EU­RO­PA E MO­SCA

Il Gazzetino (Venezia) - - Borsa Mercati -

L’ar­re­tra­tez­za dell’eser­ci­to rus­so è ap­par­sa, in tut­ta la sua evi­den­za, du­ran­te la guer­ra del 2008 con­tro la Geor­gia. Una vol­ta pie­ga­to que­sto pic­co­lo ne­mi­co, la Rus­sia ha av­via­to un am­pio pro­ces­so di mo­der­niz­za­zio­ne del set­to­re mi­li­ta­re, che co­ste­rà cir­ca 700 mi­liar­di di dol­la­ri en­tro il 2020. Il fi­ne è quel­lo di tra­sfor­ma­re l’eser­ci­to rus­so, da una for­za di mas­sa, con­ce­pi­ta per af­fron­ta­re scon­tri glo­ba­li, in una for­za leg­ge­ra e di­na­mi­ca, per ri­sol­ve­re con­flit­ti lo­ca­li e re­gio­na­li. Un esem­pio di suc­ces­so è rap­pre­sen­ta­to dal­le ra­pi­de ope­ra­zio­ni mi­li­ta­ri con cui le trup­pe di Pu­tin han­no oc­cu­pa­to la Cri­mea nel mar­zo 2014. Il progetto di mo­der­niz­za­zio­ne dell’eser­ci­to rus­so non è sta­to con­ce­pi­to per in­tra­pren­de­re una guer­ra am­pia, e di lun­ga du­ra­ta, con i pae­si oc­ci­den­ta­li.

La se­con­da ra­gio­ne è le­ga­ta all’in­fe­rio­ri­tà sul pia­no del­le al­lean­ze. La Rus­sia non di­spo­ne di al­lea­ti pa­ra­go­na­bi­li, per po­ten­za eco­no­mi­ca, pe­so stra­te­gi­co e ca­pa­ci­tà mi­li­ta­ri, agli al­lea­ti de­gli Sta­ti Uni­ti. Quan­do si cor­re al­le ar­mi, una del­le dif­fe­ren­ze prin­ci­pa­li tra Usa e Rus­sia è che gli ame­ri­ca­ni pos­so­no con­ta­re sul so­ste­gno dei pae­si più ric­chi e po­ten­ti del mon­do. Il li­vel­lo di pro­fon­di­tà del­le re­la­zio­ni tra Rus­sia, Iran e Ci­na non è pa­ra­go­na­bi­le, nem­me­no lon­ta­na­men­te, al­la pro­fon­di­tà del­le re­la­zio­ni tra Sta­ti Uni­ti, Israe­le, In­ghil­ter­ra, Fran­cia e Ger­ma­nia. Il 16 ago­sto 2016, il mi­ni­stro del­la di­fe­sa rus­so an­nun­ciò che i suoi ae­rei ave­va­no ini­zia­to a de­col­la­re da una ba­se ira­nia­na per col­pi­re le po­sta­zio­ni dell’isis in Si­ria. L’iran, che ave­va chie­sto al­la Rus­sia di man­te­ne­re se­gre­ta la no­ti­zia, s’in­fu­riò e chiu­se im­me­dia­ta­men­te le sue ba­si agli ae­rei di Pu­tin.

La ter­za ra­gio­ne è for­se la più im­por­tan­te di tut­te. Se la Rus­sia av­vias­se una guer­ra su lar­ga sca­la con­tro l’oc­ci­den­te, ca­dreb­be nel­la trap­po­la del­la Ca­sa Bian­ca. Co­me di­mo­stra l’evo­lu­zio­ne mi­li­ta­re del­la guer­ra in Si­ria, gli Sta­ti Uni­ti san­no di non po­ter ab­bat­te­re Pu­tin, uc­ci­den­do di­ret­ta­men­te i suoi sol­da­ti e ab­bat­ten­do i suoi ae­rei. Tut­ta­via, se un ne­mi­co non può es­se­re ab­bat­tu­to dall’ester­no, può es­se­re ab­bat­tu­to dall’in­ter­no. La Rus­sia at­tra­ver­sa una cri­si eco­no­mi­ca im­po­nen­te, che ha spin­to il suo go­ver­no a ta­glia­re la spe­sa so­cia­le. An­che in que­sto ca­so, la dif­fe­ren­za

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