Leg­ge­re aiu­ta a vi­ve­re, l’ana­li­si del­la Man­zon su gu­sti e mer­ca­to

Il Gazzettino (Pordenone) - - Primopiano - Va­len­ti­na Sil­ve­stri­ni

Leg­ge­re fa be­ne, ser­ve non so­lo a di­ven­ta­re più con­sa­pe­vo­li e ad au­men­ta­re le pro­prie co­no­scen­ze, so­prat­tut­to ser­ve a vi­ve­re me­glio. Nei li­bri, in­fat­ti, c'è il ritratto del­la so­cie­tà in at­to e di quel­la che ver­rà. Lo di­mo­stra il pa­no­ra­ma edi­to­ria­le de­gli esor­dien­ti ita­lia­ni e in­ter­na­zio­na­li, rac­con­ta­to da Fe­de­ri­ca Man­zon, scrit­tri­ce por­de­no­ne­se, fi­na­li­sta al Cam­piel­lo, ed edi­tor per Mon­da­do­ri che gio­ve­dì ha pre­sen­ta­to i fi­na­li­sti del­la XXI edi­zio­ne del Cam­piel­lo gio­va­ni. «Mi ha col­pi­to che due dei cin­que fi­na­li­sti ab­bia­no rac­con­ta­to del­la fa­mi­glia omo­ses­sua­le, sen­za al­cun giu­di­zio, ben­sì co­me un fat­to ac­qui­si­to del­la

so­cie­tà» rac­con­ta Man­zon.

Qual è lo sta­to dell'edi­to­ria ita­lia­na?

«Il mer­ca­to si sta di­vi­den­do: da un la­to sem­pre più la rin­cor­sa al ro­man­zo si­cu­ro, quel­lo di ge­ne­re (il gial­lo, l'ero­ti­co, e co­sì via). Dall'al­tro au­men­ta il nu­me­ro dei nuo­vi scrit­to­ri "let­te­ra­ri" che stan­no la­vo­ran­do mol­to sull'ibri­da­re i ge­ne­ri. Se una vol­ta gli esor­dien­ti era­no lan­cia­ti dal­le gran­di ca­se edi­tri­ci, ora stan­no emer­gen­do i me­di edi­to­ri, ma que­sto è sem­pre un buon se­gno».

C'è an­co­ra una po­la­riz­za­zio­ne geo­gra­fi­ca del­la nar­ra­ti­va ita­lia­na?

«No. C'è un an­da­men­to più ri­zo­ma­ti­co».

Sul fron­te an­gloa­me­ri­ca­no co­sa ac­ca­de?

«Pur non man­can­do il con­fron­to con il gran­de ro­man­zo ame­ri­ca­no, c'è un'ibri­da­zio­ne non tan­to di ge­ne­ri quan­to di vo­ci, c'è un mon­do sem­pre più mul­tiet­ni­co, se­con­de ge­ne­ra­zio­ni ame­ri­ca­ne che me­sco­la­no tra­di­zio­ni al­tre, real­men­te in­te­gra­te. Aspet­to che si­cu­ra­men­te pri­ma o poi ac­ca­drà an­che nel no­stro Pae­se, do­ve vi­vo­no e stu­dia­no nel­le scuo­le ra­gaz­zi di se­con­da ge­ne­ra­zio­ne. So­lo vo­ci non an­co­ra del­le "te­sti­mo­nian­ze", non so­no vo­ci en­tra­te nel­la let­te­ra­tu­ra».

C'è qual­che au­to­re ita­lia­no ver­so cui guar­da il mon­do an­glo­sas­so­ne?

«No è mol­to dif­fi­ci­le, a par­te il caso enor­me di Ele­na Fer­ran­te, dall'este­ro com­pra­no più spes­so li­bri le­ga­ti al­la "mac­chiet­ta" ita­lia­na».

E vi­ce­ver­sa, co­sa non do­vrem­mo per­der­ci?

«Si­cu­ra­men­te il ro­man­zo "Cit­tà in fiam­me" di Gar­th Ri­sk Hall­berg (Mo­da­do­ri). Inol­tre due au­to­ri ame­ri­ca­ni in usci­ta uno per Mon­da­do­ri l'al­tro per Adel­phi che si so­no di­stin­ti al Boo­ker Pri­ze, Otes­sa Mo­sh­fe­gh con Ei­leen'e Da­vid Sza­lay con "All That Men Is"».

POR­DE­NO­NE­SE Fe­de­ri­ca Man­zon (ter­za da si­ni­stra) tra i gio­va­ni del Cam­piel­lo

(ph.nai­tza)

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