Ex­port, àn­co­ra di sal­vez­za per l’ita­lia ma bi­so­gna pun­ta­re sul­le ec­cel­len­ze

Il Gazzettino (Pordenone) - - Economia - DI EN­RI­CO CISNETTO

Chi ci ha por­ta­to fuo­ri dal­la re­ces­sio­ne? L’ex­port. Chi ci ha fat­to tor­na­re al­la cre­sci­ta ze­ro? L’ex­port. Chi ri­schia di ri­met­te­re il se­gno me­no al pil? L’ex­port. Durante la Gran­de Cri­si ab­bia­mo per­so 10 pun­ti di ric­chez­za na­zio­na­le, men­tre le no­stre espor­ta­zio­ni so­no cre­sciu­te di al­tret­tan­to. E con 414 mi­liar­di di fat­tu­ra­to, qua­si un quar­to del­la no­stra ric­chez­za com­ples­si­va, la do­man­da este­ra ri­ma­ne la prin­ci­pa­le (l’uni­ca?) lo­co­mo­ti­va del Pae­se. Quel­la che ha ral­len­ta­to la de­scre­sci­ta e ha riav­via­to la cre­sci­ta. Ma da un po’ di tem­po non ti­ra più co­me pri­ma: per il 2016 le espor­ta­zio­ni do­vreb­be­ro cre­sce­re del 3,2%, me­no del 3,8% del­lo scor­so an­no e po­co più del­la me­tà del 5,4% de­gli an­ni pre­ce­den­ti. E sen­za quel trai­no forte, per noi c’è sta­gna­zio­ne o, peg­gio, ri­tor­no al­la re­ces­sio­ne. Gli ot­ti­mi­sti a cot­ti­mo di­co­no: col­pa del mon­do che sta ral­len­tan­do. E’ ve­ro, l’an­no scor­so la cre­sci­ta glo­ba­le è sta­ta del 3,1% e que­st’an­no dif­fi­cil­men­te su­pe­re­rà il 3%, due pun­ti sot­to la me­dia 2004-2008 (4,9%), e un pun­to e mez­zo sot­to quel­la del 2010-2014. I Brics, poi, han­no fre­na­to bru­sca­men­te, con la Ci­na che per la pri­ma vol­ta è sot­to il 7%, e con Rus­sia e Bra­si­le in re­ces­sio­ne (ri­spet­ti­va­men­te -3,7% e -3,8%). Tut­ta­via, gli Sta­ti Uni­ti viag­gia­no spe­di­ti, con il +2,4% ot­te­nu­to nel 2015 che do­vreb­be ri­pe­ter­si an­che nel pros­si­mo bien­nio. E a far da con­tral­ta­re c’è il sen­si­bi­le de­prez­za­men­to dell’euro (pas­sa­to in due an­ni da 1,31 a 1,11 sul dol­la­ro), che ov­via­men­te ci av­van­tag­gia. Ma che non sia (so­lo) la con­giun­tu­ra mon­dia­le col­pe­vo­le, lo di­mo­stra l’an­da­men­to del­la quo­ta di mer­ca­to dell’ita­lia in per­cen­tua­le sull’ex­port mon­dia­le, che tri­ste­men­te scen­de dal 3,9% del 2003, al 3,6% del 2007, fi­no al 2,8% del 2015. Quo­ta che cer­to non au­men­te­rà nel 2016. In­som­ma, la spie­ga­zio­ne va cer­ca­ta al­tro­ve. E pre­ci­sa­men­te nel no­stro ca­pi­ta­li­smo. Nel nu­me­ro del­le azien­de espor­ta­tri­ci sul to­ta­le, e nel­la qua­li­tà e quan­ti­tà di pro­dot­ti e ser­vi­zi espor­ta­ti. Non è un caso che il fat­tu­ra­to este­ro, in ca­po ad ol­tre 200 mi­la im­pre­se (5% del to­ta­le), è rea­liz­za­to per ol­tre la me­tà da me­no di un mi­glia­io di azien­de che su­pe­ra­no i 50 milioni. A trai­na­re so­no so­lo al­cu­ne me­die im­pre­se che rie­sco­no a ven­de­re i pro­pri pro­dot­ti ad un va­lo­re mag­gio­re per­ché han­no ri­qua­li­fi­ca­to l’of­fer­ta. È il caso del­la mec­ca­ni­ca stru­men­ta­le, che co­pre il 5% del com­mer­cio mon­dia­le, qua­si dop­pian­do con i suoi 80 mi­liar­di di fat­tu­ra­to an­nuo il tan­to de­can­ta­to ex­port agroa­li­men­ta­re, che si fer­ma a 35 mi­liar­di. È ne­ces­sa­rio pun­ta­re sul­le ec­cel­len­ze. Co­me? Be­ne l’im­ma­gi­ni­fi­ca idea di “In­du­stria 4.0”, ma non di­men­ti­chia­mo­ci che sul ta­vo­lo ci so­no i so­li­ti e pe­ren­ni pro­ble­mi ita­li­ci: as­sen­za di ca­pi­ta­li, di­men­sio­ni azien­da­li ina­de­gua­te, to­ta­le as­sen­za di un’ef­fet­ti­va se­le­zio­ne del­le im­pre­se ca­pa­ci di com­pe­te­re nei in­ter­na­zio­na­li.

(twit­ter @eci­snet­to)

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