Cor­re più ve­lo­ce dell’oro olim­pi­co

Una ga­ra che re­ste­rà nel­la sto­ria, con i pri­mi quat­tro tut­ti da vit­to­ria tra i nor­mo­do­ta­ti L’al­ge­ri­no Ba­ka, ipo­ve­den­te, do­mi­na i 1.500 con un tem­po in­fe­rio­re a quel­lo del vin­ci­to­re dei Gio­chi

Il Gazzettino (Pordenone) - - Sport -

RIO DE JA­NEI­RO - «Pec­ca­to non es­ser­ci sta­to an­che ad ago­sto». Un piz­zi­co di uma­no ram­ma­ri­co non tur­ba la fe­li­ci­tà e l'or­go­glio di Ab­del­la­tif Ba­ka, un atle­ta che re­ste­rà nel­la sto­ria del­lo sport. L'al­ge­ri­no si è im­po­sto nel­la ga­ra dei 1.500 me­tri clas­se T13 (atle­ti con «bas­sa vi­sio­ne») al­le Pa­ra­lim­pia­di con un tem­po mi­glio­re di quel­lo del vin­ci­to­re sul­la stes­sa di­stan­za all'olim­pia­de del­lo scor­so me­se, lo sta­tu­ni­ten­se Mat­thew Cen­tro­wi­tz. Ba­ka ha co­per­to la di­stan­za in 3'48"29, se­gnan­do tra l'al­tro il nuo­vo re­cord mon­dia­le pa­ra­lim­pi­co, con­tro il 3'50"00 che nel­lo stes­so sta­dio "En­ge­n­hao" ave­va rea­liz­za­to una ven­ti­na di gior­ni fa il cam­pio­ne olim­pi­co. A ren­de­re spe­cia­le la pro­va è an­che il fat­to che al­tri tre atle­ti avreb­be­ro vin­to con i ri­spet­ti­vi tem­pi l'oro olim­pi­co: l'etio­pe Ta­mi­ru De­mis­se, me­da­glia d'ar­gen­to con 3'48"49, il ke­nia­no Hen­ry Kir­wa, bron­zo con 3'49"59, e il ge­mel­lo del vin­ci­to­re, Fouad Ba­ka, che ha chiu­so quar­to in 3'49"84.

«So­no stra­fe­li­ce - ha det­to al­la fi­ne Ba­ka, che ha con­qui­sta­to an­che il pri­mo oro per l'al­ge­ria al­le Pa­ra­lim­pia­di 2016 - per­ché è sta­ta dav­ve­ro du­ra. Ho la­vo­ra­to sen­za so­sta per un an­no per que­sto ri­sul­ta­to, è sta­to dav­ve­ro fa­ti­co­so». Ba­ka, 22 an­ni, ave­va già vin­to un oro al­le Pa­ra­lim­pia­di di Lon­dra, nel­la ga­ra de­gli 800 me­tri, quan­do era ap­pe­na mag­gio­ren­ne, e nel­le suc­ces­si­ve sta­gio­ni ha fat­to in­cet­ta di me­da­glie ai Mon­dia­li, vin­cen­do due ori a Lio­ne 2013 e due ar­gen­ti a Do­ha 2015 tra 1.500 e 800. Un cam­pio­ne ve­ro, ora an­che de­ten­to­re di un re­cord mon­dia­le, pur non pa­ra­go­na­bi­le al 3'26"00 che sta­bi­lì nell'or­mai lon­ta­no 1998 a Ro­ma il ma­roc­chi­no Hi­cham El Guer­rouj e nem­me­no al 3'32"78, re­cord ita­lia­no che de­tie­ne Gen­na­ro Di Na­po­li ad­di­rit­tu­ra dal 1990.

Una co­sa so­no pe­rò i re­cord, al­tro le ga­re per le me­da­glie, spe­cie nel mez­zo­fon­do ve­lo­ce, ma Ba­ka ri­mar­rà so­lo con il so­gno di po­ter par­te­ci­pa­re al­le Olim­pia­di a cau­sa del de­fi­cit vi­si­vo che con­di­vi­de con il ge­mel­lo. Per lui non c'è la pos­si­bi­li­tà di ten­ta­re la stra­da af­fron­ta­ta da Oscar Pi­sto­rius, fi­no­ra l'uni­co cam­pio­ne pa­ra­lim­pi­co am­pu­ta­to che ha ot­te­nu­to l'am­mis­sio­ne a ga­reg­gia­re con i nor­mo­do­ta­ti. Ha pro­va­to ad ot­te­ne­re il via li­be­ra per Rio il te­de­sco Mar­kus Rhem, cam­pio­ne di sal­to il lun­go che ha spes­so bat­tu­to i nor­mo­do­ta­ti, ma non l'ha ot­te­nu­to do­po che la Iaaf ha sta­bi­li­to che la pro­te­si in car­bo­nio che usa al po­sto di una gam­ba può dar­gli van­tag­gi.

IM­PRE­SA

Ab­del­la­tif Ba­ka sul tra­guar­do dei 1500 me­tri

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