Te­ho Tear­do si mi­su­ra con le il­lu­stra­zio­ni

Il Gazzettino (Pordenone) - - Sport -

La mu­si­ca per quat­tro film, di cui due pre­sen­ta­ti al­la Bien­na­le di Ve­ne­zia, uno spet­ta­co­lo tea­tra­le ine­di­to che uni­sce la mu­si­ca all'il­lu­stra­zio­ne, e una tour­née au­tun­na­le che lo por­te­rà in Giap­po­ne per pre­sen­ta­re "Ne­ris­si­mo", l'ul­ti­mo la­vo­ro di­sco­gra­fi­co fir­ma­to a quat­tro ma­ni con Bli­xa Bar­geld. Pros­si­mo ai cin­quant’an­ni, Te­ho Tear­do, mu­si­ci­sta e com­po­si­to­re por­de­no­ne­se, è un la­vo­ra­to­re in­stan­ca­bi­le, ca­pa­ce di por­ta­re avan­ti pro­get­ti tan­to dif­fe­ren­ti quan­to im­pe­gna­ti­vi sen­za ce­de­re ad al­cun com­pro­mes­so crea­ti­vo né di qua­li­tà.

Gio­ve­dì scor­so a Ro­ma è sta­to pre­sen­ta­to lo spet­ta­co­lo "Phan­ta­sma­go­ri­ca", pro­dot­to dal Short Thea­tre di Ro­ma (con dop­pia esi­bi­zio­ne, en­tram­bi esau­ri­ti in un pa­io di ore di pre­ven­di­te), per il qua­le Tear­do ha co­strui­ta la mu­si­ca sul­la per­for­man­ce visiva dell'il­lu­stra­tri­ce e fu­met­ti­sta MP5. Il pro­get­to fa ri­fe­ri­men­to agli spet­ta­co­li che, pri­ma dell'av­ven­to del ci­ne­ma, ve­ni­va­no rea­liz­za­ti con la lan­ter­na ma­gi­ca per pro­dur­re gio­chi di lu­ci e om­bre, se­guen­do un'este­ti­ca go­ti­ca che esplo­ra­va le pau­re.

Tea­tro del­le ap­pa­ri­zio­ni e del­le il­lu­sio­ni, che «ri­cor­da la fo­to­gra­fia spi­ri­ti­sti­ca e al­tre for­me d'ar­te in cui si an­da­va ad in­ven­ta­re un mon­do oscu­ro e in­vi­si­bi­le - spie­ga Tear­do - per me è sta­to co­me im­mer­ger­mi in mon­di dif­fe­ren­ti. Con la mu­si­ca im­ma­gi­no nuo­ve pos­si­bi­li­tà. La mu­si­ca che ho crea­to do­ve­va far ca­pi­re co­sa sen­to­no quei ca­rat­te­ri, qua­le sia il lo­ro sta­to d'ani­mo, per­ciò ha di­na­mi­che dell'in­tro­spe­zio­ne psi­co­lo­gi­ca».

Lei ha crea­to la mu­si­ca per il ci­ne­ma, tea­tro, ora per l'il­lu­stra­zio­ne, è la pri­ma vol­ta che si rap­por­ta a que­sta ar­te? «Si trat­ta di ave­re sem­pre qual­co­sa da di­re, af­fron­ta­re una sto­ria. Con MP5 sen­to una gran­de af­fi­ni­tà, ci sia­mo chie­sti co­me po­tes­si in­da­ga­re il la­to oscu­ro del­la vi­ta, amo mol­to il suo la­vo­ro e mi è pia­ciu­to la­vo­ra­re con lei».

Co­sa ha suo­na­to dal vi­vo? «Ho uti­liz­za­to cam­pa­ne, una chi­tar­ra del 1929 tro­va­ta a Lon­dra un an­no fa, una lap­steel gui­tar che si suo­na ap­pog­gian­do­la sul­le gam­be. È elet­tro­ni­ca, ha un pick up mol­to ru­di­men­ta­le, rie­sce a crea­re su­bi­to pae­sag­gi so­no­ri, suo­ni d'am­bien­te ampi e di­la­ta­ti. Ma non è l'uni­co stru­men­to an­ti­co che ho usa­to, ho fat­to dei cam­pio­na­men­ti (poi suo­na­ti dal vi­vo) di una Ce­le­sta del 1910, un pic­co­lo pia­no il cui suo­no as­so­mi­glia a quel­lo di cam­pa­nel­li».

Ci può rac­con­ta­re lo spet­ta­co­lo? «Si trat­ta di una pro­ie­zio­ne di im­ma­gi­ni, di ani­ma­zio­ni, che si muo­ve­va­no su cin­que scher­mi». Co­me ave­te la­vo­ra­to? «In mo­do mol­to astrat­to ho pre­pa­ra­to del­le idee mu­si­ca­li su cui MP5 ha di­se­gna­to. Do­po aver­mi mo­stra­to i boz­zet­ti ho la­vo­ra­to nuo­va­men­te sul­la mu­si­ca su cui lei ha mon­ta­to le ani­ma­zio­ni, su cui ho ul­te­rior­men­te la­vo­ra­to, pro­prio co­me fos­se una co­lon­na so­no­ra ma poi ri­pro­dot­ta in sin­cro­no dal vi­vo».

Ol­tre al tea­tro, l'au­tun­no por­ta il de­but­to di quat­tro film e una tour­née in­ter­na­zio­na­le. «Ab­bia­mo di­ver­se da­te in Eu­ro­pa e in Giap­po­ne. Il 19 set­tem­bre fe­steg­ge­rò il mio cin­quan­te­si­mo com­plean­no in con­cer­to a Vien­na, e que­sta cir­co­stan­za mi dà pro­prio il sen­so che que­sta è la mia vi­ta, suo­na­re e tro­var­mi in tour».

SPERIMENTATORE

Te­ho Tear­do

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