«Ho ri­schia­to la de­nun­cia ma non ave­vo fat­to nul­la» L’odis­sea di un "truf­fa­to"

Il Gazzettino (Pordenone) - - Pordenone -

POR­DE­NO­NE - (m.a.) Il furto d'iden­ti­tà su in­ter­net a vol­ta non si li­mi­ta al­la sem­pli­ce con­di­vi­sio­ne in­de­si­de­ra­ta di con­te­nu­ti. È ca­pi­ta­to an­che che l'hac­ker di tur­no ab­bia suc­ces­si­va­men­te com­mes­so rea­ti uti­liz­zan­do il no­me del­la per­so­na de­ru­ba­ta. La sto­ria ar­ri­va dal­la pro­vin­cia di Por­de­no­ne ed è di­ven­ta­ta una ve­ra e pro­pria odis­sea per il mal­ca­pi­ta­to. Una vol­ta com­piu­to il furto d'iden­ti­tà su Fa­ce­book (pas­sword hac­ke­ra­ta, il me­to­do è sem­pre lo stes­so), in­fat­ti, il «fur­bet­to» del web si è re­so pro­ta­go­ni­sta di un fit­to mes­sag­gia­re con una ter­za per­so­na, la qua­le, sen­ti­ta­si per­se­gui­ta­ta da tan­te «at­ten­zio­ni», ha suc­ces­si­va­men­te de­ci­so di pro­ce­de­re con una que­re­la per stal­king. «Ma la per­so­na che ha in­via­to quei mes­sag­gi - spie­ga la vit­ti­ma del rag­gi­ro, che sce­glie di ri­ma­ne­re ano­ni­ma - non ero io, bensì chi ave­va ru­ba­to le chia­vi del mio pro­fi­lo Fa­ce­book». Il con­si­glio che ar­ri­va dal­le au­to­ri­tà di po­li­zia è sem­pre lo stes­so: im­po­sta­re una pas­sword do­ta­ta di un al­to li­vel­lo di si­cu­rez­za. Com­po­sta cioè da let­te­re (ma­iu­sco­le e mi­nu­sco­le in­sie­me) e nu­me­ri.

Una vol­ta pre­le­va­te usa­te sen­za cri­te­rio Uti­liz­za­re per spe­se

an­che all’este­ro

L’ODIS­SEA Il rac­con­to di una per­so­na che ha su­bi­to il furto d’iden­ti­tà su fa­ce­book: ha avu­to tan­ti

pro­ble­mi

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