Mps in ca­du­ta li­be­ra, la Bor­sa pu­ni­sce l’in­cer­tez­za

Il ti­to­lo pre­ci­pi­ta ai nuo­vi mi­ni­mi sto­ri­ci do­po le di­mis­sio­ni di ad e pre­si­den­te. Dub­bi sul­la ri­ca­pi­ta­liz­za­zio­ne

Il Gazzettino (Pordenone) - - Economia -

MI­LA­NO - Mps in ca­du­ta li­be­ra in Bor­sa do­po il ter­re­mo­to che ha por­ta­to al­le di­mis­sio­ni dell'a.d. Fa­bri­zio Vio­la, so­sti­tui­to da Mar­co Mo­rel­li, e del pre­si­den­te Mas­si­mo To­no­ni (che re­ste­rà fi­no all'as­sem­blea). A pe­sa­re sul Mon­te che sci­vo­la a nuo­vi mi­ni­mi (-9,3% a 0,2 eu­ro), è l'in­cer­tez­za an­che per­ché con­ti­nua a far­si lar­go l'ipo­te­si di una re­vi­sio­ne del pia­no di ri­ca­pi­ta­liz­za­zio­ne con l'esclu­sio­ne del di­rit­to di op­zio­ne e la con­ver­sio­ne dei bond su­bor­di­na­ti, al­lo sco­po di ri­dur­re l'am­mon­ta­re dell'au­men­to.

Il pre­mier Mat­teo Ren­zi è pe­rò ot­ti­mi­sta. Da Bra­ti­sla­va si di­ce cer­to che «ci so­no tut­te le con­di­zio­ni per­ché l'au­men­to di ca­pi­ta­le del Mon­te dei Pa­schi si pos­sa fa­re e si pos­sa chiu­de­re il più pre­sto pos­si­bi­le». La vi­cen­da del Mon­te di­mo­stra, sot­to­li­nea an­co­ra il pre­si­den­te del Con­si­glio, che «le re­go­le del gioco» di una gran­de ban­ca «non le de­ve fa­re un par­ti­to po­li­ti­co o la politica». «Pen­so - ha det­to Ren­zi - che que­sto sia sta­to uno dei gran­di ma­li del­la Pri­ma Re­pub­bli­ca, ma an­che di par­te del­la se­con­da, che ha vo­lu­to met­te­re il na­so ne­gli af­fa­ri del­le ban­che».

«Con­ti­nuia­mo a cre­de­re che la con­ver­sio­ne dei bond su­bor­di­na­ti sia cru­cia­le per au­men­ta­re la fat­ti­bi­li­tà del pia­no sul ca­pi­ta­le di Mps» evi­den­zia­no gli ana­li­sti di Ban­ca Imi. Dei 5,5 mi­liar­di to­ta­li do­vreb­be­ro es­ser­ne con­ver­ti­ti «al­me­no due» spie­ga il nu­me­ro uno di Al­ge­bris, Da­vi­de Ser­ra che ri­tie­ne suf­fi­cien­te un au­men­to da 3 mi­liar­di. Ban­ca Imi sot­to­li­nea an­che di aspet­tar­si che «il prez­zo dell'azio­ne re­sti pe­na­liz­za­to dal­le in­cer­tez­ze re­la­ti­ve al­la strategia del­la ban­ca e che per l'ese­cu­zio­ne del pia­no sul ca­pi­ta­le pos­sa ser­vi­re an­che più tem­po di quan­to sti­ma­to».

L'idea che si va dif­fon­den­do, è che le li­nee in­du­stria­li sa­ran­no sve­la­te do­po la fi­ne di set­tem­bre, a di­spet­to di quan­to pre­vi­sto. Il tra­col­lo di Sie­na si in­se­ri­sce in una gior­na­ta dif­fi­ci­le per tut­to il com­par­to ban­ca­rio, al­le pre­se con la ma­xi-ri­chie­sta di ri­sar­ci­men­to ri­vol­ta a Deu­tsche Bank da­gli Usa e con i ti­mo­ri sem­pre mag­gio­ri de­gli in­ve­sti­to­ri

«L’au­men­to in tem­pi bre­vi»

sul­lo sta­to di sa­lu­te de­gli isti­tu­ti di cre­di­to del no­stro Pae­se. Il più ber­sa­glia­to è, ap­pun­to, il Mon­te che, suo mal­gra­do, rap­pre­sen­ta il pun­to di equi­li­brio di tut­to il si­ste­ma. I no­di re­sta­no sem­pre al­me­no due. Da una par­te il via al­la car­to­la­riz­za­zio­ne dei 27 mi­liar­di di sof­fe­ren­ze sui cui so­no a lavoro gli ad­vi­sor e Atlan­te che ha già le ri­sor­se per il Mon­te. Dall'al­tra lo scet­ti­ci­smo che ac­com­pa­gna la riu­sci­ta dell'au­men­to (an­co­ra più so­ste­ni­bi­le se ar­ri­vas­se uno o più "an­chor in­ve­stor") che po­treb­be slit­ta­re fi­no a feb­bra­io 2017.

DEU­TSCHE BANK Mul­ta sa­la­ta

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