TRE­VI­SO

Og­gi da Be­net­ton per il va­ro di una nuo­va li­nea di pro­du­zio­ne

Il Gazzetino (Venezia) - - Primo Piano -

Il mi­ni­stro per lo Svi­lup­po, Car­lo Ca­len­da com­men­ta la Leg­ge di Bi­lan­cio che con­tie­ne il suo pro­get­to di "In­du­stria 4.0" per so­ste­ne­re l’innovazione nel si­ste­ma pro­dut­ti­vo ri­por­tan­do al cen­tro l’im­pre­sa nel­la ri­du­zio­ne dell’ires al 24% e nell’in­tro­du­zio­ne dell’iri, sem­pre al 24%, per le par­ti­te Iva». È for­se la pri­ma ma­no­vra che pun­ta su­gli in­cen­ti­vi al­le im­pre­se (15,5 mi­liar­di). Nuo­va rot­ta? «Per la ve­ri­tà al net­to dell’ires il pia­no fis­sa 13 mi­liar­di per gli in­ve­sti­men­ti fat­ti nel 2017 e 20,4 per quel­li fat­ti nel trien­nio con­si­de­ra­to nel­la leg­ge di bi­lan­cio. Il cam­bio di rot­ta, che di­ven­ta ra­di­ca­le con que­sta leg­ge di bi­lan­cio, se­gue la tra­iet­to­ria trac­cia­ta fin dall’ini­zio da que­sto go­ver­no, che fin dal suo in­se­dia­men­to ha mes­so al cen­tro la ri­du­zio­ne del­le tas­se per le im­pre­se: pri­ma col ta­glio dell’irap, poi con l’abo­li­zio­ne dell’imu su­gli im­bul­lo­na­ti, e ora con In­du­stria 4.0. Ma il cam­bio di rot­ta si so­stan­zia an­che nell’ab­ban­do­no de­gli in­cen­ti­vi “a ban­do”, che pre­sup­pon­go­no una se­le­zio­ne da par­te dell’am­mi­ni­stra­zio­ne dei pro­get­ti da in­cen­ti­va­re, a un mec­ca­ni­smo di in­cen­ti­va­zio­ne au­to­ma­ti­ca: non vo­glia­mo in­di­riz­za­re gli in­ve­sti­men­ti del­le im­pre­se, ma sup­por­ta­re chi in­ve­ste». Ma re­sta una ma­no­vra ca­rat­te­riz­za­ta dall’uti­liz­zo del de­fi­cit. Non sa­rà one­ro­sa ne­gli an­ni? «Nel 2017 il de­fi­cit sa­rà al 2,3%: il li­vel­lo più bas­so da pri­ma del­la cri­si. Mi sem­bra in­ge­ne­ro­so ac­cu­sa­re il go­ver­no di in­dul­ge­re nel de­fi­cit spen­ding. Piut­to­sto, quel­lo che il go­ver­no fa è sfrut­ta­re gli spa­zi di fles­si­bi­li­tà che tro­va­no co­per­tu­ra nell’am­bi­to dei Trat­ta­ti Eu­ro­pei. Un pri­mo ri­sul­ta­to del­lo sfor­zo è la so­stan­zia­le sta­bi­liz­za­zio­ne del rap­por­to de­bi­to/pil; e i pri­mi se­gna­li di in­ver­sio­ne di ten­den­za nel­la cre­sci­ta e nell’oc­cu­pa­zio­ne. Cer­to, c’è an­co­ra mol­to da fa­re e la si­tua­zio­ne ri­ma­ne dif­fi­ci­le per fa­mi­glie e im­pre­se. Ne sia­mo con­sa­pe­vo­li, qua­lun­que trion­fa­li­smo è fuo­ri luo­go». In Ve­ne­to si sen­te la ne­ces­si­tà dell’ac­com­pa­gna­men­to del­le im­pre­se all’este­ro. E si chie­de la pro­fon­da ri­for­ma dell’ice. «Ac­com­pa­gna­re le im­pre­se all’este­ro è una del­le di­ret­tri­ci chia­ve del­la no­stra azio­ne. Lo straor­di­na­rio ri­sul­ta­to del no­stro ex­port l’an­no scor­so è an­che fi­glio del­la de­ter­mi­na­zio­ne con cui ab­bia­mo sup­por­ta­to l’in­ter­na­zio­na­liz­za­zio­ne. Quan­do ar­ri­vai al mi­ni­ste­ro i fon­di per l’in­ter­na­zio­na­liz­za­zio­ne era­no me­no di 25 mi­lio­ni. Nel 2017 sa­ran­no qua­si 200. Ab­bia­mo scel­to di pun­ta­re, ne­gli ul­ti­mi an­ni, con de­ci­sio­ne su Usa e Ca­na­da con ot­ti­mi ri­sul­ta­ti, ades­so oc­cor­re ac­ce­le­ra­re su Ci­na e Asean. Il nuo­vo ma­na­ge­ment dell’ice sta met­ten­do a pun­to un pia­no for­te in que­sto sen­so. Per quan­to ri­guar­da l’ex­port, al di là dell’ot­ti­mo ri­sul­ta­to di ago­sto sap­pia­mo che la si­tua­zio­ne si fa dif­fi­ci­le».

SVI­LUP­PO

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