Av­vi­sta­ti re­sti uma­ni, la fi­ne del vo­lo ms804 è an­co­ra un mi­ste­ro

Il Gazzettino (Pordenone) - - Primo Piano - Fa­bio Mo­ra­bi­to

Due se­di­li, una va­li­gia. E an­che un brac­cio stac­ca­to dal cor­po. La ve­ri­tà vie­ne a gal­la pia­no, co­me quel­lo che re­sta del vo­lo MS804, par­ti­to da Pa­ri­gi con me­ta Il Cai­ro, un Air­bus 320 del­la Egyp­tair. Si è ina­bis­sa­to nel­la not­te tra mer­co­le­dì e gio­ve­dì nel Me­di­ter­ra­neo al lar­go di due iso­le gre­che, Kas­sos e Kar­pa­thos, con 66 per­so­ne a bor­do, la gran­de mag­gio­ran­za egi­zia­ne e fran­ce­si. Ma ci vor­rà tem­po - in quel pun­to il ma­re è mol­to pro­fon­do - per re­cu­pe­ra­re le sca­to­le nere dal­le qua­li ci si aspet­ta il rac­con­to de­fi­ni­ti­vo di quel­lo che è suc­ces­so.

Due se­di­li, una va­li­gia, e dal­le na­vi egi­zia­ne che le han­no rac­col­ti, pri­ma di re­cu­pe­ra­re al­tri fram­men­ti, è ar­ri­va­ta la con­fer­ma che sì, sta­vol­ta il pun­to di ca­du­ta del vo­lo è sta­to in­di­vi­dua­to, no­no­stan­te la ve­lo­ci­tà del­le cor­ren­ti. «Die­ci mi­glia ma­ri­ne di di­stan­za dall'ul­ti­mo pun­to no­to del pas­sag­gio dell'ae­reo» han­no det­to le au­to­ri­tà gre­che, ap­pe­na in­for­ma­te dal Cai­ro. La tv egi­zia­na ha pre­ci­sa­to che i rot­ta­mi so­no sta­ti re­cu­pe­ra­ti nel­le ac­que a cir­ca 290 chi­lo­me­tri a nord di Ales­san­dria d'egit­to. Egyp­tair in se­ra­ta fa l'elen­co di quan­to pia­no pia­no è sta­to re­cu­pe­ra­to: «Rot­ta­mi dell'ae­reo, og­get­ti per­so­na­li dei pas­seg­ge­ri, par­ti di cor­pi del­le vit­ti­me, va­li­gie e se­di­li».

La Gre­cia par­te­ci­pa al­le ri­cer­che che coin­vol­go­no uo­mi­ni e mez­zi egi­zia­ni, fran­ce­si, bri­tan­ni­ci, tur­chi, sta­tu­ni­ten­si. «La co­sa più im­por­tan­te è che si tro­vi­no le sca­to­le nere, e co­sì può par­ti­re l'in­da­gi­ne ve­ra e pro­pria» di­ce al Guar­dian il re­spon­sa­bi­le dell'agen­zia per la si­cu­rez­za ae­rea gre­ca, Atha­na­sios Bi­nis, che ri­spon­de an­che sul pos­si­bi­le at­ten­ta­to, ma con la cau­te­la e la ge­ne­ri­ci­tà che han­no scel­to go­ver­ni e ser­vi­zi di in­tel­li­gen­ce: «Ci so­no tre cau­se per un di­sa­stro ae­reo: me­teo­ro­lo­gi­ca, tec­ni­ca o uma­na. Me­teo­ro­lo­gi­ca la si può esclu­de­re, le con­di­zio­ni del tem­po era­no ab­ba­stan­za buo­ne. Ora re­sta da ve­de­re se si trat­ta di un fat­to­re tec­ni­co o uma­no». Ci so­no quel­le «ster­za­te im­prov­vi­se» con cui l'ae­reo è scom­par­so dai ra­dar. Mi­ke Vi­vian, ex re­spon­sa­bi­le per l'avia­zio­ne ci­vi­le in Gran Bre­ta­gna, ha det­to al­la Bbc che que­ste fan­no pen­sa­re a «un'in­ter­fe­ren­za uma­na». Non un or­di­gno, quin­di, ma ma­ga­ri un ag- gres­so­re en­tra­to nel­la ca­bi­na di pi­lo­tag­gio.

La pre­vi­sio­ne è che ci vor­ran­no di­ver­si gior­ni per re­cu­pe­ra­re le sca­to­le nere. Ora si può so­lo com­por­re un puzz­le con le in­for­ma­zio­ni cre­di­bi­li e ac­cer­ta­te. Do­po un pri­mo gior­no di no­ti­zie in li­ber­tà, co­me la te­sti­mo­nian­za di una pre­sun­ta esplo­sio­ne in vo­lo, mai con­fer­ma­ta. La Bbc so­stie­ne che c'è un "bu­co" di cin­quan­ta mi­nu­ti di si­len­zio al di­sa­stro. Qua­ran­ta mi­nu­ti do­po l'ul­ti­ma co­mu­ni­ca­zio­ne con la tor­re di con­trol­lo (de­fi­ni­ta «nor­ma­le») i con­trol­lo- ri del traf­fi­co ae­reo in­fat­ti avreb­be­ro pro­va­to in­va­no, e più vol­te, a co­mu­ni­ca­re con l'air­bus. Al­tri die­ci mi­nu­ti, ed è scom­par­so il se­gna­le ra­dar. Man­ca­va qual­co­sa al­le tre del­la not­te.

Sem­pre la Bbc, par­la di un at­ter­rag­gio d'emer­gen­za al Cai­ro del­lo stes­so ve­li­vo­lo, nel 2013. Un mo­to­re sur­ri­scal­da­to. Un par­ti­co­la­re che al­lo sta­to at­tua­le non sem­bra spie­ga­re nul­la. Fat­to è che l'egit­to sta­vol­ta (e non co­me nel ca­so del­la mor­te di Giu­lio Re­ge­ni) ha ac­col­to su­bi­to gli spe­cia­li­sti fran- ce­si nel­la com­mis­sio­ne d'in­chie­sta. Le mo­ti­va­zio­ni (uf­fi­cio­se) so­no nei fat­ti che 15 pas­seg­ge­ri mor­ti era­no fran­ce­si, e il ve­li­vo­lo era di co­stru­zio­ne fran­ce­se. E da Pa­ri­gi, an­co­ra, si esi­bi­sce cau­te­la. Non ci so­no pro­ve che sia suc­ces­so quel­lo a cui tut­ti ine­vi­ta­bil­men­te pen­sa­no: un at­ten­ta­to. E una ri­ven­di­ca­zio­ne an­co­ra non c'è, ma an­che per l'ae­reo rus­so par­ti­to da Sharm el Sheik e fat­to esplo­de­re men­tre sor­vo­la­va la pia­na del Si­nai, la di­chia­ra­zio­ne dell'isis che si at­tri­bui­va la re­spon­sa­bi­li­tà del­la stra­ge è ar­ri­va­ta do­po qual­che gior­no. C'è da aspet­ta­re, ma le po­le­mi­che so­no già sca­te­na­te, co­me la pre­sun­ta vio­la­ta si­cu­rez­za dell'ae­ro­por­to pa­ri­gi­no Char­les de­gaul­le.

Nell'in­fuo­ca­ta cam­pa­gna elet­to­ra­le ne­gli Sta­ti Uni­ti, è il can­di­da­to re­pub­bli­ca­no Do­nald Trump a non ave­re dub­bi e a esi­bi­re giu­di­zi net­ti: «Chie­de­te a Hil­la­ry chi ha fat­to esplo­de­re l'ae­reo», di­ce, ri­fe­ren­do­si al­la ri­va­le nel­la cor­sa al­la Ca­sa Bian­ca, Hil­la­ry Clin­ton. «Que­sto è un al­tro at­ten­ta­to ter­ro­ri­sti­co, quan­do ini­zie­re­mo a di­ven­ta­re du­ri?» si do­man­da Trump. Ma le do­man­de ir­ri­sol­te, ades­so, so­no an­co­ra di­stan­ti da quel­lo che la pau­ra col­let­ti­va, e tan­te cir­co­stan­ze, sug­ge­ri­sco­no.

DO­LO­RE L’imam del­la mo­schea al Tha­w­rah, Sa­mir

Ab­del Ba­ry

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