mondo (ma si im­po­se an­che nel 2014), di set­te ti­to­li mon­dia­li, di un oro, un ar­gen­to e un bronzo alle Olim­pia­di. La ven­tot­ten­ne nor­ve­ge­se, una del­le atle­te sim­bo­lo del­la di­sci­pli­na an­che per la sua av­ve­nen­za, è ri­sul­ta­ta po­si­ti­va ad uno ste­roi­de ana­bo­liz­zan­te, il clo­ste­bol, in oc­ca­sio­ne di un con­trol­lo an­ti­do­ping ef­fet­tua­to lo scor­so 16 set­tem­bre.

Ma co­sa è ac­ca­du­to? In oc­ca­sio­ne di una fa­se del­la preparazione pre­sta­gio­na­le, svol­ta­si a Li­vi­gno, la Jo­haug ha uti­liz­za­to una cre­ma con­tro le scot­ta­tu­re alle lab­bra (il Tro­fo­der­min) for­ni­ta­gli dal me­di­co del­la squa­dra na­zio­na­le Fre­drik Ben­dik­sen, igna­ro del fat­to che con­te­nes­se una so­stan­za vie­ta­ta dal­la Wa­da, l'agen­zia mon­dia­le an­ti­do­ping.

Il me­di­co, che ave­va ac­qui­sta­to il pro­dot­to in una far­ma­cia del­la lo­ca­li­tà lom­bar­da, si è as­sun­to tut­te le re­spon­sa­bi­li­tà dell'ac­ca­du­to: «So­no estre­ma­men­te tri­ste per la si­tua­zio­ne in cui ho mes­so The­re­se, ra­gaz­za pre­ci­sa e me­ti­co­lo­sa in ogni cir­co­stan­za», ha af­fer­ma­to Ben­dik­sen, che ha ras­se­gna­to le di­mis­sio­ni dall'in­ca­ri­co. Si trat­te­reb­be quin­di di una leg­ge­rez­za e non di do­lo. Ap­pa­re comunque in­spie­ga­bi­le che il me­di­co del­la squa­dra più for­te del mondo non co­no­sca tut­ti i far­ma­ci proi­bi­ti. Nel ca­so del Tro­fo­der­min, è suf­fi­cien­te di­gi­ta­re il no­me su qual­sia­si mo­to­re del ri­cer­ca per as­so­ciar­lo al clo­ste­bol.

«So­no com­ple­ta­men­te a pez­zi, sto vi­ven­do un in­cu­bo, que­sta è la peg­gio­re settimana del­la mia vita - ha det­to la Jo­haug in una con­fe­ren­za stam­pa nel­la qua­le è ap­par­sa vi­si­bil­men­te pro­va­ta, con le pa­ro­le in­ter­rot­te dai sin­ghioz­zi e il vi­so ri­ga­to dal­le la­cri­me - Di cer­to non ho nes­su­na col­pa. Ave­vo chie­sto se la cre­ma con­te­nes­se so­stan­za proi­bi­te ed ero sta­ta ras­si­cu­ra­ta. Mi so­no fi­da­ta com­ple­ta­men­te - ha ag­giun­to -, per­chè il dot­tor Ben­dik­sen ha 30 an­ni di espe­rien­za nel set­to­re e non ave­vo al­cun mo­ti­vo per du­bi­ta­re del­le sue pa­ro­le». Ora l'obiet­ti­vo del­la fe­de­ra­zio­ne scan­di­na­va è di­mo­stra­re la buo­na fede dell'atle­ta per evi­ta­re una squa­li­fi­ca che pos­sa com­pro­met­te­re l'in­te­ra sta­gio­ne, Mon­dia­li di La­h­ti del prossimo febbraio com­pre­si. Ma qual­cu­no ve­de a ri­schio an­che le Olim­pia­di 2018.

In ogni ca­so è un al­tro du­ro col­po per la Norvegia do­po la squa­li­fi­ca per due me­si di Mar­tin John­srud Sund­by, vin­ci­to­re del­le ul­ti­me tre edi­zio­ni del­la Cop­pa del Mondo, per l'ec­ces­si­vo uso di Ven­to­lin, me­di­ci­na­le con­te­nen­te il sal­bu­ta­mo­lo ed uti­liz­za­to con­tro l'asma. Ol­tre al­la so­spen­sio­ne, Sund­by si è vi­sto can­cel­la­re il suc­ces­so nel­la Cdm 2014-2015 e del Tour de Ski di­spu­ta­to nel­la stes­sa sta­gio­ne.

DI­SPE­RA­TA The­re­se Jo­haug ie­ri in con­fe­ren­za stam­pa

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