Ca­len­da: «Co­sì ri­par­te il si­ste­ma in­du­stria­le»

«Au­to­no­mia ve­ne­ta? Ora ser­ve una spin­ta na­zio­na­le»

Il Gazzetino (Venezia) - - Primo Piano -

Mi­ni­stro Ca­len­da, uno stu­dio del­la Fon­da­zio­ne Nor­de­st ri­le­va che gli in­du­stria­li re­gio­na­li vor­reb­be­ro un Ve­ne­to pìù au­to­no­mo. Un in­di­ce di po­ca fiducia nei con­fron­ti del go­ver­no? «Lo leg­go co­me un ap­prez­za­men­to per le am­mi­ni­stra­zio­ni lo­ca­li che han­no evi­den­te­men­te sa­pu­to sfrut­ta­re be­ne gli spa­zi di au­to­no­mia esi­sten­ti e che si so­no di­stin­te per la qua­li­tà dei pro­pri ser­vi­zi pub­bli­ci. Cre­do quin­di che la ri­chie­sta di mag­gio­re au­to­no­mia ri­flet­ta più que­sto, che non l’at­teg­gia­men­to ver­so il go­ver­no. Pe­rò bi­so­gna sta­re at­ten­ti: stia­mo en­tran­do in una fa­se sto­ri­ca più du­ra e dif­fi­ci­le do­ve la ca­pa­ci­tà di ri­spon­de­re in mo­do ef­fi­cien­te co­me na­zio­ne di­ven­ta es­sen­zia­le. Ci so­no in­te­res­si stra­te­gi­ci che si pos­so­no tu­te­la­re so­lo in una di­men­sio­ne pae­se quan­do non eu­ro­pea. È im­por­tan­te che sia chia­ra la di­vi­sio­ne dei ruo­li sui di­ver­si pia­ni e che i pro­ces­si de­ci­sio­na­li non si ac­ca­val­li­no ren­den­do l’azio­ne pub­bli­ca inef­fi­ca­ce. Per que­sto è im­por­tan­te la ri­for­ma isti­tu­zio­na­le». Ren­zi di­ce: le im­pre­se non han­no più ali­bi. Ma con il pa­ra­me­tro del "ra­ting" le im­pre­se ri­schia­no di non po­te­re ac­ce­de­re ai fi­nan­zia­men­ti? «Il mec­ca­ni­smo del ra­ting è, in sé, uno stru­men­to sa­no e ne­ces­sa­rio: i fi­nan­zia­men­ti non pos­so­no non es­se­re ero­ga­ti sul­la ba­se del­le ca­rat­te­ri­sti­che di un’im­pre­sa e, in par­ti­co­la­re, del­la sua ca­pa­ci­tà di ri­pa­ga­re i de­bi­ti. Ciò non si­gni­fi­ca che non vi sia­no an­co­ra dif­fi­col­tà nell’ac­ces­so al cre­di­to, spe­cial­men­te per le Pmi. È qui che si in­ne­sta­no mol­te del­le no­stre po­li­ti­che. Con la nuo­va leg­ge di Bi­lan­cio, ab­bia­mo ri­fi­nan­zia­to il Fon­do di Ga­ran­zia per le Pmi con la ci­fra re­cord di un mi­liar­do, ve­nen­do in­con­tro al­le ri­chie­ste ar­ri­va­te pro­prio dal mon­do del­le im­pre­se e dal­le lo­ro or­ga­niz­za­zio­ni. Il Fon­do è sta­to an­che og­get­to di una pro­fon­da ri­for­ma, fi­na­liz­za­ta a fo­ca­liz­za­re le no­stre ga­ran­zie su quel­le im­pre­se che, al­tri­men­ti, avreb­be­ro dif­fi­col­tà a ot­te­ne­re i fi­nan­zia­men­ti, e con­cen­tran­do le ri­sor­se di­spo­ni­bi­li su­gli in­ve­sti­men­ti».

Lei og­gi è da Be­net­ton per l’av­vio di un nuo­vo pro­ces­so di pro­du­zio­ne di stam­po "In­du­stria 4.0", il pia­no pre­pa­ra­to da lei. Quin­di c’é qual­cu­no che pro­ce­de su que­sta stra­da. «Il Pia­no In­du­stria 4.0 vuo­le ac­com­pa­gna­re una ri­vo­lu­zio­ne, ma que­sta ri­vo­lu­zio­ne pro­dut­ti­va non l’ab­bia­mo in­ven­ta­ta noi: la di­gi­ta­liz­za­zio­ne è un fe­no­me­no in at­to nell’eco­no­mia glo­ba­le e an­che nel no­stro Pae­se. Le tan­te ec­cel­len­ze di cui an­che il Ve­ne­to è pie­no so­no im­pre­se che, cia­scu­na per la sua stra­da, han­no scel­to di in­ve­sti­re in co­no­scen­za, e che nel far­lo han­no ri­vo­lu­zio­na­to i pro­ces­si pro­dut­ti­vi e han­no scom­mes­so sull’innovazione e sull’in­ter­na­zio­na­liz­za­zio­ne. Que­ste im­pre­se me­ri­ta­no tut­to il no­stro sup­por­to, e le al­tre de­vo­no es­se­re aiu­ta­te a se­gui­re la me­de­si­ma stra­da, per­ché è su que­sto ter­re­no che si gio­ca la com­pe­ti­ti­vi­tà dell’in­te­ro Pae­se, e con es­sa la no­stra ca­pa­ci­tà di crea­re red­di­to e oc­cu­pa­zio­ne di qua­li­tà».

Co­sa pre­ve­de "In­du­stria 4.0"? «Il pia­no è un pac­chet­to or­ga­ni­co ma com­ples­so, fi­na­liz­za­to a so­ste­ne­re le im­pre­se nel lo­ro per­cor­so di mo­der­niz­za­zio­ne e cre­sci­ta. Le prin­ci­pa­li mi­su­re so­no fi­na­liz­za­te pro­muo­ve­re gli in­ve­sti­men­ti: la pro­ro­ga del su­pe­ram­mor­ta­men­to al 140% per i be­ni stru­men­ta­li e l’in­tro­du­zio­ne dell’ipe­ram­mor­ta­men­to al 250% per gli in­ve­sti­men­ti in be­ni 4.0, co­sì co­me il ri­fi­nan­zia­men­to del­la Nuo­va Sa­ba­ti­ni e del Fon­do di ga­ran­zia per le Pmi. Una mi­su­ra che mi sta a cuo­re è il for­te po­ten­zia­men­to del cre­di­to d’im­po­sta per le at­ti­vi­tà di ri­cer­ca e svi­lup­po, che sa­le al 50% e che cre­sce da 5 a 20 mi­lio­ni per con­tri­buen­te. La cor­ni­ce in cui que­ste mi­su­re si in­se­ri­sco­no è quel­la di un for­te im­pul­so al­le im­pre­se, che tro­va la sua “chiu­su­ra”

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