Lu­ca Clau­dio: «Non esi­sto più»

La let­te­ra dal­la cel­la do­ve è rin­chiu­so da giu­gno: «So­no bloc­ca­to, il vuo­to è in me»

Il Gazzetino (Venezia) - - Attualità - Ales­san­dro Man­to­va­ni

«Il Lu­ca che ri­cor­da­te non c'è più. Ce ne sa­rà un al­tro che non so co­me sa­rà ma quel­lo del 23 giu­gno non ci sa­rà più». So­no le pri­me pa­ro­le dell'ex sin­da­co di Montegrotto pri­ma e Aba­no poi, Lu­ca Clau­dio, dal suo ar­re­sto il 23 giu­gno scor­so. So­lo quat­tro gior­ni do­po la rie­le­zio­ne, per in­du­zio­ne in­de­bi­ta e al­tri rea­ti nell'in­da­gi­ne sul­la co­sid­det­ta Tangentopoli del­le Ter­me che ha por­ta­to in car­ce­re po­li­ti­ci, im­pren­di­to­ri e fun­zio­na­ri co­mu­na­li e ve­de in­da­ga­te 24 per­so­ne.

Le pa­ro­le con­clu­do­no una let­te­ra che l'ex sin­da­co ha scrit­to lo scor­so set­tem­bre ed ha fat­to ar­ri­va­re dal car­ce­re Due Pa­laz­zi di Pa­do­va, do­ve si tro­va an­co­ra re­clu­so in at­te­sa del pro­nun­cia­men­to del tri­bu­na­le del rie­sa­me al­la ri­chie­sta di con­ces­sio­ne de­gli ar­re­sti do­mi­ci­lia­ri for­ma­liz­za­ta dai suoi le­ga­li, ai più stret­ti fa­mi­lia­ri: la mo­glie Ste­fa­nia e il fra­tel­lo Mar­co. L'in­ten­zio­ne dell'ex sin­da­co, fat­ta di­ven­ta­re co­sa fat­ta, è che fos­se dif­fu­sa agli ami­ci più stret­ti e ai so­ste­ni­to­ri che an­co­ra cre­do­no in lui.

«Ciao tut­ti/e. Let­te­ra per tut­ti/e. Mar­co, Ste­fi, fa­te un po’ di co­pie. Gra­zie. Fa­te voi», scri­ve in­fat­ti l'ex sin­da­co ac­cu­sa­to da­gli in­qui­ren­ti di aver or­che­stra­to un si­ste­ma tan­gen­ti­zio ope­ra­ti­vo fin dal 2008. «So­no bloc­ca­to. Se non vi ri­spon­do al­le let­te­re non è per cat­ti­ve­ria, non è per vo­lon­tà e non c'è nes­sun par­ti­co­la­re mo­ti­vo se non un bloc­co to­ta­le. Non rie­sco. Non ho da da­re nul­la, non più. Non rie­sco a di­re nul­la, e non ho nul­la da rac­con­ta­re. Vuo­to. So­no vuo­to. Stop», re­ci­ta il pri­mo ca­po­ver­so dif­fu­so nel­le chat Wha­tsapp. Una let­te­ra tut­ta scrit­ta in stam­pa­tel­lo. Un suo ami­co ha spie­ga­to che l'ex sin­da­co lo usa quan­do vuo­le far ca­pi­re i suoi scrit­ti da tut­ti. Per le sue no­te Clau­dio usa il cor­si­vo. «Co­sa po­trei dir­vi d'al­tron­de da qui? - con­ti­nua la let­te­ra So che non riu­sci­te a ca­pi­re fi­no in fon­do co­sa sia que­sto non luo­go. È un non luo­go! Non esi­sto più, so­no sta­to can­cel­la­to e non ho nep­pu­re io più la vo­glia di fa­re. Fa­re. Fa­re co­sa? Per chi? Ci ri­ve­dre­mo, for­se. Og­gi no, og­gi non si può nem­me­no vo­len­do. Non so­no riu­sci­to a tra­smet­te­re nul­la di ciò che ero e di ciò che pen­sa­vo. Nul­la. Se non ci so­no riu­sci­to pri­ma, tro­vo ri­di­co­lo pen­sa­re di far­lo ora da qui», re­ci­ta un ca­po­ver­so da cui tra­spa­re una pro­fon­da ama­rez­za.

«Non vo­glio scri­ver­vi bu­gie. Non vo­glio scri­ve­re per­chè co­sì vi pa­re che va­da tut­to be­ne. Ma non va be­ne un cà e do­ma­ni non an­drà me­glio. An­drà me­glio so­lo quan­do an­drà ve­ra­men­te me­glio - con­ti­nua più espli­ci­to l'ex sin­da­co - ma so­no io il pro­ble­ma. Non voi. Gra­zie per chi mi scri­ve, per chi mi pen­sa, per chi c'è. Gra­zie, il vuo­to è in me. Scu­sa­te­mi se non vi ri­spon­do a vol­te vor­rei vor­rei ma non pos­so.. vor­rei ma non rie­sco.. Vor­rei ma non vo­glio, scu­sa­te­mi ba­sta». Do­po la fir­ma, sem­pli­ce­men­te «Lu­ca», un po­st scrip­tum: «Mor­to un Pa­pa la vi­ta è que­sta e il Pa­pa muo­re da so­lo».

«Sa­rò un al­tro non più lo stes­so»

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