Lei lo tra­di­sce, lui la spia sul com­pu­ter

Il dos­sier con­se­gna­to all’av­vo­ca­to che se­gui­va la cau­sa di se­pa­ra­zio­ne e al­la stes­sa con­sor­te A pro­ces­so per aver rea­liz­za­to un li­bro con le e-mail e le chat di Fa­ce­book del­la ex mo­glie

Il Gazzettino (Pordenone) - - Pordenone - Cri­sti­na An­to­nut­ti

Tra­di­to dal­la mo­glie, vio­lò il suo pro­fi­lo Fa­ce­book e le ca­sel­le di po­sta elet­tro­ni­ca. I con­te­nu­ti di e-mail e con­ver­sa­zio­ni tra ami­ci tro­va­te su Mes­sen­ger fi­ni­ro­no in un li­bro-qua­der­no in­ti­to­la­to "Oscu­ra Ver­sio­ne tra­dot­ta". Il dos­sier lo mo­strò ai te­sti­mo­ni di noz­ze: «Se mi suc­ce­de qual­co­sa - dis­se ai due ami­ci sap­pia­te che con­se­gno il li­bro all’av­vo­ca­to Fran­ce­sco Fur­lan». L’uo­mo, un cin­quan­ta­quat­tren­ne di Por­de­no­ne, ie­ri ha spie­ga­to al giu­di­ce di aver­lo fat­to sol­tan­to per di­fen­de­re l’interesse dei suoi fi­gli: «Era il mio uni­co sco­po. La fa­mi­glia vi­ve gra­zie al mio sti­pen­dio, so­no ri­ma­sto or­fa­no pre­sto e so che co­sa vuol di­re re­sta­re so­li». Ne con­se­gnò una co­pia - per pu­ra co­no­scen­za - an­che al­la mo­glie da cui si sta­va se­pa­ran­do. Le con­se­guen­ze? Si è ri­tro­va­to la Po­li­zia po­sta­le in ca­sa al­le 7 del mat­ti­no con un de­cre­to di sequestro del com­pu­ter fir­ma­to dal­la Di­re­zio­ne di­stret­tua­le an­ti­ma­fia di Trie­ste, com­pe­ten­te per i rea­ti in­for­ma­ti­ci. L’uo­mo sta ades­so af­fron­tan­do un pro­ces­so per ac­ces­so abu­si­vo a un si­ste­ma in­for­ma­ti­co e per vio­la­zio­ne di cor­ri­spon­den­za. Lo di­fen­de l’av­vo­ca­to Fur­lan, men­tre l’ex con­sor­te si è co­sti­tui­ta par­te ci­vi­le con l’av­vo­ca­to An­to­nel­la Sol­da­ti.

La vi­cen­da ri­sa­le all’apri­le 2014 e in Tri­bu­na­le è sta­ta ri­co­strui­ta con una lun­ga sfi­la­ta di te­sti­mo­ni. Al ter­mi­ne dell’udien­za è sta­to sen­ti­to an­che l’im­pu­ta­to. Ha spie­ga­to al giu­di­ce Eu­ge­nio Per­go­la che i pro­ble­mi so­no co­min­cia­ti nel 2013, quan­do sco­prì che un estra­neo pa­gò al­la mo­glie il bi­gliet­to ae­reo di un viag­gio in Su­da­me­ri­ca. Da quel mo­men­to i due co­niu­gi di­ven­ta­ro­no "se­pa­ra­ti in ca­sa" con tut­to ciò che ne con­se­gue. «Mi so­no pre­oc­cu­pa­to per i miei fi­gli e ho vo­lu­to an­da­re a fon­do - ha det­to l’uo­mo - Con­ti­nua­vo a pen­sa­re "se suc­ce­de qual­co­sa a me, che ne sa­rà di lo­ro?"». Ha ne­ga­to di es­se­re un hac­ker. Sem­pli­ce­men­te in ca­sa tut­ti uti­liz­za­va­no lo stes­so com­pu­ter. Non è sta­to quin­di dif­fi­ci­le en­tra­te ne­gli ac­count del­la mo­glie. L’uo­mo si è in­tro­dot­to sia su Fa­ce­book che nel­le po­ste elet­tro­ni­che di li­be­ro e gmail. «Co­sì ho sco­per­to che ave­va una dop­pia vi­ta», ha ri­fe­ri­to.

I rea­ti con­te­sta­ti so­no gra­vi. L’ac­ces­so abu­si­vo po­trà es­se­re ri­di­men­sio­na­to sol­tan­to se la di­fe­sa pro­ve­rà che l’im­pu­ta­to lo ha fat­to non per ven­det­ta, ma per­chè era l’uni­co mo­do per spie­ga­re ai giu­di­ci i mo­ti­vi del­la rot­tu­ra del­la re­la­zio­ne. «Su que­sto pun­to - os­ser­va l’av­vo­ca­to Fur­lan, che se­gue an­che la cau­sa di se­pa­ra­zio­ne - si gio­ca tut­to il pro­ces­so».

«Non l’ho fat­to per ven­det­ta ma so­lo per tu­te­la­re i miei fi­gli»

TRI­BU­NA­LE Fi­ni­sce nei guai per aver vio­la­to il com­pu­ter del­la mo­glie con la qua­le era in rot­ta e aver let­to la

sua cor­ri­spon­den­za: l’uo­mo era si­cu­ro che la

don­na lo tra­dis­se con

un al­tro

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