GLI ABORTI E L’OBIE­ZIO­NE

Il Gazzettino (Pordenone) - - Borsa Mercati -

Il pro­fes­sor Be­vi­lac­qua (co­me da let­te­ra pub­bli­ca­ta il 22 scor­so in ri­spo­sta all’in­ter­vi­sta del dot­tor Pac­ca­gnel­la, gi­ne­co­lo­go “abor­ti­sta”) ha scel­to l’obie­zio­ne di co­scien­za fin dal 1965, an­che se la leg­ge 194 re­can­te “nor­me per la tu­te­la so­cia­le del­la ma­ter­ni­tà e sull'in­ter­ru­zio­ne vo­lon­ta­ria del­la gra­vi­dan­za” è en­tra­ta in vi­go­re nel 1978. Era suo di­rit­to far­lo, era pre­vi­sto dall’ar­ti­co­lo 9. Ma dal 1978. Una obie­zio­ne e una con­si­de­ra­zio­ne mi sen­to di fa­re, non sen­za pri­ma os­ser­va­re lo sgra­de­vo­le uso dell’ag­get­ti­vo “abor­ti­sta” usa­to dal pro­fes­sor Be­vi­lac­qua, sin­to­mo, a mio mo­do di ve­de­re, del di­sprez­zo di un “obiet­to­re” per un col­le­ga che ha scel­to al­tra e di­ver­sa stra­da. L’obie­zio­ne: quan­do dice, usan­do an­che to­ni mol­to for­ti, che “ha tro­va­to e non tro­va tut­to­ra co­mo­do es­se­re obiet­to­re”, che “è mol­to più fa­ci­le ot­te­ne­re un ri­sul­ta­to in­ter­rom­pen­do una gra­vi­dan­za, sod­di­sfa­cen­do la ri­chie­sta di un adul­to, che non ri­fiu­ta­re ta­le in­ter­ven­to sal­van­do chi non è an­co­ra in con­di­zio­ne di ca­pi­re che qual­cu­no si è ri­fiu­ta­to di con­se­gnar­lo al car­ne­fi­ce” , do­vreb­be spie­ga­re co­me mai i me­di­ci obiet­to­ri, in Ita­lia, so­no ol­tre il 70%. Ma­rio Fer­ra­re­se

Ro­vi­go

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