«Di­ven­to Qua­si­mo­do e cam­bio di­men­sio­ne»

Il Gazzettino (Pordenone) - - Cultura & Spettacoli - Da­nie­la Bo­ni­ta­ti­bus

A di­ciot­to an­ni dal de­but­to, No­tre Da­me de Pa­ris non ha mai smes­so di in­can­ta­re il pub­bli­co di ogni età. Le mu­si­che di Ric­car­do Coc­cian­te su li­bret­to di Luc Pla­mon­don (tra­dot­te da Pasquale Pa­nel­la) han­no rac­col­to gli ap­plau­si di ol­tre die­ci milioni di spet­ta­to­ri, con­sa­cran­do il ro­man­zo di Vic­tor Hu­go co­me un gran­de clas­si­co dell'era mo­der­na, in un ge­ne­re so­spe­so tra mu­si­cal e ope­ra rock.

Il tour ora con­ti­nua e tocca di nuo­vo il Friu­li, con quat­tro re­pli­che in pro­gram­ma da gio­ve­dì pros­si­mo 8 set­tem­bre a do­me­ni­ca 11 nel­la piaz­za di Pal­ma­no­va (pro­du­zio­ne Da­vid Zard e organizzazione di Ze­nit srl, in col­la­bo­ra­zio­ne con Re­gio­ne, Co­mu­ne di Pal­ma­no­va e Mit­te­leu­ro­pa Or­che­stra). Ca­st d'ec­cel­len­za, con Lo­la Pon­ce (Esme­ral­da) e Giò Di Ton­no (Qua­si­mo­do), ac­can­to a Vit­to­rio Mat­teuc­ci (Frol­lo), Leo­nar­do Di Min­no (Clo­pin), e Mat­teo Set­ti (Grin­goi­re), as­sie­me a ol­tre tren­ta bal­le­ri­ni e acro­ba­ti.

Qual­che do­man­da al pro­ta­go­ni­sta men­tre si prepara a en­tra­re in sce­na all'are­na di Ve­ro­na.

. No­tre Da­me tor­na all'aper­to, ri­cal­can­do le re­pli­che del 2008 a Vil­la Ma­nin. Qual­che ri­cor­do?

«E chi se le di­men­ti­ca? (ride). An­co­ra og­gi ca­pi­ta di par­lar­ne: so­no sta­te le se­ra­te più fred­de di tut­te le re­pli­che del tour. Ri­cor­do il pub­bli­co con le co­per­te, in un an­ti­ci­po d'in­ver­no che ci ha la­scia­to spiaz­za­ti".

- Giò e Qua­si­mo­do, sot­to il se­gno di Coc­cian­te. Quan­te vol­te?

«Ho pas­sa­to le 680, di cui 140 nell'ul­ti­mo tour. Quan­do me l'han­no pro­po­sto, ero in dub­bio, da­to che vo­cal­men­te e ar­ti­sti­ca­men­te la par­te ri­chie­de mol­to sfor­zo. La ri­spo­sta del­la vo­ce e del fi­si­co in­ve­ce è sta­ta mol­to buo­na ed ec­co­ci qui!».

- Il mo­men­to più at­te­so di No­tre Da­me?

«La fi­ne! Scher­zo, an­zi. Il mo­men­to più bel­lo è quan­do par­te l'ou­ver­tu­re, per­ché sen­to che in quel­le due ore ver­rò pro­iet­ta­to in un'al­tra di­men­sio­ne, ca­pi­sco che ho an­co­ra tan­ta vo­glia di fa­re que­sto spet­ta­co­lo e di ama­re sem­pre più il mio la­vo­ro».

- Quan­to tem­po in sa­la truc­co per un look or­mai leg­gen­da­rio?

«Ri­spet­to al pas­sa­to ci met­tia­mo po­chis­si­mo. An­ni fa, tra ca­pel­li e truc­co, pas­sa­va ol­tre un'ora e mez­za. A vol­te avrei vo­lu­to an­da­re a dor­mi­re co­sì per non ri­truc­car­mi il gior­no do­po! Ora in­ve­ce sia­mo ve­lo­cis­si­mi: pron­ti in 45 mi­nu­ti».

- Co­sa rap­pre­sen­ta que­st'ope­ra nel mon­do ar­ti­sti­co?

«È sta­ta la chia­ve di vol­ta, è un la­vo­ro fuo­ri dal­le eti­chet­te. Ric­car­do (Coc­cian­te, ndr )è riu­sci­to a tra­spor­re in ma­nie­ra qua­si mi­ra­co­lo­sa un clas­si­co del­la letteratura im­pre­gna­to di si­gni­fi­ca­ti, ren­den­do­lo ac­cat­ti­van­te con una par­ti­tu­ra mol­to me­di­ter­ra­nea e un mar­chio in­ter­na­zio­na­le».

Bi­gliet­ti an­co­ra di­spo­ni­bi­li su Tic­ke­to­ne e al­le bi­gliet­te­rie pri­ma di ogni spet­ta­co­lo dal­le ore 18.30. Ini­zio ore 21.

«Quan­to fred­do a Vil­la Ma­nin!»

DA GIO­VE­DÌ Tor­na a Pal­ma­no­va il mu­si­ca No­tre Da­me de Pa­ris

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