Na­de­ri, il gi­gan­te del­la mon­ta­gna

Il Gazzettino (Pordenone) - - Spettacoli Cultura - Adria­no De Gran­dis

Amir Na­de­ri a Ve­ne­zia. Pre­mia­to con il “Jae­ger-lecoul­tre” Glo­ry to the Fil­ma­ker. Ma esclu­so dal Con­cor­so con il suo “Mon­te”, gi­ra­to tra l’al­to Adi­ge e il Va­jont. So­lo Fuo­ri Con­cor­so. A vol­te non è fa­ci­le ca­pi­re il per­ché. Ma ogni Com­mis­sio­ne ha il suo per­ché. E quin­di di­scu­ter­ne è qua­si inu­ti­le. Me­glio ascol­ta­re que­sto gran­de re­gi­sta (a Ve­ne­zia già con “Ve­gas” (2008) e “Cut” (2011), au­ten­ti­co ar­ti­sta apo­li­de, per­so­na squi­si­ta, che guar­da il mon­do (e il ci­ne­ma) con oc­chi li­be­ri.

Ad esem­pio que­sto è il suo pri­mo film gi­ra­to in Ita­lia, Pae­se che il re­gi­sta di ori­gi­ni ira­nia­ne, ado­ra. Sen­ti­te­lo: “Ve­ne­zia è ca­sa mia. Amo l’ita­lia, in­se­gno il ci­ne­ma ita­lia­no, ho im­pa­ra­to tan­to dai vo­stri re­gi­sti. E ho de­ci­so di gi­ra­re qui un film per sen­tir­mi par­te di que­sta glo­rio­sa tra­di­zio­ne ci­ne­ma­to­gra­fi­ca. Cre­do che nel mon­do tut­ti ami­no l’ita­lia, un Pae­se che una lu­ce straor­di­na­ria, uni­ca. Quel­la che poi si ve­de an­che al­la fi­ne del mio film. Ma ora il Pae­se for­se è tor­na­to un po’ in om­bra, spe­cie nel ci­ne­ma. La lu­ce de­ve tor­nar­ci al più pre­sto. L’ita­lia non può es­se­re so­lo un Pae­se per tu­ri­sti”.

In un tem­po re­mo­to me­dioe­va­le, in una bai­ta ai pie­di del­la roc­cia, Ago­sti­no vi­ve in po­ver­tà con la mo­glie Ni­na e il fi­glio Gio­van­ni. La mon­ta­gna esclu­de ogni pos­si­bi­li­tà di ave­re lu­ce, il rac­col­to è mi­se­ro, il ter­re­no qua­si non col­ti­va­bi­le. An­zi­ché tra­slo­ca­re Ago­sti­no de­ci­de di sfi­da­re la mon­ta­gna per scon­fig­ger­la e tro­va­re la lu­ce. Spie­ga Na­de­ri: “L’idea del­la mon­ta­gna è col­le­ga­ta all’ita­lia. Qui ci so­no mon­ti straor­di­na­ri, so­lo qui po­te­vo rea­liz­zar­lo. Il sen­ti­men­to di un Pae­se, di un po­po­lo mi ha aiu­ta­to. Il film è sta­to una sfi­da dop­pia, an­che noi ab­bia­mo do­vu­to lot­ta­re con la mon­ta­gna. Il si­len­zio era necessario, sen­za aver im­pa­ra­to dal ci­ne­ma mu­to non avrei mai po­tu­to fa­re un film co­sì. Ho gi­ra­to una sto­ria uni­ver­sa­le, che po­te­va ac­ca­de­re un mi­lio­ne di an­ni fa co­me nel fu­tu­ro pros­si­mo. È una sto­ria eter­na. Nel­la vi­ta de­vi ave­re sem­pre un obiet­ti­vo, gli osta­co­li non man­ca­no mai”.

Il di­ret­to­re Al­ber­to Bar­be­ra sul pal­co lo de­fi­ni­sce una spe­cie di “Fra­te Fran­ce­sco dei re­gi­sti”, men­tre la pla­tea l’omag­gia di un ap­plau­so lun­ghis­si­mo. Lui ri­spon­de ri­cor­dan­do l’ami­co fra­ter­no Ab­bas Kia­ro­sta­mi ap­pe­na scom­par­so (ap­plau­so bis), de­di­can­do il pre­mio ai gio­va­ni re­gi­sti

IL FILM

"Mon­te", gi­ra­to tra Va­jont e Al­to Adi­ge

IL PRE­MIO

Al re­gi­sta ira­nia­no lo Jae­ger Le Cou­tre AT­TO D’AMO­RE

«Ve­ne­zia è ca­sa mia ado­ro il vo­stro ci­ne­ma»

AP­PEL­LO «Ita­lia un po’ in om­bra

De­ve tor­na­re la lu­ce»

ira­nia­ni: “Og­gi so­no tra i mi­glio­ri in cir­co­la­zio­ne. È un ci­ne­ma che ha crea­to una gran­de pro­fon­di­tà di sguar­do. Io non ho pro­ble­mi par­ti­co­la­ri con il re­gi­me ira­nia­no. So­no am­bi­zio­so e non vo­glio se­der­mi in un uni­co po­sto. Ho sem­pre de­si­de­ra­to es­se­re uno zin­ga­ro apo­li­de del mon­do, la vi­ta è co­me un pon­te per chi vie­ne do­po di noi. Il mio ci­ne­ma si nu­tre di tan­te os­ses­sio­ni, com­pre­sa que­sta”.

So­no­ro e fo­to­gra­fia so­no fon­da­men­ta­li, per­ché la mon­ta­gna, co­me di­ce Na­de­ri, è un per­so­nag­gio im­por­tan­te: “So­no gra­to a Ro­ber­to Ci­mat­ti, an­che se più che un fo­to­gra­fo sem­bra un dot­to­re... Ha fat­to un la­vo­ro straor­di­na­rio, con una gran­de umil­tà, un senso dell’umo­ri­smo non co­mu­ne e una per­so­na pa­zien­te”. Il fo­to­gra­fo (...dot­to­re) sor­ri­de al­la bat­tu­ta: “Per me es­se­re qua è qual­co­sa di spe­cia­le, so­no io gra­to ad Amir. Il la­vo­ro è sta­to im­pe­gna­ti­vo, a 2.500 me­tri la va­ria­bi­li­tà cli­ma­ti­ca è estre­ma, ha com­por­ta­to una dif­fi­col­tà nel­la mes­sa in sce­na, per­ché la lu­ce cam­bia di con­ti­nuo”.

Il film usci­rà in Ita­lia il 29 set­tem­bre in 40 co­pie: “Nel ci­ne­ma met­to tut­to quel­lo che ho nel cuo­re”, di­ce Amir. E si ve­de.

MAE­STRO A si­ni­stra, Amir

Na­de­ri con il pre­mio Jae­ger Le Coul­tre. A destra, una sce­na del suo "Mon­te". Sot­to

an­co­ra il re­gi­sta con i pro­ta­go­ni­sti, gli at­to­ri ita­lia­ni Zac, Clau­dia Po­ten­za e

An­drea Sar­to­ret­ti.

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