La sin­da­ca con­te­sta i "con­trol­lo­ri" Cin­ques­tel­le

Il Gazzettino (Pordenone) - - Primo Piano -

Pro­vo­can­do di fat­to un’ul­te­rio­re pa­ra­li­si an­co­ra per di­ver­si gior­ni. Poi ap­pun­to c’è il fron­te ester­no, quel­lo del M5S. I rap­por­ti so­no ge­li­di. Si nar­ra­no di te­le­fo­na­te in­fuo­ca­te con Gril­lo («Vir­gi­nia, non ti ri­co­no­sco più») poi smen­ti­te dal Co­mu­ne. Co­sì co­me gli in­con­tri tra i due. Ie­ri ha te­nu­to ban­co un al­tro pic­co­lo gial­lo.

E cioè la let­te­ra con la qua­le il mi­ni di­ret­to­rio le da­va «car­ta bian­ca» nel­la ge­stio­ne del Co­mu­ne fa­cen­do un pas­so in­die­tro e pren­den­do­ne dun­que an­che le di­stan­ze. La let­te­ra do­ve­va es­se­re pub­bli­ca­ta sul blog di Gril­lo, ma la Rag­gi si è op­po­sta quan­do ha let­to che si fa­ce­va men­zio­ne an­che al la­vo­ro svol­to da Minenna e Rai­ne­ri, i boc­co­nia­ni che se ne so­no an­da­ti in­sie­me a So­li­do­ro dell’ama sbat­ten­do la por­ta. Al­la fi­ne è ar­ri­va­to il «no, gra­zie» e la let­te­ra non è sta­ta più pub­bli­ca­ta. In com­pen­so il vi­ce­pre­si­den­te del­la Ca­me­ra Lui­gi Di Ma­io è tor­na­to a di­fen­de­re l’ope­ra­to di «Vir­gi­nia» pub­bli­ca­men­te, uni­co espo­nen­te del di­ret­to­rio na­zio­na­le. «Chi par­la di caos non ha ca­pi­to che sta par­lan­do di Ro­ma, e a Ro­ma la straor­di­na­rie­tà noi la tra­sfor­me­re­mo in or­di­na­rie­tà. Non ar­re­tre­re­mo nem­me­no di un mil­li­me­tro, an­dre­mo avan­ti». Co­me vuo­le pro­va­re a fa­re la Rag­gi, no­no­stan­te i pas­si in­die­tro. in­di­riz­za­ta a Vir­gi­nia.

Quel­la let­te­ra è ri­ma­sta nel­la car­tel­la del­le boz­ze, se­gno che non era con­di­vi­sa all’una­ni­mi­tà dal di­ret­to­rio. Di­ret­to­rio com­po­sto in tut­to da cin­que par­la­men­ta­ri, di cui so­lo due si so­no espres­si a so­ste­gno del­la sin­da­ca. Il pri­mo è Lui­gi Di Ma­io che ie­ri ha ri­spol­ve­ra­to per l’oc­ca­sio­ne l’ul­ti­mo mo­ni­to di Gian­ro­ber­to Ca­sa­leg­gio pri­ma di mo­ri­re: «Non mol­lia­mo nean­che di un mil­li­me­tro. An­dia­mo avan­ti e in­fat­ti og­gi ave­te già i nuo­vi ver­ti­ci dell Atac», ha det­to. Ales­san­dro Di Bat­ti­sta, sem­pre ab­ba­stan­za al­ler­gi­co al­le cri­si po­li­ti­che tut­te in­ter­ne al M5S, è l’al­tro, e uni­co, mem­bro del di­ret­to­rio che si espo­ne a fa­vo­re di Rag­gi. Stop. Null’al­tro.

Una fon­te mol­to au­to­re­vo­le, vi­ci­na a Da­vi­de Ca­sa­leg­gio, non na­scon­de in­ve­ce le ten­sio­ni e pro­po­ne una nuo­va or­ga­niz­za­zio­ne: «Do­ve qual­cu­no co­sti­tui­sce un grup­po sa­no si la­vo­ra be­ne, do­ve non si fan­no scel­te è il caos. Ora chi ha fat­to que­sta ope­ra­zio­ne di mar­ke­ting a Ro­ma si do­vrà pren­de­re le pro­prie re­spon­sa­bi­li­tà».

Già, il grup­po coe­so. Nell’as­sem­blea an­da­ta in sce­na gio­ve­dì se­ra con Rag­gi, Fron­gia, i con­si­glie­ri ca­pi­to­li­ni e due espo­nen­ti del mi­ni di­ret­to­rio il cli­ma non era pro­prio con­ci­lian­te.a chi fa­ce­va no­ta­re che gli at­ti di al­ta am­mi­ni­stra­zio­ne, co­me pre­ve­de il co­di­ce gril­li­no fir­ma­to da Rag­gi, do­vreb­be­ro es­se­re sot­to­po­sti ogni vol­ta al mi­ni di­ret­to­rio ro­ma­no lei ri­spon­de­va: «Non ho tempo! Non ho tempo! E ri­cor­da­te­vi che la fac­cia è la mia! La re­spon­sa­bi­li­tà pe­na­le è la mia!».

IN PEZ­ZI Il so­gno Cin­ques­tel­le sul "buon­go­ver­no" di Ro­ma s’è già in­fran­to: Vir­gi­nia Rag­gi, la sin­da­ca del Mo­vi­men­to "te­le­gui­da­ta" da un di­ret­to­rio vo­lu­to da Bep­pe Gril­lo, è già al cen­tro di in­fuo­ca­te po­le­mi­che per gli sti­pen­di fa­vo­lo­si che ha elar­gi­to ai pro­pri fi­di, e per la scel­ta di as­ses­so­ri e di­ri­gen­ti dal pas­sa­to di­scu­ti­bi­le, men­tre il "buon­go­ver­no" non si ve­de.

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