Au­to­no­mia, non ba­sta la ri­for­ma Ren­zi sì al re­fe­ren­dum ve­ne­to

Il Gazzettino (Pordenone) - - Lettere & Opinion - DI DA­VI­DE ZOG­GIA*

IL DI­BAT­TI­TO

Ci sa­rà del tem­po per ri­flet­te­re sul re­fe­ren­dum co­sti­tu­zio­na­le di ot­to­bre, che do­vrà da­re un giu­di­zio, da par­te de­gli elet­to­ri ita­lia­ni, sul­la ri­for­ma co­sti­tu­zio­na­le ap­pro­va­ta dal­le Ca­me­re qual­che set­ti­ma­na fa. Per­so­nal­men­te pen­so si pos­sa da­re un re­spon­so po­si­ti­vo sul su­pe­ra­men­to del bi­ca­me­ra­li­smo per­fet­to, men­tre re­sta­no mol­te in­co­gni­te su al­tri aspet­ti. Io cre­do sia giun­to ora il mo­men­to di ca­pi­re e com­pren­de­re se la ri­for­ma po­trà ave­re ri­ca­du­te po­si­ti­ve an­che sul no­stro ter­ri­to­rio, il Ve­ne­to. In­tan­to non pos­sia­mo non no­ta­re, pur­trop­po, co­me que­sta ri­for­ma con­ten­ga in se una for­te spin­ta ac­cen­tra­tri­ce ver­so Ro­ma e co­me mo­di­fi­chi ra­di­cal­men­te il la­vo­ro e l'im­po­sta­zio­ne che sia i par­ti­ti di de­stra co­me quel­li di si­ni­stra ave­va­no fin qui ela­bo­ra­to. So­no in­fat­ti ben ven­tu­no le ma­te­rie che lo Sta­to sot­trae all'al­veo re­gio­na­le e que­sto è de­ci­sa­men­te un te­ma che non può la­scia­re in­sen­si­bi­le il no­stro ter­ri­to­rio. Quin­di si de­ve co­min­cia­re, se­con­do me, da que­sta con­si­de­ra­zio­ne per va­lu­ta­re e de­ci­de­re qua­le at­teg­gia­men­to il mio partito de­ve ave­re nei con­fron­ti del re­fe­ren­dum vo­lu­to dal­la Re­gio­ne.

La co­lon­na por­tan­te del­la ri­for­ma co­sti­tu­zio­na­le è il nuo­vo ti­to­lo V del­la par­te II del­la co­sti­tu­zio­ne, al­me­no per quan­to ri­guar­da il ri­par­to del­le com­pe­ten­ze le­gi­sla­ti­ve tra Sta­to e Re­gio­ni.

Da que­sto pun­to di vi­sta, l'art. 117, che di­sci­pli­na ta­le ri­par­to, è sta­to og­get­to di una ri­scrit­tu­ra com­ples­si­va, ispi­ra­ta nel suo com­ples­so, co­me di­ce­vo, da un chia­ro di­se­gno ri­cen­tra­liz­za­to­re. Io pen­so che que­sto pun­to ri­schi di met­te­re in se­ria dif­fi­col­tà il re­fe­ren­dum co­sti­tu­zio­na­le se, il Pd ve­ne­to e na­zio­na­le, non di­mo­stre­rà di co­glie­re la ne­ces­si­tà che que­sta re­gio­ne con­ti­nui ad eser­ci­ta­re pie­na­men­te le fun­zio­ni che le spet­ta­no e che in que­sti an­ni ha di­mo­stra­to di sa­per svol­ge­re ( a pre­scin­de­re dal­le mag­gio­ran­ze che l'han­no go­ver­na­ta).

Per que­ste ra­gio­ni non so­no d'ac­cor­do con chi, nel mio partito, so­stie­ne che la ri­for­ma co­sti­tu­zio­na­le da so­la ri­sol­ve­rà e da­rà le ri­spo­ste che i ve­ne­ti si at­ten­do­no. Pen­so che so­lo il com­bi­na­to di­spo­sto dei due re­fe­ren­dum pos­sa da­re le ri­spo­ste at­te­se. Ol­tre­tut­to as­si­stia­mo, for­se per la pri­ma vol­ta, ad una im­po­sta­zio­ne cor­ret­ta vo­lu­ta dal­la mag­gio­ran­za che go­ver­na la re­gio­ne. Cioè la ri­chie­sta di ne­go­zia­zio­ne con il go­ver­no e il que­si­to pro­po­sto ri­man­go­no all'in­ter­no dei cor­ret­ti stru­men­ti le­gi­sla­ti­vi e co­sti­tu­zio­na­li. Quin­di nes­su­na de­ma­go­gia e nes­sun ten­ta­ti­vo di con­fon­de­re le ac­que.

E pen­so che sia sta­to sag­gio da par­te di al­cu­ni espo­nen­ti di go­ver­no da­re il via al ne­go­zia­to ai sen­si dell'art. 1 del­la Leg­ge re­gio­na­le 19 giu­gno 2014 e non chiu­de­re le por­te ad una con­sul­ta­zio­ne con i ve­ne­ti che noi do­vrem­mo ri­ven­di­ca­re per­ché il no­stro partito ha sem­pre la­vo­ra­to per una se­ria au­to­no­mia, non di fac­cia­ta, non po­pu­li­sta. E il re­qui­si­to pro­po­sto dal­la Re­gio­ne sta in que­sto sol­co. In­fat­ti re­ci­ta: Vuoi che al­la Re­gio­ne del Ve­ne­to sia­no at­tri­bui­te ul­te­rio­ri for­me e con­di­zio­ni par­ti­co­la­ri di au­to­no­mia ? E fa be­ne Bres­sa a chie­de­re di non con­fon­de­re il re­fe­ren­dum pro­po­sto dal­la Re­gio­ne con l'au­to­no­mia di Tren­to e Bol­za­no. Pe­rò vor­rei di­re con al­tret­tan­ta chia­rez­za che or­mai que­sta si­tua­zio­ne sta di­ven­tan­do gior­no do­po gior­no sem­pre più in­so­ste­ni­bi­le. E non è più pos­si­bi­le ave­re dif­fe­ren­ze fi­sca­li, tra re­gio­ni con­fi­nan­ti, co­sì abis­sa­li. Uno Sta­to mo­der­no ed ef­fi­ca­ce si ve­de an­che da que­sto: dal­la ca­pa­ci­tà di ri­dur­re i gap, le dif­fe­ren­ze, i pri­vi­le­gi che tan­to fan­no ar­rab­bia­re i cit­ta­di­ni e dan­neg­gia­no le im­pre­se (quin­di il si­ste­ma Pae­se). Il Pd de­ve di­mo­stra­re ma­tu­ri­tà e far com­pren­de­re che qui in Ve­ne­to si viag­gia ad un'al­tra ve­lo­ci­tà. Il re­fe­ren­dum re­gio­na­le com­bi­na­to con quel­lo co­sti­tu­zio­na­le può es­se­re una oc­ca­sio­ne per di­mo­stra­re que­sto e so­prat­tut­to che ab­bia­mo ca­pi­to le esi­gen­ze del no­stro ter­ri­to­rio.

*par­la­men­ta­re Pd

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