«Con Mancini di­vor­zio an­nun­cia­to ma tar­di­vo»

Il Gazzettino (Pordenone) - - Sport -

Mas­si­mo Mo­rat­ti spie­ga l’ad­dio: «Le co­se si era­no com­pli­ca­te». De Boer? «Da­te­gli tem­po»

MI­LA­NO - Un di­vor­zio an­nun­cia­to ma tar­di­vo. Mas­si­mo Mo­rat­ti tor­na a par­la­re dell'ad­dio di Ro­ber­to Mancini e del­la scel­ta dell'inter di cam­bia­re tec­ni­co per af­fi­da­re la pan­chi­na a Frank De Boer. La re­scis­sio­ne con­sen­sua­le del con­trat­to di Mancini era ine­vi­ta­bi­le, se­con­do Mo­rat­ti, ma trop­po rav­vi­ci­na­ta all'ini­zio del cam­pio­na­to: l'8 ago­sto scor­so. «Con lui c'è un buon dia­lo­go - rac­con­ta l'ex pa­tron a Ra­dio Dee­jay - for­se pe­rò la de­ci­sio­ne è sta­ta pre­sa trop­po tar­di. Era un di­vor­zio già scrit­to. Le co­se si era­no com­pli­ca­te...». Qual­che in­com­pren­sio­ne con il pre­si­den­te Tho­hir e un mer­ca­to che - fi­no a quan­do c'era Mancini in pan­chi­na - fa­ti­ca­va a de­col­la­re. Già al ter­mi­ne del­la pas­sa­ta sta­gio­ne, l'ex al­le­na­to­re ne­raz­zur­ro ave­va fat­to ca­pi­re il suo malessere af­fer­man­do che avreb­be strac­cia­to il con­trat­to se qual­cu­no non fos­se sta­to con­vin­to del suo la­vo­ro. Poi nel ri­ti­ro di Bru­ni­co e nel­la tour­née in Usa, la ten­sio­ne è au­men­ta­ta fi­no al­la de­fi­ni­ti­va rot­tu­ra e la de­ci­sio­ne di se­pa­rar­si a so­lo tre­di­ci gior­ni dall'esor­dio in cam­pio­na­to. Squa­dra af­fi­da­ta a De Boer e pri­me due par­ti­te non bril­lan­ti.

Mo­rat­ti pe­rò an­co­ra una vol­ta pre­di­ca cal­ma: «È un tec­ni­co se­rio, un pro­fes­sio­ni­sta. È dif­fi­ci­le giu­di­car­lo ora, do­po ap­pe­na un pa­io di par­ti­te. Il ve­ro pro­ble­ma è sta­to pren­der­lo all'ul­ti­mo se­con­do». An­che il pre­si­den­te dell'inter Erick Tho­hir, dall'in­do­ne­sia, si di­ce fi­du­cio­so: «Il no­stro al­le­na­to­re ha avu­to po­chis­si­mo tem­po per la­vo­ra­re nel­la pre-sea­son, per cui ha bi­so­gno di tem­po. Ma so­no cer­to che i ri­sul­ta­ti ar­ri­ve­ran­no pre­sto». I col­pi di mer­ca­to «cin­que in­ne­sti ec­ce­zio­na­li» An­sal­di, Can­dre­va, Ba­ne­ga, Joao Ma­rio e Ga­bi­gol - per­met­te­ran­no il sal­to di qua­li­tà, se­con­do Tho­hir. Mo­rat­ti in­ve­ce frena su­gli obiettivi dei ne­raz­zur­ri. Lo scu­det­to è an­co­ra un traguardo trop­po am­bi­zio­so. «Il titolo? Per la Ju­ven­tus sa­rà una pas­seg­gia­ta».

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