Ce­fe­rin sul­la pol­tro­na d’eu­ro­pa

Al con­gres­so straor­di­na­rio di Ate­ne net­ta­men­te scon­fit­to l’olan­de­se Van Praag Lo slo­ve­no elet­to al­la pre­si­den­za dell’ue­fa con il so­ste­gno del­la Fe­der­cal­cio ita­lia­na

Il Gazzettino (Pordenone) - - Sport -

ATE­NE - Con l'ele­zio­ne del­lo slo­ve­no Alek­san­der Ce­fe­rin al­la pre­si­den­za dell'ue­fa, ie­ri ad Ate­ne, si chiu­de un'epo­ca e se ne apre un'al­tra. Il neo­pre­si­den­te, elet­to da 42 dei 55 aven­ti di­rit­ti al vo­to, du­ran­te il con­gres­so straor­di­na­rio del­la con­fe­de­ra­zio­ne che ge­sti­sce il cal­cio in Eu­ro­pa, suc­ce­de a Mi­chel Pla­ti­ni, la cui pa­ra­bo­la di­ri­gen­zia­le si è con­clu­sa tra ac­cu­se e squa­li­fi­che. Il fu­tu­ro dell'ue­fa ora è Ce­fe­rin, l'uo­mo cal­da­men­te so­ste­nu­to an­che dal­la Fe­der­cal­cio di Car­lo Ta­vec­chio. «Gra­zie per il vo­stro fan­ta­sti­co sup­por­to - le pri­me pa­ro­le del nuo­vo n.1 es­se­re scel­to co­me pre­si­den­te dell'ue­fa, per me, è un gran­de ono­re. Ma so­prat­tut­to una gros­sa re­spon­sa­bi­li­tà. La mia fa­mi­glia ne è mol­to or­go­glio­sa e lo è an­che la "mia" Slo­ve­nia. Spe­ro an­che che un gior­no pos­sia­te es­ser­lo di me». Ce­fe­rin ha inol­tre pre­ci­sa­to di non «es­se­re uno sho­w­man», nep­pu­re il di­ri­gen­te «dal­le pro­mes­se ir­rea­liz­za­bi­li», né tan­to­me­no «uno che so­gna a oc­chi aper­ti». «Il mio obiet­ti­vo ha chia­ri­to - è di por­ta­re que­sta con­fe­de­ra­zio­ne a un li­vel­lo tut­to nuo­vo, al cen­tro del qua­le de­vo­no es­ser­si le fe­de­ra­zio­ni cal­ci­sti­che. È me­ra­vi­glio­so co­strui­re i pon­ti, ma van­no co­strui­ti per tut­ti».

Pros­si­mo ai 49 an­ni, li com­pi­rà il 13 ot­to­bre pros­si­mo, Ce­fe­rin ha scon­fit­to l'olan­de­se Mi­chael Van Praag, ven­ti an­ni di più e che ha chiu­so con 13 vo­ti. Av­vo­ca­to che par­la cor­ret­ta­men­te in­gle­se e ita­lia­no, ha una mo­glie gal­le­ri­sta e tre fi­glie, è cin­tu­ra ne­ra di ka­ra­te ed è un gran­de ap­pas­sio­na­to di viag­gi. Ce­fe­rin ha per­cor­so in lun­go e in lar­go il Sa­ha­ra («L'ho at­tra­ver­sa­to quat­tro vol­te in mac­chi­na e una in mo­to»), ma di stra­da ne ha fat­ta tan­ta an­che nel­la sua car­rie­ra da di­ri­gen­te nel mon­do del cal­cio.

Lau­rea­to in leg­ge a Lu­bia­na, Ce­fe­rin ha pri­ma la­vo­ra­to nel­lo stu­dio di fa­mi­glia, quin­di è di­ve­nu­to rap­pre­sen­tan­te le­ga­le di so­cie­tà cal­ci­sti­che, ma an­che di atle­ti. Nel 2005, ha la­vo­ra­to con la Svea Le­sna Li­ti­ja, una del­le più im­por­tan­ti squa­dre slo­ve­ne di cal­cio a 5, quin­di è en­tra­to a far par­te dei di­let­tan­ti del Lju­bl­ja­na Law­yers. Dal 2006 al 2011 è en­tra­to nel­la di­ri­gen­za dell'olim­pia Lu­bia­na, quin­di è sta­to elet­to al ver­ti­ce del­la Fe­der­cal­cio del pro­prio Pae­se.

Uno dei pri­mi di­ri­gen­ti ad ap­pog­gia­re l'ele­zio­ne di Ce­fe­rin è sta­to pro­prio Ta­vec­chio, nei gior­ni pre­ce­den­ti l'eu­ro­peo in Fran­cia. Il nu­me­ro uno del­la Fi­gc ha esul­ta­to per l’ele­zio­ne, par­lan­do di «ot­ti­mo ri­sul­ta­to per il cal­cio eu­ro­peo», che pre­mia «un pro­get­to co­strui­to ne­gli ul­ti­mi me­si con il con­tri­bu­to fon­da­men­ta­le dell'ita­lia». «Noi sia­mo sta­ti i suoi pri­mi so­ste­ni­to­ri sot­to­li­nea Ta­vec­chio - in­sie­me a lui vo­glia­mo co­strui­re una nuo­va Ue­fa, più par­te­ci­pa­ta e me­no ver­ti­ci­sti­ca».

Eve­li­na Ch­ri­stil­lin en­tra nel Con­si­glio del­la Fifa. Nel con­gres­so straor­di­na­rio dell'ue­fa, ad Ate­ne, an­che un po’ d'ita­lia ha esul­ta­to: la ma­na­ger to­ri­ne­se Eve­li­na Ch­ri­stil­lin, so­ste­nu­ta dal­la Fi­gc, in­fat­ti, è sta­ta elet­ta co­me mem­bro ag­giun­ti­vo dell'ue­fa nel Con­si­glio del­la Fifa.

SI CAM­BIA

Lo slo­ve­no Alek­san­der Ce­fe­rin elet­to

a gran­de mag­gio­ran­za

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