La Ca­sa del par­mi­gia­no com­pie 80 an­ni E Ma­sca­ri ne fa 70: due ve­te­ra­ni a Rial­to

Il Gazzetino (Venezia) - - Venezia - Tul­lio Car­do­na

Nell'area di Rial­to esi­sto­no e an­co­ra re­si­sto­no due pun­ti di ri­fe­ri­men­to del com­mer­cio ali­men­ta­re ve­ne­zia­no. So­no la Ca­sa del Par­mi­gia­no del­la fa­mi­glia Alia­ni, in cam­po Bel­la Vien­na, e la dro­ghe­ria Ma­sca­ri, in cal­le de­gli Spe­zie­ri. Re­cen­te­men­te, il pri­mo ha com­piu­to 80 an­ni di at­ti­vi­tà ed il se­con­do 70, in­di­ca­ti da Ascom co­me esem­pio di com­mer­cio di qua­li­tà che aiu­ta Ve­ne­zia ad of­fri­re an­co­ra una gam­ma di pro­dot­ti buo­ni e ge­nui­ni, ba­dan­do an­che all'ac­co­glien­za. Due bot­te­ghe sto­ri­che, che han­no re­si­sti­to all'av­ven­to dei su­per­mer­ca­ti e al­la di­mi­nu­zio­ne dell'of­fer­ta in cit­tà per­ché han­no sem­pre pun­ta­to sul re­qui­si­to del­la qua­li­tà. La sto­ria del­la Ca­sa del Par­mi­gia­no ini­zia nel 1936 gra­zie ai non­ni Al­bi­no e Ro­mil­da Alia­ni; ora si è ar­ri­va­ti ter­za ge­ne­ra­zio­ne, con Fi­lip­po Alia­ni, coa­diu­va­to da pa­pà Giu­lia­no e mam­ma Bru­na. Di­ce pro­prio Fi­lip­po: «Mi so­no lau­rea­to e ho fat­to un ma­ster all'este­ro ma è qui che vo­le­vo tornare. Mi pia­ce il con­tat­to con i clien­ti e ve­de­re la lo­ro sod­di­sfa­zio­ne è la spin­ta giu­sta per con­ti­nua­re e mi­glio­rar­si sem­pre. Quan­do ero pic­co­lo, il sa­ba­to po­me­rig­gio mi se­de­vo die­tro al ban­co e fa­ce­vo fin­ta di ado­pe­ra­re la cas­sa; mi pia­ce­va sta­re in ne­go­zio. Ora ho due fi­gli pic­co­li, sa­reb­be bello con­ti­nuas­se­ro an­che lo­ro l'at­ti­vi­tà di fa­mi­glia». «Al gior­no d'og­gi ave­re una pro­spet­ti­va di 70 an­ni è im­pen­sa­bi­le - af­fer­ma Gi­no Ma­sca­ri Bi­so­gna ave­re la for­tu­na di ave­re fi­gli che con­ti­nua­no la tra­di­zio­ne, co­me ac­ca­du­to a me e a mio fra­tel­lo Ga­brie­le. Que­sta è la sto­ria crea­ta da un ma­ri­to, Lu­cia­no, e dal­la mo­glie So­nia, che dal 1946 ci han­no mes­so ani­ma e cor­po nel la­vo­ro, quan­do non esi­ste­va­no do­me­ni­che o fe­sti­vi­tà. Cre­dia­mo che l'aver svi­lup­pa­to un buon rap­por­to tra qua­li­tà e prez­zo ne­gli an­ni sia sta­to ri­co­no­sciu­to ed ap­prez­za­to dai no­stri clien­ti, che rin­gra­zia­mo per aver­ci fat­to ar­ri­va­re fi­no a qui».

In una cit­tà che cam­bia, al­cu­ne vol­te in me­glio, mol­te in peg­gio, per for­tu­na re­sta­no due pun­ti di ri­fe­ri­men­to costante, che dal se­co­lo scor­so guar­da­no al fu­tu­ro.

Il ser­vi­zio ana­gra­fe al­la Giu­dec­ca è ge­sti­to da un’uni­ca di­pen­den­te pre­ca­ria, il cui con­trat­to sca­de a fi­ne an­no

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