Nel se­pol­cre­to re­sti uma­ni

Ri­ser­bo sul ri­tro­va­men­to, non si sa se ci sia­no cor­re­di fu­ne­ra­ri

Il Gazzettino (Pordenone) - - Friuli - Pao­la Trep­po

Le ope­re di re­cu­pe­ro dell'an­ti­co se­pol­cre­to ro­ma­no di Aquileia, av­via­te in pri­ma bat­tu­ta nel gen­na­io del­lo scor­so an­no e qua­si del tut­to ul­ti­ma­te, han­no por­ta­to a sco­pri­re, in una par­te dell'im­por­tan­te area ar­cheo­lo­gi­ca, nuo­ve te­sti­mo­nian­ze sto­ri­che. Si trat­ta di re­sti di os­sa uma­ne, di fat­to par­ti di sal­me se­pol­te se­co­li or­so­no in que­sta zo­na de­fi­la­ta di quel­la che in pas­sa­to fu la quar­ta cit­tà dell'im­pe­ro Ro­ma­no. Ades­so la So­prin­ten­den­za del Fvg, uni­ta­men­te al­la Fon­da­zio­ne Aquileia, sta la­vo­ran­do per por­tar­le al­la lu­ce e per ca­pi­re poi a che epo­ca ri­sal­ga­no e a chi ap­par­ten­ga­no, se a no­ta­bi­li o a chi al­tro. Sul­la sco­per­ta si man­tie­ne an­co­ra mol­to ri­ser­bo e non si sa se i re­sti sia­no ac­com­pa­gna­ti da even­tua­li cor­re­di fu­ne­ra­ri. Il se­pol­cre­to di Aquileia rap­pre­sen­ta un uni­cum nel suo ge­ne­re ed è uno dei si­ti for­se me­no no­ti, im­me­ri­ta­ta­men­te, del­la cen­tro del­la Bas­sa che è Pa­tri­mo­nio dell'uma­ni­tà Une­sco. Da 30 an­ni non ve­ni­va mes­sa ma­no all'area che pre­sen­ta­va no­te­vo­li pro­ble­mi sul fron­te in­fil­tra­zio­ni d'ac­qua e di an­ne­ri­men­to dei sar­co­fa­gi. L'in­ter­ven­to di mi­glio­ra- men­to, co­sta­to 240mi­la eu­ro, in due lot­ti, non so­lo ha per­mes­so di re­sti­tuir­lo al suo ori­gi­na­rio splen­do­re ma an­che di pre­ser­var­lo dall'umi­di­tà e di ren­der­lo ac­ces­si­bi­le in tut­ta si­cu­rez­za ai tu­ri­sti di tut­to il mon­do. Si trat­ta di uno dei po­chi esem­pi di ne­cro­po­li ro­ma­na an­co­ra con­ser­va­ta "in si­tu" nell'ita­lia set­ten­trio­na­le. L'in­ter­ven­to di re­stau­ro ha pre­vi­sto il re­cu­pe­ro di mo­nu­men- ti, sar­co­fa­gi ed ele­men­ti ar­chi­tet­to­ni­ci ap­par­te­nen­ti al­la ne­cro­po­li ro­ma­na che si tro­va nell'area oc­ci­den­ta­le di Aquileia. I cin­que re­cin­ti fu­ne­ra­ri, sco­per­ti nel 1940 e re­stau­ra­ti la pri­ma vol­ta in pie­no pe­rio­do bel­li­co ap­par­ten­go­no a fa­mi­glie aqui­leie­si del I-II se­co­lo (Sta­zia, Treb­bia, Ce­stia e Giu­lia) e co­sti­tui­sco­no l'uni­co trat­to vi­si­ta­bi­le di un'area fu­ne­ra­ria si­tua­ta lun­go le stra­de che un tem­po si di­ra­ma­va­no dal cen­tro ur­ba­no. La pu­li­zia è sta­ta fat­ta con im­pac­chi as­sor­ben­ti per ri­muo­ve­re mac­chie, in­cro­sta­zio­ni di cal­ca­re, cro­ste nere, al­ghe, mu­schi e li­che­ni.

L’IN­TER­VEN­TO Ne­cro­po­li sal­va­ta dal­le in­fil­tra­zio­ni

IL SI­TO L’area aqui­leie­se se­con­do gli sto­ri­ci e gli ar­cheo­lo­gi rap­pre­sen­ta un esem­pio di no­te­vo­le in­te­res­se per l’ita­lia Set­ten­trio­na­le

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